DIGGER, recensione del film di Alejandro González Iñárritu


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Digger | Recensione del Film a cura di Alessandro Bizzotto. Sullo schermo Tom Cruise salva il mondo da più di trent’anni. Appeso a un aereo, aggrappato a un grattacielo, lanciato in moto verso un precipizio: cambia il mezzo, non la missione. In Digger, invece, il mondo ha bisogno di essere salvato proprio da lui. O meglio dall’uomo che interpreta, Digger Rockwell, petroliere miliardario che ha contribuito a portare la Terra sull’orlo del collasso climatico e che, davanti alla catastrofe, si convince di essere ancora una volta l’unico capace di trovare la soluzione.

Digger | Recensione | Poster

Digger | Recensione | Poster

È una delle idee più sottilmente perfide del film di Alejandro González Iñárritu. Forse anche una delle più riuscite. Digger è un uomo che ha costruito la sua fortuna scavando nel pianeta fino a svuotarlo.

Quando l’ennesimo disastro ambientale minaccia di trasformarsi in una catastrofe globale, il suo istinto non è fermarsi, né assumersi la responsabilità: è prendere il controllo della narrazione. Davanti ai politici, agli scienziati e al mondo intero rivendica il proprio ruolo con l’arroganza di chi sa che il sistema gli ha permesso di arrivare fin lì. Lui fornisce ciò che gli viene chiesto: petrolio, energia, consumo. E, se il mondo è arrivato a questo punto, è perché il mondo stesso lo ha voluto.

Il bersaglio è grosso e dichiarato: capitalismo, dipendenza energetica, miliardari convinti che ogni problema abbia un prezzo, politica incapace di opporsi al denaro finché non è troppo tardi. Digger non cerca la sottigliezza: prende la realtà, la gonfia fino al grottesco e la scaraventa sullo schermo.

Eppure è proprio qui che il film comincia a diventare interessante. Perché Iñárritu non si accontenta di mettere il cattivo sul banco degli imputati. Digger ha provocato il disastro, certo, ma il film chiede anche chi gli abbia permesso di farlo. Chi ha comprato il petrolio? Chi ha alimentato la macchina? Chi ha continuato a consumare mentre qualcuno scavava sempre più in profondità? La responsabilità si allarga dal singolo mostro al sistema che lo ha prodotto e, soprattutto, a chi quel sistema continua a farlo funzionare. Una tesi scomoda, perché rende lo spettatore meno innocente.

Poi, quando ti stai abituando a una sorta di moderna favola nera che gioca con l’assurdo e il kafkiano, Digger fa qualcosa di ancora più spiazzante: comincia a interrogare se stesso. La satira diventa teatro, il teatro diventa rappresentazione della satira e il film si mette a guardare il proprio riflesso. Possiamo costruire un’opera brillante sulla fine del mondo, applaudire, indignarci, riconoscere il bersaglio e sentirci persino migliori per averlo riconosciuto. Poi usciamo dal cinema e torniamo esattamente alla vita di prima. Il pianeta, nel frattempo, continua a bruciare.

È probabilmente l’idea più forte di Digger, ma anche quella che rende il film meno amichevole verso chi lo guarda. Alejandro González Iñárritu non vuole semplicemente raccontare una catastrofe: vuole mettere in discussione il nostro modo di consumarla come spettacolo. E finisce per costruire un film che, a sua volta, è spettacolo, satira, allegoria, esercizio di stile e gigantesca macchina cinematografica.

Il paradosso è evidente. Il film accusa il cinema di trasformare anche la tragedia in intrattenimento mentre utilizza Tom Cruise, un direttore della fotografia come Emmanuel Lubezki, un budget enorme e un’innegabile magnificenza produttiva per mettere in scena la fine del mondo. È un’idea brillante. Ma non sempre un film altrettanto brillante.

Perché Digger è straniante, ambizioso, spesso sorprendente, ma anche faticoso. La sua satira tende a parlare troppo e a voce alta quando invece potrebbe mordere. I personaggi vengono spinti verso la caricatura, i cambi di tono sono continui e la costruzione metanarrativa, invece di aprire sempre nuove prospettive, finisce a tratti per appesantire il racconto. La sensazione è quella di un film che ha molte cose da dire e pochissima voglia di scegliere quale sia davvero la più importante.

