LA FEBBRE DEL SABATO SERA, recensione del film di John Badham


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La febbre del sabato sera | Recensione. Frutto soprattutto della genialità del produttore Robert Stingwood, La febbre del sabato sera – sceneggiato da Norman Wexler a partire da un soggetto di Nick Cohn – ha saputo rappresentare con brutale realismo e un turpiloquio inedito per i tempi (che provocherà svariati tagli) il desolante affresco di una gioventù, non solo italoamericana, più che mai 

La febbre del sabato sera | Recensione | Poster

La febbre del sabato sera | Recensione | Poster

«ribelle senza una causa» che vede l’esibizione frenetica sulla pista della discoteca come l’unico possibile riscatto dallo squallore della quotidianità, facendone a posteriori il simbolo più convincente del riflusso.

La febbre del sabato sera, campione d’incassi e successo mondiale per la colonna sonora, che consacrò i Bee Gees e con loro John Travolta, assurto a fenomeno di costume (e oggetto di desiderio sessuale) nel suo primo ruolo importante, tanto forte da rischiare di rimanere legato per sempre all’immagine kitsch del commesso ballerino Tony Manero col suo completo bianco e il dito alzato verso il cielo. (La febbre del sabato sera | Recensione del film tratta da “Il Mereghetti – Dizionario dei Film“, ed. 2021)

La febbre del sabato sera nasce col pretesto di un’inchiesta giornalistica intitolata Ritri Tribali del nuovo sabato sera: ma quel che conta è la discoteca, l’abito bianco di John Travolta e la musica dei Bee Gees. E fu subito fenomeno di costume in tutto il mondo. Ancora oggi, un Cult. (Recensione tratta da Film TV)

Trama: Ne La febbre del sabato sera di John Badham, Tony Manero, ragazzo 19enne, lavora modestamente nel negozio di vernici del signor Fusco e attende con ansia il sabato sera quando, circondato da amici insignificanti (Bobby, Joey, Double, Gus), puo’ recarsi alla moderna balera “2001 Odissey” che è una sorta di cuore del quartiere Bay Ridge (Brooklyn), separato dalla appariscente Manhattan dal ponte Verrazzano sul quale, sbronzi e drogati, i giovanottelli si producono in sconsiderate evoluzioni che costeranno la vita al piu’ giovane di loro. Tony, attraente nel fisico e orgoglioso della propria somiglianza con Al Pacino, è indubbiamente un buon ballerino e miete allori nel fatiscente locale del “sabato sera”. Gli ronzano attorno le ragazze e, tra queste, la goffa ma sensibile Annette sarebbe disposta a far pazzie per lui che, però, mette gli occhi sulla più dotata Stephanie Mangano…

Incassi: Il film La febbre del sabato sera di John Badham si è rivelato essere un grande successo al botteghino, diventando uno dei film musicali di maggior incasso dell’epoca, primato condiviso con il film del 1978 Grease, anch’esso interpretato da John Travolta al fianco di Olivia Newton-John. La pellicola incassò $94.213.182 negli Stati Uniti e $142.900.000 nel resto del mondo, con un guadagno complessivo di $237.113.184.

Critica internazionale: La febbre del sabato sera venne accolto da recensioni e pareri positivi dalla maggior parte dei critici, molti dei quali lo definirono il film più bello dell’anno, nonché uno dei migliori degli anni settanta.
Secondo l’aggregatore Rotten Tomatoes, il film ha un indice di gradimento dell’88%, calcolato sulla base di 43 recensioni. Metacritic gli assegna invece un punteggio di 77 punti su 100, indicante “recensioni generalmente favorevoli” sulla base di critiche rilasciate da 7 recensori. Nel 2004 La febbre del sabato sera  è stato aggiunto nella lista dei “1000 Migliori film di tutti i tempi” stilata dal New York Times, mentre nel 2010 è entrato nella National Film Registry della Biblioteca del Congresso per il suo valore “storicamente e culturalmente significativo”.

