– LIVING film recensione


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Living Recensione. La recensione del film “Living” di Rita Ricucci. Dal 23 dicembre in sala, Living di Oliver Hermanus, remake lodevole di uno tra i capolavori nipponici a firma di Kurosawa, Ikiru, Vivere, 1952. Oliver Hermanus non solo riesce nell’impresa

Living Film Recensione Poster

Living Film Recensione Poster

di far rivivere il film ma è capace di rendere l’aria del suo Living necessaria al respiro dello spettatore, attraverso l’umanità del protagonista. Mr. Williams, Bill Nighy, è un impiegato dell’ufficio Opere Pubbliche della città. Vestito dell’austerità londinese della prima metà del Novecento, Mr. Williams osserva rigorosamente gli orari, dei treni come del lavoro e, con la stessa modalità intrattiene relazioni dalle distanze formali coi suoi subalterni. Quello che ottiene, perciò, è timorosa obbedienza che sfiora l’indifferenza. Ad osservare la routine quotidiana, con un accenno di sorriso nascosto premurosamente negli angoli della bocca, sono Miss Margaret, la tenace e perfetta Aimee Lou Wood, una giovane ragazza in prossimità di lasciare l’ufficio per un lavoro di direttrice di sala in una Sala da Thè, e il nuovo impiegato, il giovane Peter, Alex Sharp. Nella vita di Mr. Williams e dei suoi collaboratori, il tempo è un meccanismo lucido e puntuale che trova il suo inciampo il giorno in cui Mr. Williams, chiede il permesso di uscire 10 minuti prima e farà ritorno in ufficio dopo circa un paio di mesi. È in questo nuovo e breve tempo sospeso che Mr. Williams rivedrà la sua vita: quella passata, in una sequenza di flashback, nei quali, con lo sguardo in macchina, racconta allo spettatore l’amore con la moglie scomparsa; quella presente, di un padre solo, attraverso l’assenza di un figlio anaffettivo e una nuora carica di pregiudizi e votata ai pettegolezzi; quella futura data dall’esito degli esami che fanno di lui un malato terminale. Come ho potuto ridurmi così? Si domanda. In questo clima “pesante”, i colori dominanti sono quelli della notte, fredda e oscura, da notturni inquietanti che richiamano facilmente l’umore nero del protagonista degli anni Cinquanta di Kurosawa, Watanabe. Tuttavia, Oliver Hermanus ha la capacità di stravolgere il buio e renderlo luminoso, in una luce nuova, di bellezza e di speranza. La maestria della recitazione dello strepitoso Bill Nighy, Mr. Williams, tenendo fermo l’aplomb britannico, famoso in tutto le epoche, trasforma i segni rugosi del volto in lievi sorrisi che, come polvere di stelle, riempiono lo schermo. Quello che Mr. Williams scoprirà è che non bastano gli eccessi smodati notturni, passando da un night all’altro, il gioco, le donne, nei quali è coinvolto da Mr. Sutherland, Tom Burke, il suo primo incontro all’uscita libera dalla sua ordinarietà. No, il gusto di Living è quello che la giovane Miss Margaret è capace di offrire nella sua più totale ingenua e sincera amicizia, perché è lei che gli ricorda com’è la vita. Perciò, il suo ritorno in ufficio è motivo tanto di meraviglia quanto di perplessità da parte dei collaboratori, i quali non sanno interpretare, così come lo stesso figlio, il suo repentino cambiamento di “stile” di vita. Per questo, le pratiche impilate a suon di “non succede nulla”, cioè ferme, in attesa di essere respinte o dimenticate, saranno l’obiettivo della cura del nuovo Mr. Williams. Soprattutto una, quella della richiesta di un parco giochi all’interno di un cortile fatiscente. Dell’esito della pratica, della realizzazione del parco giochi, tanto agognato dalle abitanti delle case, ne gioveranno maggiormente proprio i più giovani: i bambini per poter giocare, i più grandi, come Peter, per comprendere la bellezza della vita e goderne, pur con il massimo rispetto, ogni istante. Living restituisce la memoria gloriosa di un maestro della portata di Kurosawa in un tempo, quello di oggi (come un passato recente), che ha ancora molto da dire sulla categoria di tempo e del suo impiego. Vale la pena dondolarsi se anche fa freddo, perché questo è Living. (La recensione del film “Living” è di Rita Ricucci)

Una scena del film “Living” di Oliver Hermanus – Recensione

LA SCHEDA DEL FILM “LIVING” (Living)

Regista: Oliver Hermanus – Cast: Bill Nighy, Aimee Lou Wood, Alex Sharp, Tom Burke, Adrian Rawlins, Oliver Chris, Michael Cochrane, Zoe Boyle, Lia Williams, Richard Cunningham, Patsy Ferran, John MacKay, Robert Burton Hubele, Anant Varman, Jessica Flood – Genere: Drammatico – Anno: 2022 – Paese: Gran Bretagna – Scenaggiatura: Kazuo Ishiguro – Fotografia: Jamie Ramsay – Durata: 1h 42 min – Distribuzione: Circuito Cinema – Data di uscita: 23 Dicembre 2022 – Il sito ufficiale del film “Living”

Trama: Living, film diretto da Oliver Hermanus, è ambientato nella Londra degli anni Cinquanta e racconta la storia del signor Williams (Bill Nighy), che lavora come responsabile di un ufficio municipale. La sua mansione gli permette di concedere o meno l’autorizzazione a usare un luogo pubblico e nel suo lavoro lui è impeccabile, nonché sempre coerente con le sue scelte…

LIVING – TRAILER

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