– Casey Affleck, i fallimenti mi hanno fatto crescere (News)


VENEZIA – “Ho sperimentato la mia parte di fallimenti. Speranze infrante e sogni crollati. Sono stato in tanti film che sembravano successi e poi non è stato così. Queste mie esperienze mi sono servite per Dreamin’ Wild”, dice Casey Affleck, fratello di Ben dunque cognato di Jennifer Lopez, ma soprattutto

 attore intenso, premio Oscar per Manchester by the Sea nel 2017. Il film di Bill Pohlad sulla vera storia del duo strumentale e vocale Donnie e Joe Emerson, oggi Fuori Concorso al Lido, ha avuto molti applausi, una ‘sinfonia sull’adolescenza’, un commovente drammone sulla famiglia, le passioni da seguire, il successo e l’insuccesso, le aspettative dei genitori sui figli e i sensi di colpa per non essere all’altezza. “Quando abbiamo portato qui a Venezia L’assassinio di Jesse James di Dominik, l’accoglienza è stata calorosa, ma il resto del mondo ha pensato che fosse un disastro totale. Il fallimento di un film costoso. E per un po’ ho pensato – aggiunge Affleck – che il mio più grande risultato fosse essere nel film di Brad Pitt con il box office più basso”. Il caso vuole che domani a Venezia 79 sia il giorno di Blonde di Andrew Dominik, prodotto ancora dalla Plan B di Brad Pitt. “L’ho visto, è pazzesco, fantastico, bellissimo”, si sbraccia Affleck. Dreamin’ Wild, girato nei luoghi veri della vicenda, fa emergere una storia incredibile, scovata dal New York Times 10 anni fa. Nel 2012 uscì un articolo intitolato A time capsule set a song: Steven Kurutz era andato a ritrovare in una fattoria sperduta a Fruitland, 791 abitanti nello stato di Washington, una famiglia di boscaioli vissuta isolata, in grande armonia. Quando era adolescente, alla fine degli anni ’70, Donnie Emerson dopo lo studio e l’aiuto al padre andava a suonare trombone, clarinetto, pianoforte e chitarra, scriveva e cantava le sue canzoni, aveva insomma il dono della musica. Il fratello Joe lo accompagnava: il padre costruì nel bosco una capanna per farne uno studio musicale. Aveva una enorme fiducia nel talento di Donnie. I due ragazzini incisero e auto pubblicarono un disco di musica, che si rivelò un insuccesso, ma il padre a tutti i costi volle che il musicista andasse via da lì ad inseguire i suoi sogni altrove. E per questo ‘investimento’ perse i suoi beni, inclusa la fattoria. Per uno strano motivo quell’album invenduto diventerà 30 anni dopo un successo sul web, un disco di culto, rieditato da una casa discografica specializzata nel ripescaggio, arrivarono i soldi dei diritti d’autore e la richiesta di tornare in pista. Ma arriva il senso di colpa per il fallimento che lo perseguita da anni, e comporta il dover suonare le canzoni che significavano qualcosa da adolescente, ma non da uomo di 50 anni che si è evoluto come musicista. “Abbiamo conosciuto quel padre – ha detto Casey – ha 91 anni, continua a guidare il suo truck pieno di alberi, sono ancora una famiglia bellissima”. Cosa è il successo? “Quello vero ti fa trovare pace, è il frutto del duro lavoro e dell’entusiasmo che continui ad avere”, dice Beau Bridges che interpreta Joe Emerson. Affleck è Donnie, che si è tenuto alla larga dal set, “forse era una cortesia per noi, perché poteva essere imbarazzante vederci interpretare la sua vita”. Il musicista ragazzino è Noah Jupe, il 17enne attore inglese di Wonder e A Quiet place. Una “storia di redenzione” la definisce Pohlad, “perché la fiducia incondizionata del padre di Donnie è quello che lo fa vivere con i sensi di colpa per le attese disattese ma è anche quello che gli dà la speranza per superare gli insuccessi”. (ANSA)

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