Il Canto di Alina | Recensione del Film a cura di Rita Ricucci. In sala l’esordio alla regia di Ilaria Braccialini e Federica Oriente, Il canto di Alina, un film in cui mostrano la crudeltà della condizione delle giovani donne dell’Est, arrivate in Italia dopo essere fuggite dai loro Paesi. Johana, una intensa Caterina Turci, scappa dalla Moldavia e vuole raggiungere l’Europa. Persa nella foresta e spaventata dalle minacce di chi è a caccia di giovani prede, incontra, nella notte, un’altra ragazza, Alina, Adriana Papana, con la quale inizia un’amicizia intensa, condividendo la fatica di sopravvivere.
Nel Nord Italia, in Friuli, le due amiche si ritrovano, insieme ad altre ragazze, in una casa condivisa, finite nelle mani del racket della prostituzione. Vittime senza alcuna certezza, Alina diventa tossicodipendente con molta facilità, e a Johana spaventa l’idea di non poter più avere un dialogo con l’amica.
In 73 minuti di film, Ilaria Braccialini e Federica Oriente giocano di sottrazione rispetto alla retorica sui migranti e sulla loro condizione, soffermandosi invece sulla fine dei loro corpi, quando subiscono la razzia dell’anima; sulle loro carni violate, quando patiscono la cruda violenza di chi abusa di loro; sui loro volti, ridisegnati dalle ferite e curati dalla soluzione salina delle lacrime e sulla speranza quando è rassegnata al tedio della vita.
Il canto di Alina è infatti un film fatto della concretezza dei corpi di Johana e Alina: la macchina da presa predilige la macrofotografia, attraverso la quale vengono mostrati persino i pori della giovane pelle di Johana e quelli della pelle deturpata dalla droga di Alina. Il degrado della città, attraversata soltanto di notte, con le sue vetrine luride e le strade deserte, è pari al disagio dell’abitazione delle due amiche, dove un rasoio viene usato da entrambe, le lenzuola non vengono cambiate e la biancheria intima è condivisa.
Con le riprese a mano, tra le ascelle, i palmi e il mento dei personaggi, la protagonista de Il Canto di Alina, in assoluto è la carne dei corpi con i quali lo spettatore deve fare i conti, entrando in una peculiare complicità con la sorte di quella di Johana e compiendo un dovuto atto di misericordia nei confronti di quella di Alina, priva oramai di reazioni.
Ilaria Braccialini e Federica Oriente sperimentano sullo schermo un movimento articolato tra la memoria di Johana, legata all’incontro con Alina nei boschi del Friuli, nella terra umida ricoperta dalle foglie d’autunno, e la promessa di un futuro migliore. In una notte, il suo destino cambia quando incontra Lorenzo, un tassista, un uomo solo, la cui realtà è invece segnata da dolori lancinanti al membro, causati dalla prostrata. Entrambi soli e relegati ai margini della città, si guardano.
Minacciato dagli occhi pieni di paura di Johana, che assume il nome di Alina per portare con sé almeno il suo ricordo, Lorenzo si presta a guidare per lei in un nuovo viaggio verso l’Austria, la meta tanto agognata da Alina.
La co-regia di Braccialini e Oriente compone una tela incisa da graffi e dipinta dalla sofferenza, disegnando il viaggio che Johana-Alina intraprende verso l’ignoto. Il percorso si dispiega tra la natura dei boschi friulani, nella luce di un cielo di un tenue azzurro, e diventa la scoperta della cura delicata che Lorenzo le offre, toccando il suo corpo oltraggiato. Il dolore si diluisce nel colore e l’odore del sangue viene lavato via.
Il Canto di Alina è un inno alla povertà umana globale, in cui ognuno è un migrante in cerca di qualcuno che lo chiami con il suo vero nome, senza dover assumere quello del dolore e della morte. (Il Canto di Alina | Recensione del film a cura di Rita Ricucci)
Trama: Nel Film Il Canto di Alina di Ilaria Braccialini e Federica Oriente, Johana (Caterina Truci) è una giovane migrante moldava che percorre la rotta balcanica con la speranza di raggiungere l’Europa e costruirsi una nuova vita. Durante il viaggio incontra Alina (Adriana Papana), una connazionale poco più grande di lei, con cui nasce un legame profondo. Arrivate in Italia, le due cadono nelle mani del racket della prostituzione e diventano vittime di un sistema di sfruttamento e violenza. Alina, apparentemente più forte, si spegne lentamente fino a diventare l’ombra di se stessa. Rimasta sola e senza più nulla da perdere, Johana trova il coraggio di ribellarsi e fuggire. Durante la fuga rapisce Lorenzo (Cristiano Caldironi), un tassista friulano di mezza età, costringendolo con un’arma a guidare verso l’Austria, nel tentativo di attraversare il confine e sparire…

Il Canto di Alina | Recensione
Curiosità: Il film Il Canto di Alina è nato originariamente come un progetto di fine studi. Grazie al sostegno del Grant Francesco Morelli, questo gruppo di giovani talenti è riuscito a trasformare la propria tesi in un lungometraggio cinematografico fatto e finito.
Prima di diventare il lungometraggio “road-movie” arrivato al cinema, il progetto Il Canto di Alina ha mosso i primi passi come cortometraggio per il quale era stata avviata anche una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Produzioni dal Basso.
Il Canto di Alina, l’opera prima delle due registe ha avuto un ottimo percorso festivaliero, vincendo il prestigioso Premio Corso Salani come Miglior Film durante la 36ª edizione del Trieste Film Festival.
La pellicola è stata prodotta in modo indipendente da Oxymoro Creative Studio, un collettivo fondato dalle stesse registe, in collaborazione con Akita Film.
Per via della sua ambientazione (che vede la protagonista Johana rapire un tassista friulano per fuggire verso l’Austria), la produzione de Il Canto di Alina ha ottenuto il supporto fondamentale della Friuli-Venezia Giulia Film Commission e della Marche Film Commission.

LA SCHEDA DEL FILM IL CANTO DI ALINA (t.or. Il Canto di Alina)
Regista: Ilaria Braccialini, Federica Oriente – Cast: Caterina Truci, Adriana Papana, Cristiano Caldironi, Viktorija Portnova, Sorana Samolia, Filippo Todorov – Genere: Drammatico – Anno: 2024 – Paese: Italia – Sceneggiatura: Ilaria Braccialini, Federica Oriente, Denis Shalaginov – Fotografia: Gilberto Federici, Luca Sirtori – Durata: 1 h 23 min. – Distribuzione: Lo Scrittoio – Data di uscita: 22 Ottobre 2026 – Il sito ufficiale del film Il Canto di Alina di Ilaria Braccialini, Federica Oriente
GUARDA IL TRAILER UFFICIALE DEL FILM IL CANTO DI ALINA:

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