LO STRANIERO, recensione del film di François Ozon


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Lo Straniero | Recensione del Film a cura di Rita Ricucci. Torna sullo schermo, dal 2 aprile, il grande François Ozon con Lo straniero, tratto dall’omonimo romanzo di Albert Camus pubblicato nel 1942. Siamo nel 1938, in un’Algeri colonizzata dai francesi. Mentre gli “indigeni” subiscono l’esproprio della propria terra, i francesi si sentono a casa. Mentre gli arabi vengono privati di ogni diritto umano, i coloni perpetuano soprusi e abusi nei loro confronti. Dalle case vetuste alla città di gusto parigino, i protagonisti si muovono su una terra contesa, invasa, umiliata.

Lo Straniero | Recensione | Poster

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In questo contesto, Meursault, un perfetto Benjamin Voisin, un giovane impiegato francese, vive in modo ordinario e metodico una realtà apparentemente priva di coscienza. Quando riceve il telegramma che lo informa della morte della madre, da tempo ricoverata in un ospizio, si mette in viaggio per partecipare al funerale, facendosi prestare dall’amico oste una cravatta nera e una fascia da braccio, segno del lutto.

Al suo ritorno, ai bagni di Algeri — dove l’ingresso è vietato agli indigeni — incontra Marie, Rebecca Marder, una dattilografa profondamente innamorata di lui, al punto da chiedergli di sposarla. “Non so”, è la risposta di Meursault che ritorna sempre. Sarà l’amico Raymond, Pierre Lottin, vicino di casa e sfruttatore di un bordello di ragazze arabe alla mercé dei francesi, a spingerlo verso l’abisso, fino all’omicidio di Sintes, fratello della giovane che egli stesso maltrattava.

Se il romanzo di Camus è passato alla storia della letteratura per il suo linguaggio visivo e il suo spirito esistenzialista, la sua trasposizione cinematografica ha conosciuto un primo tentativo, non del tutto riuscito, con il celebre Luchino Visconti nel 1967, e oggi, con Ozon, una resa filmica più compiuta.

Lo Straniero di Ozon è un’opera piena, densa. Il bianco e nero si impone quasi come una scelta obbligata, per restituire una dimensione altra, sospesa nel tempo — quella degli anni Quaranta — e insieme per caricare di valore simbolico ogni immagine. Eppure, il procedere del racconto, nella polisemia della vicenda del protagonista, ci conduce fino al presente, sollecitando una riflessione contemporanea sull’uomo.

Nichilismo e cinismo, incarnati dal protagonista; colonialismo, che richiama alla memoria i conflitti che ancora attraversano il mondo; amore, ormai svuotato del suo valore ontologico; istituzioni — come l’ospizio o il matrimonio, primo nucleo della vita sociale — che sembrano aver perduto significato e che sono le questioni che, anche oggi, emergono con urgenza.

Meursault è un uomo che vive la propria esistenza osservandola come uno straniero a sé stesso. I momenti trascorsi con Marie hanno per lui lo stesso valore di una serata con Raymond accompagnata da buon vino. Egli osserva tutto ciò che lo circonda — e coloro che lo circondano — senza mai esprimere giudizio, neppure quando il vicino maltratta il suo vecchio cane: guarda, ma non sentenzia.

Uno dei momenti più intensi e significativi è lo sguardo di Meursault durante il processo, quando fissa i volti degli amici chiamati a testimoniare in suo favore: mentre li osserva, comprende di loro più di quanto la consuetudine quotidiana gli avesse mai permesso; più parlano di lui, più si rivelano a sé stessi. È il richiamo al ‘volto dell’Altro’, per usare le parole di Levinas, che si manifesta nella sua nudità e nella sua verità più profonda, trasformando il volto stesso del protagonista. Le labbra si schiudono in un sorriso appena accennato, come se volesse abbracciare tutta la fragilità del genere umano.

