LA FIERA DELLE ILLUSIONI recensione


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La fiera delle illusioni Recensione. La recensione del film “La fiera delle illusioni” di Tommaso Di Pierro. È il 1939: l’epoca di un’America tinta di nero, l’epoca di esuli giostrai senza fissa dimora a caccia di quarti di dollaro, l’epoca di un paese che si lascia abbindolare da futili illusioni e

La fiera delle illusioni Recensione Locandina

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da uomini-bestia. E tra gonzi e polli, donne elettriche e freaks, si fa largo Stanton Carlisle, a caccia anche lui, come molti, del mondo e di ciò che contiene. Quanto fascino saprà riservare il suo spirito manipolatore ? Quante donne sarà capace di ammaliare  e quanto punterà in alto ? Nel 1947, Edmund Goulding mise in scena il film più cinico che Hollywood avesse mai visto; più di settant’anni dopo, Guillermo del Toro ce ne propone il rigorosissimo remake, che non solo eguaglia l’originale, ma lo amplifica, esigendo un surplus di cupezza e di umiliazione, senza alcuna via d’uscita. Più volte nel cinema si è assistito alla parabola discendente di un eroe o di un antieroe e questo film ne riproduce i canoni, senza nulla togliere alla perfezione della messinscena e alle seducenti interpretazioni degli attori. L’oscurità delle strade, gli ambienti sfarzosi e i circhi itineranti; come fa tutto questo a non attrarre ? Come poteva Del Toro rimanere inerte di fronte a tanto squallore, di fronte ai tanti mostri che si circondavano fra loro per far preda dei più deboli ? Eccoli i prodotti della Grande depressione, a caccia del vile denaro e del potere, senza una causa e senza uno scopo. Stanton Carlisle è un po’ il mostro chiuso dentro di noi ? L’uomo che dona falsità e speranza, che vede oltre il velo del comprensibile e legge i segni dell’irrazionale ? L’illusionista, il mago, il sacerdote dell’occulto? Forse è l’ennesima presa in gira, l’uomo che continua ad ingannarsi da solo e che continua ad ingannare noi e che ci ingannerà sempre, come fa il cinema, luogo dove realtà e illusione sono tutt’uno, dove lo specchio è il riflesso del nostro io più segreto. Perché noi non siamo del tutto Stanton Carlisle, ma siamo a cinque minuti da lui, per impersonarlo o esserne fugaci spettatori; per ingannare gli altri e intanto ingannare noi stessi. Questo fa il cinema, tra tutte, la più grande delle illusioni. (La recensione del film “La fiera delle illusioni” è di Tommaso Di Pierro)

La fiera delle illusioni Recensione
La fiera delle illusioni – Foto- Recensione

LA SCHEDA DI “LA FIERA DELLE ILLUSIONI” (Nightmare Alley)

Regista: Guillermo Del Toro – Cast: Bradley Cooper, Cate Blanchett, Rooney Mara, Toni Collette, Willem Dafoe, David Strathairn, Ron Perlman, Holt McCallany, Jim Beaver, Richard Jenkins, Mark Povinelli – Genere: Drammatico – Anno: 2022 – Paese: USA – Sceneggiatura: Kim Morgan, Guillermo del Toro – Fotografia: Dan Laustsen – Durata: 2h 30 min – Distribuzione: Walt Disney Pictures Italia – Data di uscita: 27 gennaio 2022 (Italia) – La fiera delle illusioni su IMDb

Trama: La Fiera delle Illusioni – Nightmare Alley, film diretto da Guillermo del Toro, è ambientato negli anni ’40 e racconta la storia di un uomo, Stanton Carlisle (Bradley Cooper), di un Luna Park, che oltre a svolgere la mansione di giostraio, è anche un abilissimo truffatore. Riesce, infatti, con grande facilità a manipolare le persone, grazie a una retorica breve e d’impatto. Per mettere a segno al meglio i suoi imbrogli, l’uomo lavora con una psichiatra, Lilith Ritter (Cate Blanchett), più infida di lui, per estorcere con l’inganno del denaro agli spettatori. Le vittime delle sue truffe sono gli esponenti dell’élite newyorchese e i suoi colpi si sono affinati col tempo, grazie all’amicizia con una chiaroveggente Zeena (Toni Collette) e al marito, Pete (David Strathairn), un ex mentalista

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