THE NAMELESS BALLAD, recensione del film di Federico Zampaglione


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The Nameless Ballad | Recensione del Film a cura di Costanza Di Castro. Federico Zampaglione con The Nameless Ballad torna a dirigere l’horror dopo l’esperienza conturbante di The Well (2023), in un film dai toni più intimi e personali nonostante l’indugio compiaciuto negli stilemi più riconoscibili del genere, caratteristica che sembra contraddistinguere l’approccio di un regista che è in primis amatore e cinefilo. Zampaglione – che ricordiamo essere il frontman dei Tiromancino – sceglie come protagonista un quasi alter ego, il giovane musicista Sam Gallo – canonicamente bello e dannato – per riflettere in chiave orrorifica su un tema caro al cuore di coloro che si imbarcano in carriere creative: vivere di arte è una benedizione o una maledizione?

The Nameless Ballad | Recensione | Poster

The Nameless Ballad | Recensione | Poster

Certo fare della propria passione il proprio lavoro è un privilegio per pochi, un privilegio che deve sottostare al giogo di diversi fattori, molti dei quali purtroppo esulano dal campo dell’ispirazione e del puro talento. Improvvisamente ci sono contratti da firmare, manager a cui rispondere e fan da compiacere. Se connessa agli aspetti materiali della vita, la nostra arte diventa non solo il modo in cui mettiamo il pane in tavola, ma la misura stessa del nostro valore.

È questo che affligge Sam Gallo, fresco del successo del suo primo album ma già macerato dall’angoscia di non essere in grado di ripetere la stessa magia, di cadere nel dimenticatoio come uno dei tanti artisti da un solo disco. Per aiutarlo a superare il blocco creativo, il suo manager lo spedisce in Italia, in una casa isolata dal mondo, col solo compito di scrivere. Ed è subito The Shining: ecco, in apertura, una macchina percorrere solitaria una stradina di campagna, ed ecco un artista che troverà nel proprio isolamento solo oscure presenze persecutorie che lo spingeranno oltre il baratro delle proprie psicosi. La casa, infatti, è infestata dal fantasma di Imma Rubino, una dama del XIX secolo, che, per via dei limiti storici legati al suo sesso, non ha potuto perseguire una carriera musicale nonostante la bruciante passione che la legava al suo pianoforte – oggetto di piacere e di ossessione – che domina tutt’ora il salotto della magione come l’altare votivo di qualche divinità occulta.

Suonando il pianoforte di Imma, Sam entra in rapporto con lei, un rapporto quasi sensuale, di reciproca compenetrazione. Sam trova lo spartito di una melodia che Imma stava componendo e che non è mai riuscita a ultimare, ossessionandola per sempre. Suonando quelle note, Sam compie un rituale necromantico che fa destare lo spirito di Imma e impossessarsi di lui, affinché, insieme, possano portare a termine quella nameless ballad che dà il titolo al film.

Zampaglione in The Nameless Ballad porta in scena una storia dal gusto squisitamente gotico, giocando molto con le atmosfere e l’immaginario di riferimento e affidando alla musica un ruolo portante, a livello sia narrativo sia di messa in scena. La tetra ballata senza nome di Imma riecheggia come una campana a morto, segnando spesso il trapasso dalla dimensione reale a quella dell’incubo.

Il film The Nameless Ballad è pieno di spunti potenzialmente interessanti, la cui esecuzione risulta tuttavia macchinosa, non riuscendo mai a colpire con l’effetto desiderato. L’alone di mistero che dovrebbe ammantare il racconto viene prosciugato dal didascalismo della drammaturgia: i personaggi spiegano tutto a parole, e anche la tragica storia di Imma – raccontata attraverso l’espediente del ritrovamento di un diario – è appesantita dall’esposizione sin troppo esplicita di tutti i temi che la dovrebbero rendere drammatica: l’impossibilità di dedicarsi alla musica perché nata donna, l’essere costretta ad essere una madre di famiglia, il sentimento ambivalente verso i propri figli, e così via.