Lo straniero di Ozon scorre limpido sullo schermo e, come olio su tela, disegna la forma di una mostruosità attribuita a chi non si lascia contaminare dal sistema e sceglie di restare osservatore delle “umane gesta”. E, come per il Sommo Poeta, anche per Meursault è il sole a muovere ogni cosa: “Perché l’ha ucciso?”, gli chiedono al processo. “È stata la luce del sole, mi ha accecato”, risponde. Perché la vita dell’uomo è fatta di luci e ombre, e l’omicidio rappresenta l’ombra del male che lo avvolge. (Lo Straniero | Recensione del film a cura di Rita Ricucci)

Trama: Lo Straniero, il film diretto da François Ozon, si svolge a Algeri alla fine degli anni Trenta.
Meursault (Benjamin Voisin) è un giovane impiegato francese apatico e distaccato che vive in totale indifferenza verso il mondo che lo circonda. Dopo aver seppellito la madre senza alcuna manifestazione di dolore, riprende la sua routine fatta di gesti semplici, giornate al mare e una relazione leggera con Marie, una collega. Tuttavia, la sua esistenza priva di slanci viene sconvolta dall’amicizia con Raymond Sintès, un vicino coinvolto in loschi affari. Quando Meursault, quasi per caso, uccide un uomo arabo senza nome sulla spiaggia sotto un sole accecante, si apre per lui un processo per giudicare il crimine e la sua totale estraneità emotiva…

Riconoscimenti: Lo straniero (L’Étranger), diretto da François Ozon e presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2025, è un adattamento del celebre romanzo di Albert Camus. Il film si distingue per una raffinata estetica in bianco e nero e una profonda riflessione sul colonialismo. Lo Straniero ha ottenuto un notevole successo nelle cerimonie di premiazione francesi e internazionali. Ai Premi Lumière (2026 ha trionfato come Miglior Film. Benjamin Voisin ha vinto il premio come Miglior Attore, mentre Manuel Dacosse è stato premiato per la Miglior Fotografia; Ai Premi César (2026) Pierre Lottin ha vinto il premio come Miglior Attore non Protagonista. Il film ha ricevuto diverse candidature, tra cui Miglior Attore (Benjamin Voisin), Miglior Fotografia e Miglior Musica Originale (Fatima Al Qadiri). 

Critica: La critica ha lodato Lo Straniero per la sua precisione tecnica e il coraggio nell’affrontare un testo considerato “inadattabile”. Definita “sublime” e “misurata”, la regia di Ozon traduce magistralmente la filosofia dell’assurdo di Camus attraverso silenzi e pause cariche di distacco emotivo. Molti critici hanno

Lo Straniero | Recensione

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apprezzato l’attenzione data alla vittima algerina e alla sua famiglia, offrendo una critica al colonialismo e al razzismo dell’epoca superiore alle precedenti trasposizioni.

Alcuni recensori hanno trovato il ritmo eccessivamente lento o “teorico”, lamentando una certa mancanza di potenza viscerale a favore di un approccio troppo accademico.

Curiosità: Il nonno materno di Ozon è stato un giudice istruttore in Algeria (a Bona, oggi Annaba). Il regista ha scoperto durante la produzione de Lo Straniero quanto il silenzio sulla storia coloniale pesi ancora sulle famiglie francesi.

Nonostante l’ambientazione algerina, le riprese de Lo Straniero si sono svolte a Tangeri, in Marocco.

Ozon ha ammesso di aver “tradito” parzialmente Camus per offrire una visione più moderna, criticando anche la versione del 1967 di Luchino Visconti, di cui lo stesso Visconti non era pienamente soddisfatto.

Sebbene Lo Straniero sia presentato in bianco e nero, è stato originariamente girato a colori.

Incassi: Al marzo 2026, l’incasso totale riportato è di circa $ 78.735.877. Lo straniero è stato distribuito in Francia da Gaumont nell’ottobre 2025, dopo il debutto a Venezia. Sebbene non sia considerato un titolo puramente commerciale per la sua natura filosofica, ha riscontrato un solido interesse nel circuito internazionale.

Una scena del film Lo Straniero | Recensione e Analisi critica di Rita Ricucci

LA SCHEDA DEL FILM LO STRANIERO (t.or. L’Étranger)

Regista: François Ozon – Cast: Benjamin Voisin, Pierre Lottin, Swann Arlaud, Denis Lavant, Rebecca Marder, Benjamin Hicquel, Jean-Benoît Ugeux – Genere: Drammatico – Anno: 2025 – Paese: Francia – Sceneggiatura: François Ozon – Fotografia: Manuel Dacosse – Durata: 2 h 3 min. – Distribuzione: BIM Distribuzione con Lucky Red – Data di uscita: 2 aprile 2026 – Il sito ufficiale del film Lo Straniero di François Ozon

GUARDA IL TRAILER UFFICIALE DEL FILM LO STRANIERO:

LO STRANIERO di François Ozon | Trailer Ufficiale Italiano | dal 2 aprile al cinema

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