COLAZIONE DA TIFFANY di Blake Edwards | recensione | capolavoro


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Colazione da Tiffany | Recensione. È l’alba di un mattino d’estate nella Quinta Strada a New York, Manhattan si sta svegliando. Un’elegante figura femminile dall’aspetto esile e delicato si specchia nella vetrina di Tiffany, la gioielleria più famosa al mondo. Ha i capelli raccolti, gli occhi nascosti da un paio di grandi occhiali da sole e un abito da sera che lascia scoperte le spalle; in una mano tiene un bicchiere di carta colmo di caffè, nell’altra un cornetto: la colazione? Meglio da Tiffany! Osserviamo Holly Golightly (Audrey Hepburn) ammirare lo sfarzo luccicante delle vetrine, mentre i gioielli che indossa fanno sembrare anche lei un pezzo da esposizione: ecco che il cinema ci dona uno dei suoi momenti magici.

Colazione da Tiffany | Recensione | Poster

Colazione da Tiffany | Recensione | Poster

Holly non appartiene all’ambiente chic di New York, non è un’habituée della gioielleria, ma lo sono i suoi clienti; Miss Golightly (alla lettera “vivi spensieratamente”), infatti, è una call-girl diciottenne dall’elegante magrezza e dal viso non più di bambina ma non ancora di donna, come racconta Truman Capote, autore del romanzo da cui è tratto il film. Dopo la fine del suo precoce matrimonio con un veterinario molto più vecchio di lei, è fuggita dalla provincia per approdare a New York in cerca di fortuna e per guadagnarsi da vivere nell’ambiente della bohème, dei playboy e degli snob, nell’universo dell’affettazione, della simulazione e del travestimento – e degli specchi. Quando ne ha abbastanza di questo ambiente, quando è depressa e le vengono le “paturnie” (come recita la versione italiana del film), la si può trovare davanti alle vetrine di Tiffany, mentre osserva la merce esposta e la sua immagine riflessa. Vive con un gatto in un appartamento di Manhattan e numerosi uomini brizzolati pagano per la sua compagnia, e forse non solo. Ogni settimana va a trovare Sally Tomato, che è rinchiuso nel leggendario carcere di “Sing-Sing”, e la usa, a sua insaputa, come corriere della droga. Holly è in cerca di una relazione stabile e, malgrado sia convinta che la cosa migliore sarebbe trovare un milionario che non superi la cinquantina, incontra proprio l’esatto contrario: Paul Varjak (George Peppard), il suo nuovo vicino di casa, uno scrittore fallito e senza un soldo. I due
scoprono subito di avere qualcosa in comune: per migliorare la sua precaria situazione economica, Paul si fa mantenere da una donna sposata che ne ha fatto il suo amante. La call-girl e il gigolo iniziano a conoscersi e pian piano nasce una relazione fatta di alti e bassi, durante la quale si scambieranno sentimenti ed emozioni, attimi di rivelazione in un mondo fatto di superficialità…

Idea Centrale

Colazione da Tiffany anticipa le analisi sul senso della vita e la ricerca della felicità tipici della società metropolitana che, quasi venti anni dopo, porteranno al successo il regista Woody Allen.

Recensione

Contrariamente al romanzo di Capote, in cui Holly intende proseguire la caccia al milionario fino in Brasile, le scene finali del film Colazione da Tiffany, uno degli happy end più famosi della storia del cinema, ci gratificano con un intreccio frenetico di passioni. Piove a catinelle, come se fosse straripato quel Moon River che accompagna musicalmente tutto il film (premio Oscar per il compositore Henry Mancini e per Johnny Mercer, autore dei testi).

