Essi Vivono | Recensione del Film a cura di Luigi Gensabella. “Registi come John Carpenter e George Romero dovrebbero limitarsi”, lamenta ad un certo punto uno degli alieni “analogici” creati da Frank Carrisosa per il capolavoro di John Carpenter, Essi vivono. Cineasti che hanno sempre rivendicato la funzione sociopolitica del mezzo cinematografico, abbattendo stantie gerarchie di gusto, estetiche e teoriche tra cinema di genere e cinema d’autore.
Il bianco e nero de L’invasione degli ultracorpi (comunisti) degli anni Cinquanta lascia il posto all’America pop in technicolor di Ronald Reagan, in cui si annida un alieno più insidioso, proveniente da un sistema economico cannibale – come gli zombie di Romero – che ci vuole piccoli e obbedienti atomi consumatori.
“Obbedisci”, “riproduciti”, “consuma”: questi sono i comandamenti del “Dio denaro” della plastificata e sgargiante società dei consumi americana, o del “nuovo fascismo” profetizzato da Pier Paolo Pasolini. Sono dei misteriosi occhiali da sole, rinvenuti in una chiesa in rovina (Dio è morto), a svelarne le crepe e gli orrori. Los Angeles in realtà è una metropoli postapocalittica in bianco e nero, governata da perfidi alieni espressionisti, emissari di un capitalismo mostruoso.
Carpenter ci costringe con Essi Vivono a indossare gli occhiali, come fa il protagonista John Nada (interpretato dall’ex wrestler Roddy Piper) con il suo compagno operaio Frank (Keith David), in una delle scazzottate più lunghe della storia del cinema. Una guerra tra poveri, tra chi desidera squarciare il velo illusorio di questo Matrix pubblicitario e chi vuole rimanere dormiente nella caverna di Platone, spaventato da una verità che “può frantumare molte illusioni”, come sottolinea il filosofo sloveno Slavoj Žižek in Guida perversa all’ideologia (Sophie Fiennes, 2012).
Gli occhiali diventano lo schermo scuro del cinematografo, una protesi simbolica della visione cinematografica, un moderno dispositivo di contestazione e di messa in discussione della realtà. La lotta sembra quella del cinefilo militante contro il pubblico medio, restio a vedere un film in bianco e nero, ancor di più se ricco di sottotesti che mettono in crisi la comune visione del mondo. I simboli subliminali della modernità vengono messi a nudo dall’occhiale meccanico del cinema; l’inganno pubblicitario viene sbugiardato e privato della sua ambiguità, per essere ricondotto alla sua essenza concettuale.
Gli alieni non vengono da Marte, come nel sardonico film di Tim Burton, Mars Attacks! (1996), in cui i marziani riportano all’età della pietra l’ormai inebetita società americana (come farà, con grande classe, Jena Plissken in Fuga da Los Angeles). “Essi vivono” tra di noi, ci diceva John Carpenter nel 1988, proprio come i replicanti e gli androidi messi in scena da Ridley Scott (Alien, 1979; Blade Runner, 1982). “Essi” parlano alla televisione, ci promuovono in ufficio, detengono i capitali e ci facciamo persino l’amore.
Ancora una volta, il cinema fantastico di John Carpenter ci restituisce, in Essi Vivono, una visione della realtà deformata, grottesca, nichilista, lontana da ogni forma di piacevole rassicurazione, per ricordarci che “la cosa” non viene dall’altro mondo, ma è proprio lì, davanti a quello specchio scuro, di fronte alle nostre ombre, che il cinema ci costringe a guardare. (Essi Vivono | Recensione del film a cura di Luigi Gensabella)
Trama: Nel Film Essi Vivono, di John Carpenter, un giovane proletario appena arrivato a New York, John Nada, scopre, utilizzando degli strani occhiali scuri trovati all’interno di una chiesa, che molti esseri umani sono in realtà extraterrestri camuffati (che hanno un teschio per volto) che condizionano l’umanità con messaggi pubblicitari subliminali. Mentre molti umani si sono venduti agli occupanti, un piccolo gruppo li combatte disperatamente. Insieme all’operaio nero Frank,conosciuto nel cantiere dove lavora, John si unisce ai partigiani….
Curiosità: La celebre scazzottata tra Nada (Roddy Piper) e Frank (Keith David) nel vicolo dura ben 5 minuti e 20 secondi, conquistando il titolo di una delle risse più lunghe della storia del cinema di Hollywood. Carpenter non voleva coreografie finte. Piper e Keith David concordarono di colpirsi davvero (tranne che per i colpi al viso e all’inguine). Essendo Piper un wrestler professionista, nella rissa si possono chiaramente notare mosse tecniche reali del wrestling, tra cui alcuni suplex. Per questa lunghissima sequenza, Carpenter ha ammesso di essersi ispirato alla celebre rissa presente nel classico western di John Ford Un uomo tranquillo con John Wayne.
La battuta più famosa di Essi Vivono (“Sono venuto qui a masticare gomma da masticare e a prendere a calci in culo… e ho finito le gomme“) non era presente nella sceneggiatura originaria. Fu un’idea totalmente improvvisata da Roddy Piper, che la riprese da una lista di battute (one-liner) che aveva scritto personalmente per i suoi promo e incontri di wrestling.

