Old Boy | Recensione. Old Boy, film noir diretto da Park Chan-wook, segue le vicende di Oh Dae-su (Choi Min-sik), un uomo che conduce una vita semplice e banale, e che un giorno viene arrestato per ubriachezza molesta. Quando viene rilasciato, il giorno del quarto compleanno di sua figlia, qualcuno lo rapisce. Ancora un po’ stordito, riprende conoscenza all’interno di una sorta di cella con un letto, un bagno e una televisione malfunzionante. Nonostante l’uomo cerchi di scappare dalla stanza, sembra davvero impossibile uscirne.
Quando accende la tv, scopre al telegiornale che sua moglie è stata assassinata e che il colpevole sarebbe proprio lui. Dae-su comincia a logorarsi fino a deprimersi completamente. Passano mesi, anni. Durante questa prigionia forzata l’uomo cerca più volte di uccidersi.
Quando per disperazione tenta di distruggere la parete della sua cella, si rende conto di essere in un grattacielo. Così, quasi rassegnandosi all’idea di rimanere per sempre intrappolato lì, comincia a scrivere e ad allenarsi. Trascorrono ben quindici anni e, d’improvviso, Dae-su viene drogato e, quando si risveglia, è all’interno di una valigia sul tetto di un edificio. L’uomo non capisce perché sia stato liberato e inizia a camminare senza meta per la città, fino a che un uomo lo ferma e gli consegna un portafogli pieno di soldi e un telefono cellulare…
Idea Centrale
Old Boy è una complessa e brutale storia di vendetta, destino e discesa nella follia.
Recensione
Old Boy è il film pluripremiato di Park Chan-wook che chiude la celebre Trilogia della vendetta, inaugurata con Mr. Vendetta e conclusa con Lady Vendetta.
Uscito nel 2003, Old Boy rielabora il tema della vendetta all’interno di una narrazione epica e può essere letto come una tragedia classica e universale al tempo stesso.
Old Boy, oggi, sembrerebbe molto distante da No Other Choice, in sala da inizio anno, piuttosto che da Decision to Leave del 2022; tuttavia, questi ultimi custodiscono il seme del cinema visionario e crudele di Park Chan-wook. Ciò che muove i protagonisti delle pellicole è una vendetta-giustizia: sociale per No Other Choice, legale per Decision to Leave, personale per Old Boy.
Come nell’Edipo di Sofocle, il protagonista non è malvagio per natura, ma colpevole per ignoranza-come ripete lo stesso carnefice. Dae-su agisce senza conoscere la verità che governa la sua vicenda: ogni sua scelta è orientata dalla convinzione di essere vittima di un’ingiustizia, ma proprio questa convinzione lo conduce a compiere azioni irreversibili. La sua tracotanza non consiste nella superbia tradizionale, bensì nella pretesa di poter dominare il dolore attraverso la vendetta, di dare un senso razionale a ciò che è accaduto reagendo con la violenza. Questo è stato il suo allenamento fisico e psicologico negli anni di reclusione.
Infatti, la lunga prigionia di quindici anni è una sospensione del tempo che prepara l’eroe alla rivelazione, ma senza fornirgli gli strumenti per comprenderla. Quando Dae-su viene liberato, non è realmente libero: è già inserito in un meccanismo di necessità, in cui ogni passo lo avvicina alla catastrofe finale. Come Edipo, egli cerca la verità, ma lo fa senza interrogarsi sui limiti della propria conoscenza. Per questo il carnefice, il giovane Woo-jin gli ripeterà “vivi solo una prigione più grande”.
Il momento del riconoscimento non produce salvezza, ma annientamento. Quando la verità emerge, per Dae-su è la fine, il caos cosmico. Essa non ricompone l’ordine, bensì lo distrugge definitivamente. In questo senso, Old Boy è radicalmente tragico: la conoscenza non libera, ma schiaccia; non illumina, ma acceca. L’eroe, una volta giunto alla verità, non può più tornare indietro, né sottrarsi alla nemesi, la punizione che scaturisce non da una colpa morale, ma dall’aver oltrepassato un limite.
