Anemone | Recensione del Film a cura di Mirko Nottoli. Ogni tanto Daniel Day Lewis annuncia il suo ritiro. Poi torna, vince un Oscar e si ritira di nuovo (ci viene il dubbio che si ritiri per lasciare qualche premio anche agli altri). Ora torna, dopo 8 anni di lontananza dai set (da Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson), per un’occasione molto particolare: Anemone, ossia l’esordio alla regia del figlio Ronan, pellicola di cui, padre e figlio, sono anche sceneggiatori (produce invece la Plan B di Brad Pitt).
Mettiamoci nei panni di Ronan Day Lewis: vuoi fare il regista, hai come padre il più grande attore sulla faccia della Terra che però è in fase isolazionista, stai per cominciare il tuo primo film e vuoi non chiedergli di ripensarci? Vuoi non chiedergli di concedere una piccola deroga alla sua decisione, anche solo per questa volta? Ma sì, dai, cuore di babbo come può dire di no.
Il lavoro ingrato tocca invece al buon Sean Bean, costretto a dividere per tutto il tempo la scena con un mostro di bravura, uno che, ricordiamolo, pur conciato in modo improbabile, è riuscito, in Gangs of New York, a far sparire Di Caprio dallo schermo.
Ma veniamo ad Anemone che, bando alle ciance, è molto di più del capriccio registico di un figlio di papà. Ronan Day Lewis tende a commettere gli errori tipici degli esordienti, rischia di esagerare, nell’accumulo di episodi tragici, nei formalismi, nei controluce, i carrelli, i dolly, le visioni oniriche.
E’ innegabile però che possieda il senso della drammaturgia, nei tempi, nei silenzi, nelle pause, in una tensione narrativa continua, ottenuta sfruttando quasi esclusivamente immagini, per creare atmosfere e sospensioni, e parole con le quali scardinare lentamente i segreti del racconto. Siamo nella selvaggia Irlanda (del Nord), verde, piovosa e grigia. Ray vive nel bosco, in solitudine, lontano dalla civiltà, finchè un giorno un uomo bussa alla sua porta: è il fratello Jem, con una lettera da consegnarli, sono vent’anni che non si vedono.
Fin dal principio è chiaro che Anemone è un film soprattutto di silenzi (la prima parola viene pronunciata dopo un quarto d’ora), un film dove le omissioni sono più importanti di ciò che viene mostrato, un film che si svela pian piano, fatto, sì, di monologhi e di dialoghi, ma monologhi e dialoghi tesi e densi di suspance come una sequenza d’azione; un drammone, nel vero senso del termine, in cui tutti i protagonisti (insieme a Daniel Day Lewis e Sean Bean anche Samantha Morton) hanno passati oscuri da nascondere, colpe da espiare, ferite insanabili con cui convivere, abusi subiti e abusi inflitti da esorcizzare.
Dramma però, questo Anemone, che sa come non diventare mai melodramma, profondo senza essere pesante, avvincente senza rinunciare alla complessità, visivamente suggestivo senza che la ricercatezza estetica risulti ridondante, scollegata al contenuto.
Un esordio senza dubbio promettente, certo che poter disporre di Daniel Day Lewis è un gran bel lusso. E’ come in una partita di calcio partire sempre da 1 a 0. (Anemone | Recensione del film a cura di Mirko Nottoli)
Trama e curiosità:
Anemone di Ronan Day-Lewis, ha vinto nell’edizione 2025 della Festa del Cinema di Roma il Premio Migliore Opera Prima ad Alice nella Città, in arrivo nei cinema italiani dal 6 novembre con Universal Pictures International Italy.
Il regista Ronan Day-Lewis ha ottenuto il riconoscimento – attribuito dall’Associazione U.N.I.T.A. – grazie al suo primo lungometraggio con la seguente motivazione: ”Ronan Day-Lewis ha realizzato con Anemone, un film audace, onirico, immersivo e dirompente, che dimostra una complessità e una completezza inusuali da riscontrare in un’opera prima. L’esperienza da pittore di Ronan è fondamentale per dare vita a un’atmosfera totalizzante, resa tale anche dal sonoro. Non di minore impatto è il glorioso ritorno sulla scena di Daniel Day-Lewis, che interpreta un personaggio il cui passato non lo ha mai abbandonato. Un passato segnato dal trauma della guerra, degli abusi e dall’assenza di un padre, i cui errori decide di non replicare”.
Anemone è un’opera folgorante in cui due fratelli separati da decenni cercano di districare i legami complessi ed eterni tra fratelli, padri e figli. Il premio Oscar Daniel Day-Lewis, che ha co-scritto la sceneggiatura insieme al figlio Ronan, è tornato a recitare per la prima volta dopo otto anni di assenza.
Commenta il regista ventisettenne: “Ringrazio di cuore la Giuria di Alice che ha attribuito il Premio Opera Prima al mio film, è un enorme onore per me e ringrazio anche i direttori del Festival per aver sostenuto Anemone e averlo voluto al Festival”.

LA SCHEDA DEL FILM ANEMONE (t.or. Anemone)
Regista: Ronan Day-Lewis – Cast: Daniel Day-Lewis, Sean Bean, Samantha Morton, Samuel Bottomley, Adam Fogerty, Safia Oakley-Green, Karl Cam – Genere: Drammatico – Anno: 2025 – Paese: USA, Gran Bretagna – Sceneggiatura: Daniel Day-Lewis, Ronan Day-Lewis – Fotografia: Ben Fordesman – Durata: 2 h 1 min – Distribuzione: Universal Pictures – Data di uscita: 6 Novembre 2025 – Il sito ufficiale del film Anemone di Ronan Day-Lewis
GUARDA IL TRAILER UFFICIALE DEL FILM ANEMONE:

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