Essi vivono | Recensione
Essi Vivono è basato sul racconto breve del 1963 Alle otto del mattino (Eight O’Clock in the Morning) di Ray Nelson. Carpenter ne scrisse la sceneggiatura, ma decise di firmarsi con lo pseudonimo di Frank Armitage. Si tratta di un doppio omaggio: da un lato è il nome del personaggio interpretato da Keith David nel film (Frank Armitage, appunto), dall’altro è una citazione a un personaggio dei racconti di H.P. Lovecraft, autore amatissimo dal regista.
Carpenter rifiutò categoricamente l’idea di dare agli alieni invasori un aspetto tecnologico, moderno o cibernetico. Decise invece che dovevano avere le sembianze di cadaveri in decomposizione con gli occhi metallici. Questo per simboleggiare visivamente come la loro avidità e il consumismo sfrenato stessero letteralmente “corrompendo” e facendo marcire l’umanità dall’interno.
I messaggi subliminali in bianco e nero che si vedono in Essi Vivono indossando gli occhiali da sole (Obey, Consume, Conform) hanno profondamente segnato la cultura pop. Il famosissimo artista di strada e designer Shepard Fairey ha creato il suo celebre brand artistico e di abbigliamento Obey Giant traendo ispirazione diretta proprio dai cartelloni pubblicitari del film di Carpenter.
Verso la fine di Essi Vivono, appare in TV un critico cinematografico che si lamenta della troppa violenza nei film citando registi horror reali. Nella versione originale l’uomo dice: “Registi come George Romero e John Carpenter devono darsi una regolata”. Nella traccia di doppiaggio italiana, inspiegabilmente, il nome di John Carpenter è stato cambiato in “John Cochram”, rovinando di fatto l’auto-ironico inside joke che il regista aveva inserito per prendersi in giro da solo.
Essi Vivono uscì nelle sale statunitensi il 4 novembre 1988, ovvero esattamente quattro giorni prima delle elezioni presidenziali americane che avrebbero visto George H.W. Bush vincere contro Michael Dukakis. Carpenter spinse molto per questa data, poiché considerava il film una durissima e spietata metafora politica contro gli otto anni precedenti di amministrazione Reagan.

LA SCHEDA DEL FILM ESSI VIVONO (t.or. They Live)
Regista: John Carpenter – Cast: Susan Barnes, Susan Blanchard, Keith David, George “Buck” Flower, Meg Foster, Peter Jason, John Lawrence, Roddy Piper, Jason Robards, Sy Richardson, Raymond St. Jacques, Wendy Brainard, Dana Bratton – Genere: Thriller, Horror – Anno: 1988 – Paese: USA – Sceneggiatura: John Carpenter – Musica: John Carpenter, Alan Howarth – Durata: 1 h 34 min. – Distribuzione: Filmclub Distribuzione con Minerva Pictures e Rarovideo Channel (edizione in 4K del 2026) – Data di uscita: 12 Ottobre 2026 – Il sito ufficiale del film Essi Vivono di John Carpenter
GUARDA IL TRAILER UFFICIALE DEL FILM ESSI VIVONO:

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