L’ESTRANEA, recensione del film di Paolo Strippoli


Clicca per votare questo film!
[Voti: 8 Media: 2.8]
Il nostro voto

L’Estranea | Recensione del Film a cura di Matteo Marescalco. Con L’estranea, presentato in concorso all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Paolo Strippoli prova a spingere ancora più avanti il discorso sul cinema di genere intrapreso con Piove e La valle dei sorrisi. Dopo il passaggio veneziano dello scorso anno, con quest’ultimo film il regista arriva per la prima volta nel concorso principale con un’opera che mescola melodramma familiare, thriller psicologico e horror soprannaturale.

L'Estranea | Recensione | Poster

L’Estranea | Recensione | Poster

Un’ambizione evidente, che restituisce diversi momenti di grande cinema, ma anche un film che non riesce sempre a sostenere fino in fondo le proprie intuizioni.

Al centro della storia c’è Anna (Jasmine Trinca), madre di famiglia appartenente alla buona borghesia barese. Vent’anni prima, quando la figlia Alice era ancora bambina, un terribile incidente aveva messo in pericolo la sua vita. In ospedale, nel momento più drammatico, Anna aveva incontrato una misteriosa donna, l’Estranea del titolo (Valeria Bruni Tedeschi), che le aveva proposto un patto: salvare la bambina in cambio di una contropartita destinata a modificare per sempre il destino della famiglia. È proprio quel segreto, custodito per due decenni, che Anna decide finalmente di confessare alla figlia ormai adulta, facendo riemergere una catena di conseguenze, sensi di colpa e ossessioni.

Il punto di partenza de L’estranea è suggestivo e Strippoli dimostra di saperlo tradurre in immagini di notevole forza. La pioggia, gli interni domestici sempre più claustrofobici, la presenza quasi mefistofelica di Bruni Tedeschi e soprattutto la gestione dello spazio contribuiscono a costruire un’atmosfera perturbante, delineandosi come archetipi sempre più fondamentali nello stile visivo e drammaturgico del regista. Il soprannaturale, del resto, non è soltanto un espediente narrativo: serve al regista per parlare del controllo, dell’ossessione per la perfezione, del rapporto malato tra genitori e figli e di quella forma di amore che, nel tentativo di proteggere, finisce per diventare una prigione.

Ed è proprio qui che L’estranea mostra gli sprazzi di un autore capace di guardare al cinema di genere con un’ambizione non soltanto spettacolare. Alcune immagini sono potentissime, così come funziona il duello tra Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi: due figure femminili che incarnano, in maniera diversa, il bisogno di controllare ciò che non può essere controllato. La madre che vuole preservare la propria famiglia e la presenza misteriosa che sembra conoscere perfettamente il prezzo di ogni desiderio diventano le estremità di una spirale sempre più soffocante.

Eppure, proprio questa spirale è anche il limite principale del film. Per quanto il materiale sia ricco, L’estranea procede talvolta in maniera troppo programmatica, quasi meccanica: a tratti il film sembra girare su se stesso, ripetendo e rilanciando il medesimo conflitto senza riuscire ad approfondirlo nella misura promessa dall’impianto iniziale.

È una sensazione che rende L’estranea un’opera irregolare, forse proprio perché il talento di Strippoli appare superiore alla solidità della sceneggiatura. Quando il regista si affida alle immagini, ai corpi, agli spazi e al suono, il film trova una sua identità precisa; quando invece deve far avanzare la storia, emergono maggiormente i meccanismi del dispositivo. Una distanza, dunque, tra la potenza cinematografica di alcune sequenze e la rigidità con cui queste vengono inserite nel racconto.

Resta comunque interessante il tentativo di utilizzare l’horror per parlare di qualcosa di molto concreto: la famiglia come luogo dell’amore ma anche del ricatto, del sacrificio e della colpa. Strippoli non sembra interessato tanto a raccontare un male esterno quanto a mostrare come il male possa nascere proprio dal desiderio di fare del bene.