Dae-su non sceglie consapevolmente il male, ma lo compie perché intrappolato in una rete di causalità che lo precede. La vendetta, lungi dall’essere uno strumento di giustizia, si rivela una forza impersonale, quasi divina, che agisce attraverso i personaggi. In questo senso, il vero antagonista del film non è Woo-jin, ma la logica stessa della vendetta, che funziona come un destino tragico moderno.
Lo stile registico di Park Chan-wook contribuisce a questa lettura: la frammentazione dei flashback, la sovrapposizione di passato e presente, la duplicazione delle figure riflettono visivamente la struttura circolare della tragedia, in cui causa ed effetto si rincorrono senza possibilità di risoluzione. Dae-su e il suo carnefice appaiono come due volti della stessa figura tragica, legati da una colpa originaria che nessuno dei due può realmente espiare.
In conclusione, Old Boy si configura come una tragedia senza catarsi, dove la conoscenza della verità resta irrimediabilmente un evento privato, sterile, incapace di generare un nuovo ordine. Park Chan-wook mostra così l’attualità del tragico: in un mondo privo di sapienza, l’istinto della violenza prende il suo posto, esercitando un potere assoluto e disumanizzante sull’individuo. (La recensione del film Old Boy di Park Chan-wook è di Rita Ricucci)
Note e Curiosità
In Corea del Sud, Old Boy è stato visto da 3.260.000 spettatori; con un incasso di 707.481 dollari si è posizionato al quinto posto tra i film con maggiore incasso nel 2003. Nel resto del mondo il lungometraggio ha incassato 14.272.524 $, per un totale di 14.980.005 $.
Secondo l’aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes, il film ha ottenuto un indice di apprezzamento del 83% e un voto di 7,4 su 10 sulla base di 160 recensioni. Il consenso critico del sito recita: «Violento e decisamente non per gli schizzinosi, il viscerale Old boy di Park Chan-Wook è una strana e potente storia di vendetta». Su Metacritic, il film ha ottenuto un voto di 77 su 100 sulla base di 31 recensioni. Nel 2016 il canale britannico BBC ha compiuto un sondaggio tra 177 critici cinematografici da 36 paesi, i quali hanno giudicato Old Boy il trentesimo miglior film del XXI° secolo.
Nel 2013 esce un remake del film, diretto da Spike Lee. Il film ha ricevuto recensioni generalmente negative sull’aggregatore Rotten Tomatoes, raggiungendo una percentuale di approvazione pari al 39% su 152 recensioni. (fonte Wikipedia)
Il film Old Boy (2003) di Park Chan-wook ha ottenuto circa 46 vittorie e 28 nomination a livello internazionale. Il riconoscimento più prestigioso è il Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes 2004, assegnato dalla giuria presieduta da Quentin Tarantino.
Il Film Old Boy di Park Chan-wook è disponibile in streaming su ![]()

LA SCHEDA DEL FILM OLD BOY (t.or. Oldeuboi)
Regista: Park Chan-wook – Cast: Choi Min-sik, Ji-tae Yoo, Gang Hye-Jung, Yun Su-Kyeong, Yun Jin-Seo, Oh Dal-Su, Kim Su-Hyeon, Lee Seung-Ji, Park Myeong-shin, Kim Byeong-ok, Ji Dae-Han – Fotografia: Chung Chung-hoon – Sceneggiatura: Park Chan-wook, Lim Joon-hyung, Hwang Jo-yun – Musica: Young-Wuk Cho – Genere: Thriller – Anno: 2005 – Paese: Corea del Sud – Durata: 2h – Distribuzione: Lucky Red – Data di uscita: 6 maggio 2005 – Il sito ufficiale del film Old Boy di Park Chan-wook


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