ALBERI ERRANTI, recensione del film di Salvatore Mereu


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Alberi Erranti | Recensione del Film a cura di Rita Ricucci. Dal 29 ottobre, al cinema, Alberi Erranti, un film di Salvatore Mereu, distribuito da Viacolvento, con Massimo Popolizio e Alessandro Haber. Come afferma lo stesso Mereu, il film è «un’esperienza immersiva», in cui bisogna lasciarsi travolgere dalle cime di alberi che respirano l’aria dell’universo, in una calma primordiale dove il nulla significava tutto, quel tutto che ora è niente.

Alberi Erranti | Recensione | Poster

Alberi Erranti | Recensione | Poster

Ancora una volta, Mereu porta sul grande schermo le parole di un romanzo d’autore, Alberi Erranti e Naufraghi di Alberto Capitta. Al pari del ventoso Bentu, tratto dalle parole di Antonio Cossu, e del meraviglioso volo di Bellas Mariposas, ispirato a quelle di Sergio Atzeni, Alberi Erranti è una dimostrazione della cura e dell’attenzione che il regista sardo pone nei confronti della letteratura, quando questa è capace di una narrazione che va oltre i confini dell’inchiostro.

Con Alberi Erranti, Mereu dimostra il talento di trasformare la materia del libro in un viaggio onirico, dove il tono magico della favola è capace di rendere dolce l’acqua distillata della realtà.

Il cinema di Mereu è terroso, fatto di campi da pascolo dove il letame convive con i motori della civiltà più adulta; è fatto di corpi dalla forma di sogni, materiale onirico per eccellenza, capace di restituire la verità e la complessità dell’animo umano.

È in questo universo che si muove la storia di Giuliano, il piccolo pastore che coabita con i propri animali — dalle oche ai maiali, dai piccioni alle capre e agli asini — e del suo amico Emilio, bambino di città, la cui famiglia ricca e aristocratica teme e disprezza la sua vicinanza a quell’amico sporco, un «pidocchio» da schiacciare.

Alberi Erranti è il racconto di padri autoritari. Sebastiano, nell’interpretazione magnifica di Massimo Popolizio, è il padre di Emilio, capace di umiliare il figlio che si rifiuta di aderire all’etichetta imposta dalla società, tradotta nelle parole del padre: «Questo è diverso dal primo, Michelangelo, ufficiale in divisa: non vuole cacciare, legge e basta!». Una riproduzione moderna della figura di Padre padrone, il capolavoro letterario di Gavino Ledda e quello cinematografico dei fratelli Taviani del 1977.

Ma ci sono anche padri ingenui, di cui sono invece i figli a doversi prendere cura, come Piero, lo splendido Alessandro Haber, il cui unico desiderio è prendersi cura delle ferite di qualsiasi essere vivente attraversi i suoi campi o oltrepassi la staccionata di casa. Per questo è l’unico a conoscere la foresta dei bambini, quelli che “stanno lì”, “non si vedono ma ci sono”, e che bisogna proteggere dalla malvagità cittadina.

Il femminile, le madri, sono invece assenti: quella di Giuliano, fuggita dalla vergogna di un marito capraio; quella di Emilio, succube del marito al punto da tacere anche quando è il padre stesso a mutilare il figlio nella sua potenza giovanile.

Insomma, Alberi Erranti è un film di figli dispersi nei meandri dell’oblio paterno e dell’insufficienza materna: figli- Alberi Erranti che portano come bagagli i sogni e i desideri di un amore profondo, autentico, capace di rendere ogni uomo in grado di fare del bene, Alberi Erranti che si muovono come a voler volare, mentre nell’aria viaggia lo stupore di una musica: che sarà, che sarà della mia vita…

Mereu riscrive Alberi Erranti con i colori di una terra ancora vergine, una foresta incontaminata: quella dei bambini, selvaggi, diffidenti, orfani, alberi secolari stanziati tra le crepe della modernità. Il loro canto sublime, al quale è impossibile non unirsi in un’epoca come la nostra, fatta di guerre che portano via i figli e di padri dispersi in un’etica nebbiosa, recita: «Chiedo asilo, chiedo asilo per tutte le creature che sono costrette a correre e nascondersi, perché un giorno li troveranno e li cacceranno. Gli alberi partono come piante in cammino, ecco cosa siamo, chiedo asilo, chiedo asilo». (Alberi Erranti | Recensione del film a cura di Rita Ricucci)

