The Wolf of Wall Street | Recensione del Film a cura di Paolo Ottomano. Più che di lupo si potrebbe parlare di virus, che si propaga e si riproduce traendo la linfa dallo stesso organismo che ha infettato; oppure di una sconosciuta malattia autoimmune, ancora più difficile da debellare perché il rimedio (quello che dovrebbe esserlo) si trasforma nel nemico da combattere. Vittima e carnefice di se stesso è Jordan Belfort (Leonardo di Caprio), le cui limpide e ingenue intenzioni di arricchirsi onestamente diventando broker s’intorbidano subito, al primo pranzo di lavoro: una tra le scene più divertenti di tutto il film The Wolf of Wall Street.
Questa melma di sentimenti contrastanti si solidifica poi in un ammasso granitico di furbizia (molto spesso), intuizioni geniali (spesso), intelligenza (meno spesso). E di un’ambizione spropositata, che gli permette di passare in poco tempo da un garage senza nemmeno l’intonaco all’ultimo piano di un grattacielo al centro di New York.
Il tutto è reso con le giuste proporzioni: maestosità grafica, una gioia per gli occhi, recitazione credibile ed empatica che amalgama prestazioni esilaranti (come l’ultima overdose di Jordan e del suo vice, interpretato da Jonah Hill) a momenti seri, pochi ma ben distribuiti.
L’ironia e il paradosso, infatti, sono le chiavi di lettura di The Wolf of Wall Street, che rendono uno spettacolo di 180 minuti godibile come uno sketch comico o un’opera teatrale in un solo atto.
La maestria della scrittura e della rappresentazione visiva, infatti, permette di prolungare l’attesa per la svolta drammaturgica successiva senza che si colga il peso del procrastinare. Spostare l’asticella sempre più in alto con il rischio, quasi sempre evitato, che lo spettatore non riesca più a superare l’ostacolo e sospenda la credulità.
Un percorso che Scorsese e Di Caprio hanno già affrontato, per esempio, in Gangs of New York, convincendo senza riserve anche in quel caso. Se un punto debole si deve trovare in questo The Wolf of Wall Street, lo si può cercare nella figura dell’agente FBI che dà la caccia a Jordan: lo fa troppo di nascosto senza che il conflitto sia sfruttato in maniera così incisiva.
È pur vero che ci sono tanti altri demoni che Belfort deve affrontare, ma resta il lieve rimpianto di una caccia più aperta tra il genio criminale e il giusto rancore dell’agente. Prescindendo dal fatto che, anche questa volta, si tratta di una storia adattata al quadrato questa di The Wolf of Wall Street, passata prima per la pagina scritta e poi per la cinepresa. (The Wolf of Wall Street | Recensione del film a cura di Paolo Ottomano)
Trama: The Wolf of Wall Street è un film del 2013 diretto da Martin Scorsese, basato sulla vera storia di Jordan Belfort. Nel 1987 Belfort (Leonardo Di Caprio) è un apprendista broker a Wall Street. Qui, sotto la guida di Mark Hanna (Matthew McConaughey), Jordan impara a vivere all’insegna dell’abuso di droghe e sesso. Tuttavia, il crollo improvviso della borsa gli costa il licenziamento. Sarà la moglie Teresa (Cristin Milioti) a convincerlo ad accettare il lavoro in un call-center di penny-stocks. Così, Jordan torna alla ribalta e si mette in affari con il vicino di casa Donnie Azoff (Jonah Hill), fondando la Stratton Oakmont. Contrariamente alla facciata pubblica, la società si regge sulle truffe e su un manipolo di piccoli spacciatori di quartiere. Ben presto gli affari crescono a dismisura e la rivista Forbes affibbia a Jordan l’appellativo ‘The Wolf of Wall Street’. Intanto, la vita privata del broker è in totale declino…
Incassi e Critica: The Wolf of Wall Street incassò, in totale, circa 392 milioni di dollari, classificandosi come diciassettesimo maggiore incasso mondiale del 2013. Il film è anche il maggiore incasso mai realizzato dal regista Martin Scorsese. In Italia, il film incassò complessivamente € 11.732.569, classificandosi come il settimo maggiore incasso della stagione cinematografica italiana 2013-2014. Nel primo giorno di proiezione, il film guadagnò € 471.243 con un totale di 72.135 spettatori, per poi arrivare, alla fine del primo weekend, a 3,8 milioni, classificandosi primo al box office della settimana.
Negli Stati Uniti d’America, The Wolf of Wall Street guadagnò complessivamente più di 116 milioni di dollari, classificandosi come il ventiseiesimo maggiore incasso del 2014 e come il terzo maggiore incasso del regista dopo The Departed e Shutter Island, entrambi con DiCaprio come protagonista. In generale, nel Nord America, il film venne distribuito in 3.387 sale cinematografiche e guadagnò nella prima settimana 18 milioni di dollari. In Australia, invece, con un incasso di circa 13 milioni di dollari, risultò essere il film con visto censura R più visto dell’anno.