Meno forte di 21 grammi e meno dolorosamente raffinato di Biutiful: Iñárritu dirige con la consueta bulimia visiva, sostenuto dalla fotografia da Oscar di Lubezki, e trasforma la catastrofe in un gigantesco circo apocalittico. Ci sono immagini potenti e momenti di ferocia, ma la forza delle idee non sempre trova una forma narrativa altrettanto precisa.

A tratti, infatti, Digger sembra più interessante da discutere che da guardare: un film che continua a generare interpretazioni anche quando la scena che abbiamo davanti fatica a coinvolgerci. Potrebbe essere proprio questo il suo limite più curioso. Il messaggio è fortissimo, persino urgente. Il film che lo contiene, invece, non ha niente di irresistibile.

Tom Cruise, forse, è una faccenda diversa. Sotto protesi, trucco e una voce che sembra uscita da un’altra America (se volete vederlo, cercate una versione in lingua originale), il divo più riconoscibile di Hollywood si mette al servizio della caricatura con la sovrabbondanza interpretativa cui ci ha abituato.

Digger Rockwell, dicevamo, è l’esatto rovesciamento della sua mitologia: l’uomo che di solito corre verso il disastro per impedire che il mondo finisca qui è quello che al disastro ha dato una spinta decisiva ma continua a comportarsi come se la storia avesse bisogno di lui. È una presa in giro di un’immagine di Tom Cruise – non di quello di Nato il 4 luglio o di Magnolia – e, contemporaneamente, un film costruito intorno a Tom Cruise.  (Digger | Recensione del film a cura di Alessandro Bizzotto)

Trama: Nel film Digger di Alejandro González Iñárritu, l’uomo più potente del mondo intraprende una missione disperata per dimostrare di essere il salvatore dell’umanità, prima che il disastro da lui stesso provocato distrugga ogni cosa..

Digger | Recensione

Digger | Recensione

Curiosità: Per interpretare il miliardario texano Digger Rockwell, Tom Cruise ha abbandonato i panni dell’eroe d’azione impeccabile per sottoporsi a una drastica trasformazione fisica. Cruise appare infatti quasi irriconoscibile, appesantito da protesi che simulano una pancia da birra, capelli radi e un marcato accento del Sud degli Stati Uniti. È il suo ruolo più insolito dai tempi di Les Grossman in Tropic Thunder.

Durante le fasi di sviluppo e le riprese per mantenere la massima riservatezza sulla trama, la produzione ha utilizzato il titolo provvisorio di lavorazione “Judy“.

Digger è stato girato nel rarissimo formato VistaVision. Per catturare le immagini della pellicola, Iñárritu e il leggendario direttore della fotografia Emmanuel Lubezki hanno utilizzato speciali telecamere Beaumont personalizzate e lenti Leica.

La trama del film Digger presenta colpi di scena così radicali e grotteschi che all’inizio delle proiezioni nelle sale cinematografiche compare un avviso formale che prega esplicitamente gli spettatori di non rivelare i risvolti e il finale della storia.

Nonostante l’enorme risonanza mediatica e un budget di circa 125 milioni di dollari, Digger si è scontrato con un debutto cinematografico disastroso in Nord America (incassando solo 8 milioni nel primo weekend). Con soli 20 milioni di dollari incassati globalmente nei primi giorni, è stato subito etichettato come uno dei peggiori flop commerciali recenti per la Warner Bros.

La critica e il team di produzione hanno accostato il tono dissacrante, unhinged e apocalittico di Digger a capolavori della satira cinematografica come Il dottor Stranamore di Stanley Kubrick e Quarto potere di Orson Welles.

Una scena del film Digger | Recensione e Analisi critica di Alessandro Bizzotto

LA SCHEDA DEL FILM DIGGER (t.or. Digger)

Regista: Alejandro González Iñárritu – Cast: Tom Cruise, Jesse Plemons, John Goodman, Sandra Hüller, Michael Stuhlbarg, Sophie Wilde, Emma D’Arcy, Riz Ahmed, Pip Torrens, Corey Johnson, Cullen Moss, Joe Hurst – Genere: Commedia, Drammatico, Avventura – Anno: 2026 – Paese: Gran Bretagna, Messico, USA – Sceneggiatura: Berto Romero – Fotografia: Sergi Villanova Claudín – Durata: 2 h 9 min. – Distribuzione: Warner Bros. Pictures – Data di uscita: 1 Ottobre 2026 – Il sito ufficiale del film Digger di Alejandro González Iñárritu

GUARDA IL TRAILER UFFICIALE DEL FILM DIGGER:

DIGGER | Trailer Finale Ufficiale

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