Trama: Nel Film Alberi Erranti, il film diretto da Salvatore Mereu, Piero Arca (Alessandro Haber) e suo figlio Giuliano (Romeo Alex Perrone) vivono ai margini della città, in un casolare trasformato in rifugio per animali feriti. Il loro modo di vivere, libero e appartato, è mal tollerato dalla potente famiglia Nonne, i notabili del luogo, che vogliono cacciarli. A esasperare il conflitto è l’amicizia tra Giuliano e il piccolo Emilio Nonne (Edoardo Raiola), considerata sconveniente dalla famiglia. Durante una violenta nevicata, Piero scompare misteriosamente. Poco dopo, gli animali del casolare vengono massacrati….

Alberi Erranti | Recensione

Alberi Erranti | Recensione

Curiosità:  Il film Alberi Erranti è il libero adattamento cinematografico di Alberi erranti e naufraghi, acclamato romanzo dello scrittore, attore e regista sardo Alberto Capitta. Mereu ha preso le pagine dense del libro per trasformarle in una ballata visiva cupa e poetica.

Alberi Erranti si concede un lusso raro nel cinema contemporaneo: ha una durata di ben 180 minuti (3 ore). La critica lo ha definito un esempio di slow cinema, un’esperienza estetica totalizzante che cambia pelle strada facendo e richiede allo spettatore un piccolo atto di fiducia, ampiamente ripagato dalla maestosità delle immagini.

Sebbene la storia si ispiri alla Sardegna tra gli anni Novanta e i primi Duemila, il regista gioca costantemente con una linea temporale astratta e fluttuante. Nel film si sovrappongono canzoni, automobili e oggetti di epoche diverse. Questo serve a sradicare la narrazione dalla realtà storica per portarla nella dimensione universale del mito e della fiaba arcaica.

Il concetto di “alberi erranti” rappresenta la condizione dei due giovani protagonisti, Giuliano e Maddalena, capaci di mettere radici ma scossi dal vento della vita, impossibilitati a fermarsi in un posto definitivo. Nella seconda parte, la trama compie una svolta quasi fantastica: i due fuggono in un bosco profondo dove trovano rifugio in un’utopica comunità autogestita di soli bambini che comunicano esclusivamente in lingua sarda.

Alberi Erranti unisce colonne portanti del cinema italiano a giovani promesse: Alessandro Haber interpreta Piero Arca, il padre che vive in simbiosi con la natura e scompare misteriosamente all’inizio della storia; Massimo Popolizio veste i panni del capofamiglia dei Nonne, un “padre padrone” violento e materialista; I giovani protagonisti sono interpretati da Romeo Alexander Perrone e Giulia Maenza, affiancati anche da Lorenzo Richelmy.

Anche se le riprese e i paesaggi appartengono interamente alla Sardegna, nel film Alberi Erranti i luoghi non hanno mai un’identificazione geografica precisa. Questo anonimato paesaggistico accentua il contrasto tra l’umanità ruvida e il mondo selvatico. La fotografia, curata da Francesco Piras, è stata considerata uno dei punti di forza assoluti della pellicola per la sua capacità di catturare la luce della neve e l’oscurità dei boschi.

Una scena del film Alberi Erranti | Recensione e Analisi critica di Rita Ricucci

LA SCHEDA DEL FILM ALBERI ERRANTI (t.or. Alberi Erranti)

Regista: Salvatore Mereu – Cast: Alessandro Haber, Romeo Alex Perrone, Giulia Maenza, Lorenzo Richelmy, Edoardo Raiola, Massimo Popolizio, Alberto Cracco, Adriano Chiaramida, Sandra Toffolatti, Barbara Chichiarelli – Genere: Drammatico – Anno: 2026 – Paese: Italia – Sceneggiatura: Salvatore Mereu, Alberto Capitta – Fotografia: Francesco Piras – Durata: 3 h – Distribuzione: Viacolvento – Data di uscita: 29 ottobre 2026 – Il sito del film Alberi Erranti di Salvatore Mereu

GUARDA IL TRAILER UFFICIALE DEL FILM ALBERI ERRANTI:

Alberi erranti e naufraghi, un film di Salvatore Mereu (trailer)

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