RAGIONE E SENTIMENTO, recensione del film di Georgia Oakley


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Ragione e Sentimento | Recensione del Film a cura di Alessandro Bizzotto. C’è una cupezza, nel nuovo Ragione e sentimento, che Jane Austen difficilmente avrebbe riconosciuto come propria. La rilettura di Georgia Oakley sceglie una strada naturalistica, attenta alla concretezza delle condizioni materiali e meno incline a idealizzare i suoi personaggi. Le sorelle Dashwood non sembrano uscite da un quadro: hanno addosso la precarietà economica, la fatica di chi deve reinventarsi una vita dopo aver perso il proprio posto nella nativa Norland e, di conseguenza, nel mondo.

Ragione e Sentimento | Recensione | Poster

Ragione e Sentimento | Recensione | Poster

Persino i costumi – accuratissimi – con la loro sobrietà vissuta e le luci spesso fredde concorrono a restituire consistenza a questa realtà, lontana dalla compostezza levigata dell’illustrazione d’epoca. Le immagini hanno una dimensione corporea che merita di essere riconosciuta: i gesti hanno un peso, i volti non sono idealizzati, gli ambienti restituiscono una materia quotidiana che raramente si concede alla bellezza del quadro in costume.

È una scelta interessante, che dà alle sorelle una presenza concreta e vulnerabile. Guadagna in realismo, ma allo stesso tempo il film rischia di perdere qualcosa dell’arguzia, della leggerezza e dell’ambiguità che rendono la scrittura della Austen così moderna.

Con un classico che ha già trovato nel cinema una traduzione quasi esemplare trent’anni fa, il confronto non è un esercizio di nostalgia: è il modo più naturale per misurare che cosa una nuova sensibilità riesca a rivelare, o finisca per smarrire, nel testo originale. La versione del 1995 di Ragione e Sentimento diretta da Ang Lee, interpretata e sceneggiata da Emma Thompson (vincitrice dell’Oscar per la sceneggiatura) resta un termine di paragone difficile da aggirare, soprattutto per l’equilibrio fra commedia e sentimento e per la lucidità con cui faceva emergere la condizione femminile.

La Thompson aveva saputo dare alla disparità economica fra uomini e donne una formulazione insieme semplice e feroce: gli uomini avrebbero ereditato la propria fortuna, mentre alle donne non era concesso neppure guadagnarsela. Lo diceva la stessa Elinor (Thompson) in una stoccata memorabile, che trasformava un vincolo sociale in una questione politica senza perdere nulla dell’ironia. Già allora la sceneggiatura era, sotto questo aspetto, più radicale di quella attuale.

Qui, oggi, la critica sociale è affidata soprattutto alla durezza delle circostanze, come se mostrarne il peso bastasse a restituirne la portata. È questo, in fondo, il limite della cupezza scelta dalla Oakley: non tanto l’aderenza alle difficoltà tangibili delle Dashwood, quanto una certa diffidenza verso la vivacità emotiva del romanzo. Dopo la morte del padre, costrette a lasciare la casa in cui sono cresciute perché ereditata dal fratellastro e a fare i conti con una sicurezza economica ormai perduta, Elinor (Daisy Edgar-Jones) e Marianne (Esmé Creed-Miles) si ritrovano a negoziare il proprio posto nella società insieme alla madre (Caitríona Balfe) e alla sorella più piccola (Bodhi Rae Breathnach): affrontano l’amore secondo inclinazioni opposte, divise fra autocontrollo e abbandono, prudenza e trasporto.

La prima soffrirà in silenzio per l’amore difficile da dichiarare di Edward Ferrars (George MacKay), fratello della cognata, mentre la seconda sarà conquistata troppo presto da Willoughby (Frank Dillane), egoista travestito da romantico, senza capire che, forse, l’amore ha le sembianze meno festose ma più sincere del riservato colonnello Brandon (Herbert Nordrum). In modi diversi, entrambe capiranno che amare non è solo l’ebbrezza del desiderio, ma soprattutto la capacità di restargli fedele.

Proprio in questo gioco di contrasti la Austen trovava una delle sue risorse più fertili. In questo nuovo Ragione e sentimento, invece, i personaggi sembrano talvolta abitare il sentimento con cautela. L’ironia si fa più rada, gli slanci vengono ricondotti a una malinconia uniforme. Eppure, la leggerezza di Jane Austen non era un ornamento, né un modo per addolcire la realtà: era una forma di intelligenza capace di mettere a nudo le convenzioni proprio mentre si divertiva a smontarle.

La colonna sonora di Roger Goula incarna questa esitazione: insegue una modernità sonora che pare una chimera, oscillando verso accenti contemporanei senza trovare una necessità davvero persuasiva, quasi temesse di abbandonarsi alla pienezza melodica e sentimentale che la storia richiede. Ma perché questa paura contemporanea di emozionare in modo classico? La Austen conosceva benissimo il peso del denaro, le gerarchie sociali e i margini angusti concessi alle donne. Non aveva bisogno di rendere il mondo più cupo per mostrarne le ingiustizie.