Il critico Gene Siskel del Chicago Sun-Times ha così descritto il film: “Un minuto all’interno de La febbre del sabato sera può darvi un’idea degli eccessi e dell’energia delle discoteche, e sapete bene a cosa mi riferisco”. Siskel lodò anche l'”energetica” performance di Travolta: “Travolta sulla pista da ballo è come un pavone sotto anfetamine. Si esibisce come un pazzo”.

Pauline Kael del New Yorker ha pubblicato nell’autunno del 1978 una recensione altrettanto positiva: “Il modo in cui La febbre del sabato sera è stato diretto e filmato è tale da farci sentire il ritmo della discoteca. Sono le migliori scene di ballo mai girate. E poi Travolta… Travolta è riuscito ad interpretare un personaggio incapace di mostrare una nota falsa; anche l’accento di Brooklyn suona impeccabile… La febbre del sabato sera, a modo suo, ci trasmette qualcosa di romantico: hai bisogno di muoverti, di ballare, e puoi essere tutto quello che vuoi; e quando la musica finisce, torni ad essere normale.”

Curiosità: La febbre del sabato sera, che diede notorietà mondiale all’attore John Travolta, venne concepita come un vero e proprio omaggio alla disco music e al fascino dominante negli anni settanta. Le musiche vennero arricchite dai successi musicali in voga all’epoca, soprattutto dalle canzoni originali dei Bee Gees (in particolare il brano Stayin’ Alive), che con la pellicola ritrovarono una nuova stagione di gloria.

Il film ebbe un successo straordinario. La colonna sonora della pellicola vendette circa 41 milioni di copie in tutto il mondo; all’epoca diventò il disco più venduto di sempre, primato che mantenne fino alla pubblicazione di Thriller di Michael Jackson, ed occupa tuttora il quarto posto nella classifica dei lavori discografici con maggiore successo commerciale. Il film fu il primo a dare vita ad un vero e proprio cross-media marketing, grazie anche a diversi derivati che lo promossero per lungo tempo.

Nel 2010, La febbre del sabato sera è entrato a far parte della National Film Registry, che lo ha definito “storicamente e culturalmente significativo”.

Nel 1983 è stato girato un sequel, Staying Alive, diretto da Sylvester Stallone e con protagonista sempre John Travolta. Pur riscuotendo un ottimo successo al botteghino, la pellicola ha ricevuto critiche ampiamente negative e detiene un raro rating dello 0% su Rotten Tomatoes. (fonte Wikipedia)

Riconoscimenti: Il film La febbre del sabato sera ha ottenuto numerosi riconoscimenti, consolidandosi come un pilastro della cultura pop e un successo sia di critica che di pubblico, uno fra tutti la Nomination agli Oscar del 1978 come Miglior Attore Protagonista a John Travolta. Questa candidatura fu storica, rendendo Travolta uno dei più giovani attori mai nominati in questa categoria all’epoca.

Il film La febbre del sabato sera di John Badham è disponibile in streaming su La febbre del sabato sera Streaming

Una scena del film La febbre del sabato sera | Recensione e Analisi critica

LA SCHEDA DEL FILM LA FEBBRE DEL SABATO SERA (t.or. Saturday Night Fever)

Regista: John Badham – Cast: John Travolta, Karen Lynn Gorney, Barry Miller, Joseph Cali, Paul Pape, Donna Pescow, Bruce Ornstein, Lisa Peluso, Martin Shakar, Sam Coppola, Denny Dillon, Fran Drescher, Nina Hansen, Bert Michaels, Val Bisoglio, Julie Bovasso – Genere: Drammatico, musicale – Anno: 1977 – Paese: USA – Sceneggiatura: Norman Wexler – Fotografia: Ralf D. Bode – Durata: 1 h 58 min. – Distribuzione: Cic – Cic Video – Dvd Paramount – Data di uscita: 13 marzo 1978 – La scheda del film La febbre del sabato sera di John Badham su IMDb

GUARDA IL TRAILER UFFICIALE DEL FILM LA FEBBRE DEL SABATO SERA:

La febbre del sabato sera – TRAILER UFFICIALER

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