Il risultato è un film che non mette a segno i colpi che avrebbe in canna e arranca faticosamente verso un finale che non lascia nulla. Se gli eccessi di The Well potevano divertire gli amatori del genere, le ambizioni di The Nameless Ballad richiedevano forse maggiore raffinatezza: ne esce un film senz’altro più ricco di contenuti del precedente, ma privo di quel gioco di rimandi cinefili e di libertà che rendeva il primo un puro intrattenimento. (The Nameless Ballad | Recensione del film a cura di Costanza Di Castro)

Trama: The Nameless Ballad, il film diretto da Federico Zampaglione, racconta la storia di Sam Gallo (Jamie Ward), un giovane musicista all’apice della notorietà, ma estremamente fragile dietro la facciata del successo. Schiacciato dalla pressione di dover comporre nuovi brani e incapace di liberarsi dalle sue dipendenze, decide di allontanarsi da tutto e rifugiarsi in una villa isolata, sperando di recuperare lucidità e creatività. Quello che trova, però, è un luogo dove le sue ansie diventano terreno fertile per presenze oscure. Le entità che popolano la casa si insinuano nelle sue paure, nutrendosi della sua angoscia e trascinandolo in un vortice di visioni inquietanti e autodistruzione…

Curiosità: Nonostante si tratti di un horror soprannaturale, il regista ha definito The Nameless Ballad il suo film più intimo e doloroso. La trama segue Sam Gallo, un giovane musicista schiacciato da una crisi creativa e dalla dipendenza dai farmaci. Zampaglione ha rivelato che la storia si ispira direttamente al suo vissuto e al mondo della musica, immaginando una sorta di “realtà alternativa” su cosa sarebbe potuto succedere se avesse imboccato la strada più buia.

Per la scrittura del film, Zampaglione ha collaborato con Barbara Baraldi, celebre scrittrice di thriller e attuale curatrice editoriale di Dylan Dog. Alla sceneggiatura ha partecipato anche l’attrice co-protagonista del film, Giglia Marra.

The Nameless Ballad | Recensione

The Nameless Ballad | Recensione

Il film The Nameless Ballad ha avuto la sua anteprima mondiale a Londra durante il prestigioso festival horror Tubi FrightFest. La critica britannica ha accolto l’opera in modo estremamente positivo, descrivendola come “una storia di fantasmi spaventosa e disorientante” (Projected Figures) e “il film più inquietante di Zampaglione” (The Hollywood News).

Le riprese sono iniziate a dicembre 2025 e si sono svolte interamente a Fara in Sabina, in provincia di Rieti. La villa isolata che fa da sfondo all’incubo in cui precipita il protagonista è la reale Villa Pacieri.

In Italia, la pellicola seguirà una scia di anteprime speciali all’interno di eventi dedicati alla cultura pop e di genere prima dell’uscita ufficiale in sala, prevista per il 5 novembre 2026: 17 ottobre 2026: Anteprima al Ravenna Nightmare Film Festival; 31 ottobre 2026: Proiezione speciale nella notte di Halloween al celebre Lucca Comics & Games (nella sezione Notti Horror), alla presenza dello stesso Zampaglione, di Barbara Baraldi e di Giglia Marra.

Una scena del film The Nameless Ballad | Recensione e Analisi critica di Costanza Di Castro

LA SCHEDA DEL FILM THE NAMELESS BALLAD (t.or. The Nameless Ballad)

Regista: Federico Zampaglione – Cast: Jamie Ward, Alana Boden, Giglia Marra, Fabrizio Ferracane, Seumas F. Sargent, Reed Stokes, Vincenzo De Michele – Genere: Horror – Anno: 2026 – Paese: Italia – Sceneggiatura: Federico Zampaglione, Barbara Baraldi – Musica: Federico Zampaglione – Durata: 1 h 30 min. – Distribuzione: Filmclub Distribuzione – Data di uscita: 5 Novembre 2026 – Il sito ufficiale del film The Nameless Ballad di Federico Zampaglione

GUARDA IL TRAILER UFFICIALE DEL FILM THE NAMELESS BALLAD:

THE NAMELESS BALLAD, dal regista di The Well e dalla curatrice di Dylan Dog

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