Palazzina LAF | Recensione del Film a cura di Rosalinda Gaudiano. Michele Riondino con Palazzina LAF mette in scena una storia vera, una storia di mobbing e angherie nei confronti dei lavoratori dell’Ilva di Taranto, persone scomode al sistema, che vennero confinati negli anni ’90 in una palazzina, paragonabile ad un lager, dove ben 79 lavoratori passavano le giornate a pregare o ammazzare il tempo con giochi di società.
Riondino è al suo primo lavoro di regia e racconta una storia che nella sua lentezza disarmante raccoglie tutti i tasselli che denunciano un fatto infame, quella zona di confino, detta Palazzina LAF, per operai dell’Ilva che vennero “isolati” e costretti ad inattività forzate in un edificio fatiscente.
Oltre alla questione di molestie morali imposte, Riondino riesce molto bene a raccontare una storia che nel suo verismo affronta senza mezzi termini il potere coercitivo direttivo, nei confronti di chi è costretto a obbedire gioco forza per subordinazione ad un ruolo contrattuale.
Caterino Lamanna, operaio dell’Ilva, uomo sempliciotto, è facile preda del perfido dott. Basile, che lo designa come “spia” e lo colloca in quella palazzina di gente muta, che guarda solo quel corridoio, dove ad un minimo rumore si accalcano gli esiliati uscendo dalle loro porte.
Lamanna coglie con lo sguardo situazioni deplorevli che lo lasciano in uno stato quasi d’indifferenza, come la pecora che nel cortile esala l’ultimo respiro e quel collega che vicino ad una finestra respira nella stessa identica maniera della pecora. La storia della palazzina sintetizza le vite di tutti i confinati tra quelle mura, gente relegata in uno spazio senza spazio, alienante.
Se Caterino Lamanna è un uomo che fa della sua ignoranza la bandiera per affermarsi come persona importante con l’autorevolezza che gli viene data dal potere dirigenziale di spiare tutto ciò che i colleghi fanno e decidono, al dott. Basile, interpretato magistralmente da Elio Germano, è data la maschera della più crudele immoralità.
Lamanna è talmente stupido che non si rende conto di quanto sia strumento di un potere delinquente. Nella sua dimensione grottesca, Palazzina LAF rende molto bene e con estrema naturalezza quella ampiezza sociale di sfruttamento operaio, di persone costrette ad una vita accettata nella sua sofferta semplicità. Palazzina LAF è una storia infame, ma vera, finita purtroppo con un processo dopo indicibili angherie verso gli operai. (Palazzina LAF | Recensione del film a cura di Rosalinda Gaudiano)
Trama: Nel film Palazzina LAF di Michele Riondino, Caterino è uno dei tanti operai che lavorano nel complesso industriale dell’Ilva di Taranto. Vive in una masseria caduta in disgrazia per la troppa vicinanza al siderurgico e nella sua indolenza condivide con la sua giovanissima fidanzata il sogno di trasferirsi in città. Quando i vertici aziendali decidono di utilizzarlo come spia per individuare i lavoratori di cui sarebbe bene liberarsi, Caterino comincia a pedinare i colleghi e a partecipare agli scioperi solo ed esclusivamente alla ricerca di motivazioni per denunciarli. Ben presto, non comprendendone il degrado, chiede di essere collocato anche lui alla Palazzina LAF, dove alcuni dipendenti, per punizione, sono obbligati a restarvi privati delle loro consuete mansioni. Caterino scoprirà sulla propria pelle che quello che sembra un paradiso, in realtà non lo è…
Critica: Il film Palazzina Laf è stato accolto positivamente dalla critica cinematografica, che ne ha apprezzato la regia e la sceneggiatura, definendola «un’opera di forte impegno civile», oltre che la capacità attoriale di Riondino e Germano.
Vania Amitrano di Ciak apprezza la produzione di Palazzina LAF, scrivendo che «ogni scena è costruita per offrire un dettaglio in più sul quadro generale, cercando di mostrare tanto i soprusi quanto le colpe». Amitrano afferma che al regista «non interessa offrire soluzioni o trovare un unico colpevole» e che nel film «non ci sono eroi, […] lo stesso protagonista è un personaggio per cui tutt’al più si prova un misto di disprezzo e commiserazione».
Riconoscimenti: Palazzina Laf è tratto dal libro Fumo sulla città dello scrittore Alessandro Leogrande, scomparso prematuramente, che avrebbe dovuto partecipare anche alla realizzazione della sceneggiatura e a cui il film è dedicato. Il film è stato presentato in anteprima alla 18ª Festa del Cinema di Roma. Ai David di Donatello 2024, Palazzina Laf ha ricevuto cinque candidature, aggiudicandosi infine tre premi, rispettivamente, per il Miglior attore protagonista (a Michele Riondino), al Miglior attore non protagonista (a Elio Germano) e alla Migliore canzone originale (La mia terra, scritta e interpretata da Diodato). (fonte Wikipedia)
Curiosità: L’acronimo LAF sta per Laminatoio A Freddo. Nonostante il nome tecnico, negli anni ’90 divenne il simbolo del primo caso accertato di mobbing in Italia: un “reparto-confino” dove 79 impiegati dell’Ilva di Taranto furono segregati perché avevano rifiutato il declassamento a operai.
Sono state girate le scene esterne, nel quartiere Tamburi di Taranto, e presso la Parrocchia Gesù Divino Lavoratore, dove è visibile un mosaico che benedice operai e ciminiere.
Gli interni della fabbrica e la stessa Palazzina LAF sono stati ricostruiti nell’ex stabilimento Lucchini in Toscana, poiché la proprietà dell’attuale stabilimento tarantino negò il permesso per le riprese.
Le scene della fattoria di Caterino appartengono a questa reale masseria tarantina, nota per essere stata costretta a chiudere gli allevamenti a causa dell’inquinamento dell’acciaieria.
Michele Riondino ha impiegato sette anni per realizzare Palazzina LAF, basandosi su atti processuali e testimonianze dirette dei lavoratori coinvolti. Il film è inoltre ispirato al libro Fumo sulla città di Alessandro Leogrande, che ha collaborato alla sceneggiatura prima della sua scomparsa.
Il protagonista, Caterino Lamanna (interpretato da Riondino), è stato descritto dal regista come un “Fantozzi nero”. L’ispirazione è nata dal racconto di un vero confinato che si descriveva come un personaggio fantozziano. Caterino non è un eroe, ma un uomo ingenuo che accetta di fare la spia per i dirigenti in cambio di privilegi, diventando complice del sistema.
Il Film Palazzina LAF di Michele Riondino è disponibile in streaming su 

LA SCHEDA DEL FILM PALAZZINA LAF (t.or. Palazzina LAF)
Regista: Michele Riondino – Cast: Michele Riondino, Elio Germano, Vanessa Scalera, Domenico Fortunato, Gianni D’Addario, Pierfrancesco Nacca, Michele Sinisi, Fulvio Pepe, Marina Limosani, Eva Cela, Anna Ferruzzo, Paolo Pierobon – Genere: Drammatico – Anno: 2023 – Paese: Italia – Sceneggiatura: Michele Riondino – Fotografia: Claudio Cofrancesco – Durata: 1 h 39 min. – Distribuzione: BIM Distribuzione – Data di uscita: 30 novembre 2023 – Il sito ufficiale del film Palazzina LAF di Michele Riondino
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