– TOP GUN: MAVERICK recensione


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Top Gun Maverick Recensione. La recensione del film “Top Gun Maverick” di Mirko Nottoli. Non lasciamoci fregare. Dalla musica, dalla nostalgia, da Goose, da Mav, da Ice, dalla moto, dal giubbotto con le toppe, dal tempo che passa. Perchè, diciamolo,

Top Gun Maverick Recensione Locandina

Top Gun Maverick Recensione Locandina

Top Gun, anno 1986, è diventato negli anni un film iconico, oggetto di un culto per certi versi incomprensibile (e molti ne hanno fatto le spese, pensiamo al pilota di motogp Maverick Vinales, così chiamato perchè il padre era un fan di Top Gun), ma era e rimane sostanzialmente un film di merda, simbolo dell’americanismo più deleterio, del machismo più becero, dove la guerra era ridotta ad un giochino per bambini scemi, in cui ci si inventa un inverosimile attacco da alcuni fantomatici MIG russi presto abbattutti solo e soltanto per permettere a Tom Cruise di indossare i Ray Ban e sorridere a 32 denti in favore di macchina. Si provi adesso ad abbattere un aereo russo e scommettiamo che al Maverick di turno passa la voglia di ridere. Di peggio, nel descrivere i sovietici come il Babau cattivo, fece solo l’anno prima forse Rocky 4, altro film abbastanza di merda diventato di culto non si sa come. In realtà si sa come. All’epoca eravamo tutti bambini o adolescenti e non sapevamo distinguere un film decente da una pizza in faccia (l’elenco dei film anni ’80 sul cui valore ci sarebbe da discutere è lungo: Flashdance, Karate Kid, Cobra, Commando, Predator, Un piedipiatti a Beverly Hills ecc.. ecc… ). In Rocky 4 almeno i russi venivano alla fine riscattati, in Top Gun nemmeno per sogno, completamente assorbito ad esaltare l’ego di Tom Cruise, il perfetto american boy, bello, bravo, aitante, che primeggia in tutto su tutti, anche a beach volley, anche se è alto un metro e un cazzo, ha un fisico tozzo ed è circondato da gente che atleticamente gli caga in testa. 36 anni dopo cosa ne è stato del cosiddetto edonismo reaganiano? Dello yuppismo, dell’arrivismo, della cultura dell’usa e getta, della monoporzione, del monolocale, del fast food, del tavolo ribaltabile TAC, della sedia rotante TAC, del vino cartonato TAC? Nulla, per fortuna, perchè seppur in ritardo ci siamo resi conto che quel tipo di vita ci stava conducendo dritti nel baratro. Ce ne siamo resi conto tutti tranne Tom Cruise che con Top Gun: Maverick dimostra di non essersi spostato di un passo da allora, tipico remake mascherato da sequel ancora alle presa col giocare alla guerra con i soldatini e i videogame in un modo talmente puerile che al confronto The Expendables sembra un documentario di Rai Storia. Maverick ha sessant’anni ma guida i caccia come nessun altro facendo lo sborone con le giovani reclute come se si fosse sugli autoscontri al luna park. E’ chiamato a compiere una missione speciale che a raccontarla sembra di sentire l’arcinota supercazzola del rimpianto conte Mascetti. Dunque, c’è un fantomatico stato canaglia che ha costruito sotto una montagna un deposito per l’arricchimento dell’uranio che sarà attivato tra meno di tre settimane per cui senza farsi vedere, volando nel canyon a bassa quota, bisogna arrivare lì e bombardare alla tapioca con scappellamento a destra come fosse antani. Se una cosa buona il movimento #metoo l’ha fatta è stata quella di liberarci dalle smargiassate testosteroniche sostituendole finalmente con belle storie con al centro protagoniste femminili. Tom Cruise invece troppo preso da rimirarsi allo specchio ignora probabilmente tutto quello che avviene intorno a lui e continua a propinarci la solita esaltazione egotista, insensibile al senso del limite e del ridicolo, incapace, anche quando la pellicola lo consentirebbe di intraprendere decisioni più mature e profonde, di rinunce e di sacrifici, di non essere vittima di se stesso. Lo ripetiamo: non lasciamoci fregare. Dalla musica, dai Ray Ban, dalla moto, da Goose, da Mav e da Ice. Top Gun: Maverick è un film ruffiano, subdolo, che sa quali tasti pigiare per catturarci, per fare breccia, per adularci. Proprio come l’originale. Un film di merda. (La recensione del film “Top Gun Maverick” è di Mirko Nottoli)

Tom Cruise in una scena del film “Top Gun Maverick” di Joseph Kosinski – Recensione

LA SCHEDA DEL FILM “TOP GUN: MAVERICK” (To Gun: Maverick)

Regista: Joseph Kosinski – Cast: Tom Cruise, Miles Teller, Jennifer Connelly, Val Kilmer, Jon Hamm, Glen Powell, Lewis Pullman, Ed Harris, Manny Jacinto, Jean Louisa Kelly, Jay Ellis, Bashir Salahuddin, Monica Barbaro, Peter Mark Kendall – Genere: Azione – Anno: 2022 – Paese: USA – Scenaggiatura: Justin Marks, Eric Singer – Fotografia: Claudio Miranda – Durata: 2h 11 min – Distribuzione: Eagle Pictures / Paramount Pictures Italia – Data di uscita: 25 Maggio 2022 – Il sito ufficiale del film “Top Gun: Maverick” di Joseph Kosinski

Trama: Top Gun: Maverick, il film diretto da Joseph Kosinski, è il sequel dello storico Top Gun del 1986, interpretato ancora una volta dall’inossidabile Tom Cruise nel ruolo di Pete “Maverick” Mitchell, coraggioso e scapestrato pilota di caccia, amante del pericolo e delle motociclette. Il Tenente Pete “Maverick” Mitchell, tra i migliori aviatori della Marina, dopo più di trent’anni di servizio è ancora nell’unico posto in cui vorrebbe essere. Evita la promozione che non gli permetterebbe più di volare, e si spinge ancora una volta oltre i limiti, collaudando coraggiosamente nuovi aerei. Chiamato ad addestrare una squadra speciale di allievi dell’accademia Top Gun per una missione segreta, Maverick incontrerà il Tenente Bradley Bradshaw (Miles Teller), nome di battaglia “Rooster”, figlio del suo vecchio compagno…

TOP GUN: MAVERICK – TRAILER

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