Borgo | Recensione del Film a cura di Rita Ricucci. Dal prossimo 6 agosto arriva al cinema Borgo il nuovo film di Stéphane Demoustier, un giallo carcerario ispirato a un fatto di cronaca corso. Al suo terzo lungometraggio, dopo La ragazza con il braccialetto (2019), premiato per la migliore sceneggiatura, Demoustier torna sul grande schermo con una storia la cui apparente semplicità è sorretta da una regia incalzante, perfettamente aderente alla dimensione interiore dei personaggi.
Scritto con la supervisione di Pascal-Pierre Garbarini, avvocato penalista, Demoustier riesce nell’intento di un noir introspettivo.
Melissa è un’agente penitenziaria di Parigi. Insieme al marito, Djibril, Moussa Maansaly, aspirante falegname, e ai due figli decide di trasferirsi in Corsica per cambiare vita.
Assegnata al penitenziario di Borgo, da cui prende il nome, viene incaricata della sorveglianza dell’Unità 2, considerata una sorta di “club Med” del carcere, dove si dice che siano i detenuti a controllare le guardie e non il contrario.
Melissa affronta il nuovo incarico con professionalità e correttezza, rispettando le disposizioni della direttrice anche quando queste sembrano discutibili.
Ad aiutarla a orientarsi nei rapporti con i detenuti c’è Saveriu Pietri, Louis Memmi, che aveva conosciuto in un carcere parigino. Sul fronte familiare, però, le cose prendono una piega diversa: il marito non viene ammesso al corso di formazione in falegnameria e sprofonda in uno stato depressivo; inoltre, il quartiere in cui la famiglia si è trasferita è noto per le tensioni e la discriminazione razziale, tanto che né loro né i figli vengono accolti con favore.
Affascinata dal diverso stile di vita, dalle relazioni e dalla libertà di cui Pietri gode dopo la scarcerazione, Melissa finisce per lasciarsi sedurre da un’apparente leggerezza che rischierà di costarle molto cara.
Stéphane Demoustier costruisce il film Borgo con grande abilità, dipanando una narrazione dai due capi. Mentre il racconto segue, quasi in tempo reale, la nuova vita di Melissa, un’altra storia procede silenziosamente a ritroso, partendo dalla conclusione.
Senza ricorrere a espliciti flashback o flashforward, il regista riesce a governare due linee narrative parallele che trovano il loro punto d’incontro soltanto nel finale.
L’interpretazione di Hafsia Herzi, nei panni di Melissa — soprannominata “Ibiza” dai detenuti —, premiata con il César come migliore attrice protagonista, restituisce a Borgo un’intensità autentica. Passo dopo passo, lo spettatore intuisce ciò che potrebbe accadere e, inevitabilmente, ciò che finirà davvero per accadere. Le motivazioni che guidano la protagonista restano sottilmente ambigue, ma sempre credibili. Per questo il colloquio finale sorprende per la lucidità con cui Melissa, nell’arco di pochi istanti, riesce a trasformare la realtà in una possibile verità.
Il César assegnato a Hafsia Herzi è pienamente meritato, così come il talento di Stéphane Demoustier conferma un autore capace di lasciare lo spettatore con il desiderio di seguirne i prossimi lavori sul grande schermo. (Borgo | Recensione del film a cura di Rita Ricucci)
Trama: Nel film Borgo di Stéphane Demoustier, Melissa, 32 anni, agente penitenziaria di grande esperienza, si trasferisce in Corsica con i suoi due figli piccoli e il marito. È l’occasione per un nuovo inizio. Entra a far parte del personale di un istituto penitenziario un po’ diverso dagli altri. Si dice che in questo istituto siano i detenuti a sorvegliare le guardie. L’integrazione di Melissa è facilitata da Saveriu, un giovane detenuto che sembra influente e la prende sotto la sua protezione. Ma una volta uscito di prigione, Saveriu riprende i contatti con Melissa. Ha un favore da chiederle… Tra i due si innesca una dinamica perversa…
Cusriosità: Il film Borgo è ispirato ad un duplice omicidio avvenuto all’aeroporto di Bastia Poretta nel 2017, in cui l’ex guardia carceraria Cathy Sénéchal ha indicato con un bacio a dei sicari della mafia corsa l’identità delle vittime per conto di un gruppo di mafiosi che aveva conosciuto in prigione.

Borgo | Recensione
Le riprese di Borgo si sono tenute principalmente ad Ajaccio e dintorni, oltre che in un ex-carcere a Compiègne. Le scene all’aeroporto sono state girate a Grenoble.
Presentato in anteprima al Festival del cinema francofono di Angoulême il 25 agosto 2023, Borgo è stato quindi distribuito nelle sale cinematografiche francesi da Le Pacte a partire dal 17 aprile 2024.
L’attrice protagonista Hafsia Herzi ha vinto il prestigioso premio César come Miglior Attrice per la sua interpretazione nel film. (fonte Wikipedia)

LA SCHEDA DEL FILM BORGO (t.or. Borgo)
Regista: Stéphane Demoustier – Cast: Hafsia Herzi, Louis Memmi, Moussa Mansaly, Michel Fau, Pablo Pauly, Florence Loiret Caille, Cédric Appietto, Henri-Noël Tabary, Anthony Morganti, Maé Touhami, Thomas Muziotti, Lyam Touhami – Genere: Giallo – Anno: 2023 – Paese: Francia – Sceneggiatura: Stéphane Demoustier – Fotografia: David Chambille – Durata: 1 h 58 min. – Distribuzione: Movies Inspired – Data di uscita: 6 Agosto 2026 – La scheda del film Borgo di Stéphane Demoustier su Wikipedia
GUARDA IL TRAILER UFFICIALE DEL FILM BORGO:

Lascia un Commento