Così, Ragione e Sentimento finisce per trovare una misura convincente soprattutto negli interpreti. Daisy Edgar-Jones dà a Elinor una fermezza che non coincide con la serenità: sotto il controllo affiora continuamente ciò che la giovane donna non può permettersi di dire. Fra lei e George MacKay il dialogo è sempre capace di dare corpo a ciò che resta sospeso. E MacKay accompagna bene questa tensione, senza forzarla in un romanticismo dichiarato. Stranamente sacrificato il ruolo del colonnello Brandon, interpretato con notevole mimetismo dal norvegese Herbert Nordrum: avrebbe avuto bisogno di tempo e profondità per rivelare tutta la sua complessità. La sua discrezione non sempre basta a definirlo, ma Nordrum gli conferisce un’efficace sensibilità silenziosa. Esmé Creed-Miles è una Marianne più esposta, in cui l’impeto sentimentale ha qualcosa di disordinato.

Il risultato, con l’avanzare del plot, si salva e cade in piedi come rilettura che convince per lo sguardo concreto sulle sorelle Dashwood, per la volontà di restituire loro una presenza meno idealizzata. C’è onestà in questa scelta, e anche uno sguardo personale: Oakley non si limita a replicare il modello del 1995, ma cerca una propria strada, affidandosi ai corpi, agli ambienti e alla materialità delle relazioni. Il rischio è che l’autonomia diventi distanza, che le atmosfere austeniane si allontanino. Ma si sa che senza rischi non c’è reinvenzione, e che anche un classico, per restare vivo, a volte deve smettere di somigliare a se stesso, almeno in (piccola) parte. Probabilmente anche per questo Ragione e sentimento è un’operazione riuscita, sostenuta da una sensibilità riconoscibile, anche se non altrettanto salda nel conciliare realismo e trasporto. Perché la modernità della Austen non consisteva nel diffidare delle emozioni, ma nel sapere quanto potessero costare, soprattutto a chi non aveva il privilegio di scegliere il proprio destino. (Ragione e Sentimento | Recensione del film a cura di Alessandro Bizzotto)

Trama: Ragione e Sentimento, film diretto da Georgia Oakley, racconta la storia delle sorelle Elinor e Marianne Dashwood (Daisy Edgar-Jones e Marianne Dashwood), che si ritrovano costrette a lasciare la loro tenuta nel Sussex per trasferirsi da un lontano parente. Qui le due dovranno affrontare problemi sentimentali e finanziari….

Ragione e Sentimento | Recensione

Ragione e Sentimento | Recensione

Curiosità: Il film Ragione e Sentimento schiera un gruppo di interpreti britannici e internazionali molto amati: Daisy Edgar-Jones ed Esmé Creed-Miles interpretano rispettivamente le due sorelle protagoniste, Elinor e Marianne Dashwood; accanto a loro troviamo George MacKay (noto per 1917), Frank Dillane (Fear the Walking Dead), Caitriona Balfe (Outlander), Herbert Nordrum e la veterana Fiona Shaw.

A differenza dei classici film in costume di Hollywood, spesso patinati e impeccabili, la regista Georgia Oakley ha scelto un approccio visivo molto più naturalistico e concreto. Per rispecchiare la reale transizione delle donne Dashwood verso una vita di ristrettezze economiche, le protagoniste vengono mostrate spesso con capelli spettinati e abiti stropicciati.

La fotografia del film Ragione e Sentimento predilige la luce naturale della campagna inglese e interni illuminati esclusivamente da candele. Questo dà alla pellicola un tono più cupo, malinconico e meno incline alla satira o all’ironia brillante tipiche di altri adattamenti della Austen.

La sceneggiatura di Diana Reid introduce un cambiamento strutturale importante rispetto al testo del 1811: il film sceglie deliberatamente di non mostrare i matrimoni delle sorelle. La risoluzione e la felicità delle protagoniste vengono affidate a due momenti molto differenti, focalizzandosi maggiormente sulla loro crescita personale e sulla messa in discussione della propria identità piuttosto che sulla cerimonia nuziale in sé.

Distribuito in Italia da Universal Pictures, il film Ragione e Sentimento ha ottenuto un ottimo riscontro al debutto, raccogliendo ben 696.833 euro nel suo primo fine settimana di programmazione nei cinema italiani.

Una scena del film Ragione e Sentimento | Recensione e Analisi critica di Alessandro Bizzotto

LA SCHEDA DEL FILM RAGIONE E SENTIMENTO (t.or. Sense and Sensibility)

Regista: Georgia Oakley – Cast: Daisy Edgar-Jones, Caitriona Balfe, Fiona Shaw, Esme Creed-Miles, George MacKay, Frank Dillane, Herbert Nordrum, Bodhi Rae Breathnach, Tom Brooke, Stacy Martin – Genere: Drammatico – Anno: 2026 – Paese: USA – Sceneggiatura: Daina Reid – Fotografia: Arnaud Potier – Durata: 2 h 11 min. – Distribuzione: Universal Pictures International Italy – Data di uscita: 22 ottobre 2026 – Il sito ufficiale del film Ragione e Sentimento di Georgia Oakley

GUARDA IL TRAILER UFFICIALE DEL FILM RAGIONE E SENTIMENTO:

Ragione E Sentimento | Trailer Ufficiale – HD

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