Due qualità contraddistinguono Colazione da Tiffany e ne fanno ancora oggi un film che merita di essere visto: da un lato, lo spettatore è introdotto nel mondo della moda del tempo. Invece che a Marilyn Monroe, com’era previsto, il ruolo della giovane Holly fu affidato alla trentaduenne Audrey Hepburn, un’ex modella dello stilista francese Hubert de Givenchy, che grazie a lei aveva creato uno stile e, soprattutto, un ideale femminile che avrebbe rimpiazzato la bomba sexy dal seno abbondante tipica degli anni ’50: una donna colta, riservata, dolce e infantile. Audrey Hepburn portò sul grande schermo i caratteri distintivi della donna mondana e internazionale degli anni ’60, che in seguito sarebbero perfettamente incarnati da Jacqueline Kennedy.

D’altro canto, il film offre molti momenti di grande cinema la cui magistrale messinscena va ben oltre la storia raccontata. Ricordiamo, per esempio, Holly Golightly che tiene le scarpe nella fruttiera o che si fa strada in mezzo agli invitati al party con il suo bocchino lungo 40 centimetri: due scene che restano impresse nella memoria. L’immagine più bella, tuttavia, è e resterà sempre quella che dà il titolo al film: Audrey Hepburn davanti alla vetrina di Tiffany. (La recensione del film Colazione da Tiffany di Blake Edwards è tratta da “100 Capolavori del Cinema del XX Secolo” di Jurgen Muller)

Note e Curiosità

Il film Colazione da Tiffany uscì il 5 ottobre 1961 negli USA e incassò oltre 8 milioni di dollari, a fronte di un budget di 2,5 milioni. In Italia uscì nell’anteprima nazionale a Roma a novembre; mentre il 20 gennaio 1962 uscì in ampia distribuzione su tutto il territorio.

Gli incassi di  Colazione da Tiffany (1961) sono stati significativi, con un totale di circa 59 milioni di dollari negli Stati Uniti all’epoca, consolidando il suo successo globale e culturale, rendendolo un classico intramontabile con premi Oscar e un impatto duraturo su moda e musica, specialmente grazie a “Moon River”.

Audrey Hepburn odiava i biscotti al burro danesi, dolcetti che il suo personaggio mangia a colazione, il che rese le riprese della scena iniziale piuttosto ardue per lei, visto che avrebbe preferito un gelato ma il regista rispose negativamente.

Il film Colazione da Tiffany addolcisce i temi del romanzo di Capote, più esplicito su sesso e droga, e cambia il finale, che nel libro è più amaro e meno romantico. La gioielleria Tiffany & Co. aprì di domenica, per la prima volta nella sua storia, per le riprese. La canzone, vincitrice di un Oscar, fu scritta da Henry Mancini appositamente per Audrey Hepburn e rischiò di essere tagliata. Il gatto rosso (Orangey) vinse due premi per animali attori (Patsy Awards). Il colore del rossetto di Audrey è diventato iconico e oggetto di studi per ricrearlo.

Il Film Colazione da Tiffany di Blake Edwards è disponibile in Streaming su Colazione da Tiffany Streaming

Una scena tratta dal film Colazione da Tiffany | Recensione / Analisi / Critica

LA SCHEDA DEL FILM COLAZIONE DA TIFFANY (t.or. Breakfast at Tiffany’s)

Regista: Blake Edwards – Cast: Audrey Hepburn, George Peppard, Patricia Neal, Buddy Ebsen, Martin Balsam, Dorothy Whitney, José Luis de Villalonga, Robert Patten, Alan Reed, Mickey Rooney, Helen Spring, Annabella Soong, Claude Stroud – Fotografia: Franz Planer – Sceneggiatura: George Axelrod – Musica: Henry Mancini – Genere: Sentimentale – Anno: 1961 – Paese: USA – Durata: 1h 55 min. – Distribuzione: Paramount – Data di uscita: 20 dicembre 1961 (USA)La scheda del film Colazione da Tiffany di Blake Edwards su Wikipedia

GUARDA IL TRAILER UFFICIALE DEL FILM COLAZIONE DA TIFFANY:

COLAZIONE DA TIFFANY (1961) – TRAILER UFFICIALE

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