– FEMMINILE SINGOLARE recensione


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Femminile Singolare Recensione. La recensione del film “Femminile Singolare” di Rita Ricucci. Femminile Singolare è un progetto di Artex Film. Il film è costituito da 7 cortometraggi che raccontano l’abuso psicologico e la violenza sulla donna.

Femminile Singolare Recensione Locandina

Femminile Singolare Recensione Locandina

Ognuno dei film è preceduto da una citazione autoriale e perfettamente calzante al tema trattato: Khalil Gibran, Susanna Casciani, Rita Levi Montalcini, Jill Churchill, don Oreste Benzi, Pier Paolo Pasolini, Claude Nougaro. Le narrazioni sono omogenee e, complessivamente, rendono giustizia alle varie condizioni sociali, economiche e morali di ciascuna protagonista. C’è Emma, una eccezionale Dorothée Gilbert, étoile francese, prossima a andare al Bolshoi Ballet. Incinta di tre mesi, non ha nessuna intenzione di rinunciare al Bolshoi tanto quanto alla sua maternità. Nessuno degli amici sembra sostenerla. Una splendida come autorevole maestra del cinema, Catherine Deneuve è la sola a parlare al femminile, del femminile, con un intenso calore che genera una speranza: è la Nascita di una stella, per la regia di James Bort. Monica Guerritore, protagonista del secondo capitolo firmato da Rafel Farina Issas, L’abito da sposa, che ci riporta in un’Italia povera, misera di cultura. Madre, operaia, sogna per l’unica figlia un matrimonio da favola e ogni sacrificio è vòlto all’acquisto di un abito che acquista il valore del sacro. Sacro solo per lei. Kristian Gianfreda firma Ballerina, il terzo episodio. Nicoletta, giovane prostituta viene malmenata e abbandonata sulla strada. Nei suoi ultimi pensieri rivive il suo esordio nella vita, le botte del padre, gli abusi subiti, le violenze. Solo il sogno permane, quello di essere una ballerina. Ajo (Lei) è Zana, di origine musulmana, del Kosovo, nella regia di More Raca. Unica figlia in una famiglia di stampo patriarcale, sta per essere data in sposa a uno sconosciuto, in un matrimonio combinato. Mentre la madre sopporta le percosse continue del marito, Zana azzarda la fuga in un sorriso contagioso. Così seguono le storie di altre figure femminili, meno chiare delle precedenti. In queste la brevità del racconto non ha facilitato l’efficacia della narrazione e anzi l’ha prescritta come troppo affrettata e quasi banalizzata. Con Waiting For, Matteo Pianezzi, mette in scena la storia di una ragazza che vive il rifiuto di sua madre alla sua relazione con una donna. Non solo, aggiunge la malattia della madre che, senza speranza, si affida alla magia. Troppa carne al fuoco, si direbbe, e mal cucinata. Un’altra storia è quella di Revirgination di Elena Beatrice e Daniele Lince. Una giovane ragazza dell’Est teme il rito, ancora in uso in molte culture, del lenzuolo appeso alla finestra dopo la prima notte di nozze sul quale dovrà esserci il sangue della verginità. È disposta per questo, all’imenoplastica, cioè la ricostruzione dell’imene. Ultimo, ma non ultimo nell’ordine degli episodi, è Hand in the Cap di Adriano Morelli. Una matura Violante Placido è madre di un ragazzo disabile che sta vivendo l’età delle pulsioni sessuali. “Non è possibile essere una madre perfetta, ma ci sono milioni di modi per essere una buona madre” (Jill Churchill), recita la citazione scelta. Violante Placido decisa e intensa, incarna quest’aforisma nella docilità di una madre alle prese con la disabilità feroce di un figlio, nella forza di una madre che, come ogni madre, è capace di ogni forma di bene per i propri figli. Nella ricchezza degli stimoli che Femminile Singolare ha voluto consegnare allo spettatore si rende merito a ciascuno dei registi la buona riuscita di ogni singolo frammento dovuto anche alle perfette performance delle attrici. Forse però, l’intero film è troppo buio. Il nero imperversa sullo schermo, senza un briciolo di sole e di luce, l’unica intravista è quella proveniente da una finestra, coperta da L’abito da Sposa! Emerge poco, così, la speranza, la forza la tenacia del Femminile che rende Singolare il femminile stesso che sembra essere appannato da una rassegnazione troppo forzata. (La recensione del film “Femminile Singolare” è di Rita Ricucci)

Una scena del film “Femminile Singolare” – Recensione

LA SCHEDA DEL FILM “FEMMINILE SINGOLARE” (Femminile Singolare)

Regista: James Bort, Rafael Farina Issas, Kristian Gianfreda, More Raça, Matteo Pianezzi, Adriano Morelli ed Elena Beatrice & Daniele Lince – Cast: Monica Guerritore, Catherine Deneuve, Violante Placido, Agnese Claisse, Pierre Deladonchamps e Dorothée Gilbert – Genere: Drammatico – Anno: 2022 – Paese: Italia – Sceneggiatura: Stéphane Landowski, Eleonora Bordi / Giulia Pace / Alessandro Padovani, Filippo Brambilla / Kristian Gianfreda More Raça, Matteo Pianezzi, Nicola Guaglianone / Chiara Lalli, Elena Beatrice / Daniele Lince / Roberto Tomeo – Fotografia: Vincent Paquot, Elena Chiappa, Luca Nervegna, Latif Hasolli, Sandro Chessa, Luca Cestari / Andrea Manenti, Elton Dardha / Erald Deda – Durata: 1h 32 min. – Distribuzione: Artex Film e Coffee Time Film – Data di uscita: 11 Maggio 2022 – Il sito ufficiale del film “Femminile Singolare”

Trama: Femminile Singolare consta di sette episodi, un film, sette storie che raccontano le donne sotto variegati punti di vista, sfaccettature, colori. In Il Vestito Da Sposa, Simona è moglie, madre, lavoratrice. Tra i turni in fabbrica, il marito disoccupato, il figlio adolescente e un fratello perdigiorno, l’unica sua gioia è la figlia Deborah e il vestito da sposa che sogna per lei: un desiderio che finisce per trasformarsi in ossessione. In Ballerina, una prostituta viene scaricata di notte da un’auto, si rialza in una periferia desolata, sale su un autobus. Nel percorso, realtà e sogno si confondono: una bimba le racconta il sogno di diventare ballerina, un ragazzo molesta una coetanea, la ragazza, sfinita, affronta degli energumeni. In Rise Of A Star, Emma sta per diventare prima ballerina, ma qualcosa la disturba: un segreto che potrebbe minare il coronamento del suo sogno. In Ajo, Zana deve prendere una decisione coraggiosa, quando a sua madre viene chiesto di tacere su quello che le è successo. In Waiting For è il rapporto tra madre e figlia, mai uguale, a volte problematico al centro, tra esperienze vissute e amore reciproco. In Revirgination, una coppia nell’Albania del 2018 decide di sposarsi, ma si scontrerà con la vecchia tradizione per cui la madre dello sposo deve essere presente alla prima notte di nozze per assicurarsi che la sposa sia vergine. Infine, in Hand In Cap una madre di quarant’anni, vive con il figlio ventenne Andrea, affetto da gravi danni motori e neurologici. Andrea sente la necessità di masturbarsi. Niente sembra essere efficace, nemmeno l’aiuto di una prostituta. Andrea non sa e non saprà mai, ma chiede amore…

FEMMINILE SINGOLARE – TRAILER

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