L’estranea è quindi un film non del tutto riuscito, ma tutt’altro che trascurabile. Un’opera che lascia intravedere un regista con una personalità visiva sempre più definita e capace di muoversi con disinvoltura tra horror, melodramma e thriller, ma che non sempre riesce a trasformare le proprie intuizioni in una struttura narrativa altrettanto convincente. Gli sprazzi di grande cinema ci sono, eccome. Peccato che, tra una grande intuizione e l’altra, il film finisca talvolta per girare a vuoto. (l’Estranea | Recensione del film a cura di Matteo Marescalco)

Trama: L’Estranea, il film diretto da Paolo Strippoli, racconta la storia di Anna (Jasmine Trinca), una donna che durante un temporale si presenta senza preavviso all’appartamento romano della figlia Alice (Romana Maggiora Vergano). Non può più aspettare, deve confessarle una verità tenuta nascosta per vent’anni, una bugia che ha sorretto l’intera storia della loro famiglia e che ora sta crollando sotto il peso delle conseguenze. La donna rivela di aver stretto un patto con una misteriosa Estranea per salvare la vita di Alice dopo un grave incidente avvenuto quando era bambina. Un patto che, come in una sorta di maledizione, ha generato una lunga catena di eventi oscuri e dolorosi. Questa confessione, nata dall’urgenza di rimediare ai danni, non ricuce il loro rapporto ma lo frantuma…

L'Estranea | Recensione

L’Estranea | Recensione

Curiosità: Il regista Paolo Strippoli ha rivelato che le liquirizie srotolate furtivamente dalla protagonista Anna (Jasmine Trinca) non sono un semplice vizio, ma veri e propri “dispositivi di compensazione” psicologica. Nel corso de L’Estranea, la spirale smette di essere solo un oggetto e si trasforma nella struttura stessa del film (diviso in 4 capitoli più un epilogo), diventando una metafora visiva della gabbia e del destino in cui è intrappolata la famiglia protagonista.

La sceneggiatura decostruisce radicalmente lo stereotipo della classica “mamma italiana” dedita al sacrificio. Il personaggio di Anna si rivela essere una cinica “amministratrice del sacrificio”, disposta a stringere un patto faustiano con una figura mefistofelica (interpretata da Valeria Bruni Tedeschi) decidendo chi debba soffrire per salvare un altro membro della famiglia.

Anche se le atmosfere e il sound design de L’Estranea richiamano da vicino i cult di Dario Argento (come Suspiria) e l’horror moderno statunitense (come The Conjuring), i modelli strutturali dichiarati per la sceneggiatura sono nientemeno che i grandi classici della letteratura tedesca come Goethe e Thomas Mann.

Per sottolineare il passaggio del tempo dal 1999 al 2026, Strippoli ha disseminato L’Estranea di piccoli dettagli quotidiani legati al fumo, passando dalle sigarette tradizionali di fine millennio fino a quelle elettroniche del presente.

Una scena del film L’Estranea | Recensione e Analisi critica di Matteo Marescalco

LA SCHEDA DEL FILM L’ESTRANEA (t.or. L’Estranea)

Regista: Paolo Strippoli – Cast: Valeria Bruni Tedeschi, Jasmine Trinca, Adriano Giannini, Romana Maggiora Vergano, Marina Limosani, Raffaele Braia – Genere: Horror, Thriller – Anno: 2026 – Paese: Italia – Sceneggiatura: Paolo Strippoli – Fotografia: Cristiano Di Nicola – Durata: 1 h 55 min. – Distribuzione: 01 Distribution – Data di uscita: 8 Ottobre 2026 – Il sito ufficiale del film L’Estranea di Paolo Strippoli

GUARDA IL TRAILER UFFICIALE DEL FILM L’ESTRANEA:

L’ESTRANEA di Paolo Strippoli (2026) – TRAILER UFFICIALE HD

Lascia un Commento