«Divertente, autoreferenziale ed eccessivamente irriverente, The Wolf of Wall Street trova Scorsese e DiCaprio al massimo della loro contagiosa energia.» (Recensione riassuntiva sul sito Rotten Tomatoes)
Sull’aggregatore Rotten Tomatoes riceve l’80% delle recensioni professionali positive, con un voto medio di 7,8 su 10 basato su 288 critiche, mentre su Metacritic The Wolf of Wall Street ottiene un punteggio di 75 su 100 basato su 47 critiche con l’indicazione «recensioni generalmente favorevoli».
Peter Travers della rivista Rolling Stone lo ha classificato come il terzo miglior film dell’anno dietro 12 anni schiavo e Gravity, inoltre l’American Film Institute lo ha classificato tra i migliori dieci film dell’anno. Mick LaSalle del San Francisco Chronicle ha definito The Wolf of Wall Street «il migliore e più divertente film americano distribuito quest’anno». Richard Roeper del Chicago Sun-Times ha invece dato al film una B+, dichiarando che il film era «buono, ma non un eccezionale Scorsese».
Tra le recensioni meno positive troviamo invece: Dana Stevens, un membro del New York Film Critics Circle, che ha affermato che, secondo lei, il film non ha funzionato, etichettandolo poi come «epico in dimensioni, claustrofobicamente stretto nello scopo» e Marshall Fine del The Huffington Post, secondo cui la storia «vuole che siamo interessati a personaggi che sono persone sorde per cominciare, fatte più noiose dalle loro illusioni di essere interessanti perché drogate». In generale, comunque, la maggior parte delle critiche negative mosse a The Wolf of Wall Street riguardano il cinismo sfrontato dei protagonisti e il forte turpiloquio, critiche alle quali ha risposto lo stesso DiCaprio in veste di produttore: «È un film difficile che porta me stesso e la pellicola a rischio di molte critiche. È una storia ammonitrice, è un atto di accusa contro quel mondo, non ci piacciono queste persone, ma ci siamo impegnati a isolare il pubblico nella mentalità in cui questa gente viveva, così da capire qualcosa in più della cultura reale in cui viviamo ora».
Nel luglio 2019 il sito Indiewire.com, specializzato in cinema e critica cinematografica, posiziona The Wolf of Wall Street all’undicesimo posto dei migliori cento film del decennio 2010-2019. Nel settembre 2019 il Guardian ha posizionato il film al quarantatreesimo posto dei cento migliori film prodotti dopo il 2000. (fonte Wikipedia)
Curiosità: Per simulare la cocaina, gli attori hanno sniffato vitamina B polverizzata. Jonah Hill ha dichiarato di averne inalata così tanta durante le riprese da aver contratto una bronchite, finendo in ospedale.
Il celebre gesto di battersi il petto mugunando è un vero rito di riscaldamento che l’attore usa prima di girare ogni scena. DiCaprio, vedendolo, ha guardato Scorsese fuori campo per capire se dovesse fermarlo, ma il regista ha deciso di inserirlo in The Wolf of Wall Street perché “dava il tono giusto” all’intera opera.
Inizialmente, Scorsese aveva proposto a Margot Robbie di indossare un accappatoio nella scena della seduzione. Fu l’attrice a insistere per girarla completamente nuda, sostenendo che per il personaggio di Naomi il corpo fosse l’unica “valuta” di potere. Per calmare i nervi prima del ciak, ha ammesso di aver bevuto tre shot di tequila.
A differenza di molti film che usano repliche, la Lamborghini Countach bianca distrutta nella scena dei Quaaludes era un modello autentico. Scorsese ne ha voluta una reale per rendere l’impatto più veritiero; peraltro, ne furono acquistate due perché i danni sulla prima non erano considerati “abbastanza decisi” dal regista.
Per la scena in cui Jordan striscia verso la sua auto sotto l’effetto di droghe, DiCaprio si è ispirato a un video virale di un uomo ubriaco in un minimarket.
La celebre frase “Vendimi questa penna” è un vero test di vendita usato dal reale Jordan Belfort, che compare in un cameo finale presentando il personaggio di DiCaprio durante il seminario.
The Wolf of Wall Street ha detenuto a lungo il record per il maggior numero di utilizzi della parola “fuck” in un lungometraggio non documentaristico (oltre 500 volte).
Jonah Hill voleva così tanto lavorare con Scorsese per The Wolf of Wall Street che ha accettato il salario minimo previsto dal sindacato (circa 60.000 dollari), mentre DiCaprio, anche produttore del film, ne ha guadagnati circa 25 milioni.
Il film The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese è disponibile in streaming su ![]()

LA SCHEDA DEL FILM THE WOLF OF WALL STREET (t.or. The Wolf of Wall Street)
Regista: Martin Scorsese – Cast: Leonardo DiCaprio, Jonah Hill, Margot Robbie, Matthew McConaughey, Kyle Chandler, Rob Reiner, Jon Bernthal, Jon Favreau, Jean Dujardin, Joanna Lumley, Cristin Milioti, Christine Ebersole, Stephen Kunken – Genere: Drammatico – Anno: 2013 – Paese: USA – Sceneggiatura: Terence Winter – Fotografia: Rodrigo Prieto – Durata: 2 h 59 min. – Distribuzione: 01 Distribution – Data di uscita: 23 gennaio 2014 – Il sito ufficiale del film The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese
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