– BE MY VOICE recensione


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Be My Voice Recensione. La recensione del film “Be My Voice” di Rita Ricucci. #BeMyVoice è lo splendido film di Nahid Persson che vince il premio del pubblico come miglior film d’inchiesta al Pordenone Docs-Le voci del documentario. In uscita il 7 marzo è un film da non perdere per non dimenticare

Be My Voice Recensione Locandina

Be My Voice Recensione Locandina

la lotta di migliaia di donne iraniane contro l’hijab e per i loro diritti.

Nahid Persson, nativa di Shiraz, Iran, residente in Svezia, la sua nuova patria, vola a NY per incontrare la sua connazionale Masih Alimejad. È lei la protagonista del documentario. Masih nasce in un piccolo paese dell’interno dell’Iran, Ghomi Kola. Il padre è contadino e le donne di casa, madre e zie, si occupano dei mestieri da donne. Ma Masih mostra fin da piccola la sua ribellione alle regole imposte, ha sogni grandi nel cassetto: provare a guidare il trattore; fare il bagno nel fiume; correre facendo svolazzare i suoi riccioli. Questioni non contemplate per una donna in un paese di regime islamico. Studia, diviene giornalista e inizia a far sentire la sua voce. Viene nominata Parlamentare e, come dice lei, “le hanno tappato la bocca”. Perché è proprio all’interno del sistema che, a causa di un’intervista ad un membro del governo sul suo stipendio, viene arrestata e successivamente allontanata dall’Iran. Espatriata nel 2009, si dirige a Oxford dove riprende gli studi e indossa “un cappello” cercando di soddisfare la madre e il figlio che ha lasciato in Iran. Intanto i ricci dei capelli sono sempre più ribelli e demoliscono il copricapo fino ad emergere come chioma libera alla quale, Masih dona ogni giorno un fiore. Rifiuta di indossare l’hijab sostenendo invece che “il regime islamico ha portato le ragazze della sua generazione a credere di non avere gli stessi diritti degli uomini”, quella stessa legge che legittima la violenza verbale e fisica sulle donne: “copriti o ti picchio”. Perché “dare ordini a donne non vestite (dell’hijab) eleva lo status sociale”. Masih non demorde: artefice della popolarissima pagina Facebook, My Stealthy Freedom, diventa in poco tempo la voce delle donne iraniane, colpite, arrestate, torturate e condannate a 20, a 25 anni, per aver rifiutato di indossare l’hijab. E il fiore tra i capelli, quello di Masih, diventa il simbolo di questa lotta. “Adesso le donne hanno un’arma potente, la loro telecamera, con la quale possono filmare i soprusi subiti. E questo le rende forti”, dice Masih alla regista Persson. Così forti che sono milioni di video, di screenshot di audio che permettono a Misah di vedere, di ascoltare il dolore e la speranza che vive ancora nel suo Paese. La sua famiglia è messa alle strette: la madre non le deve parlare, il padre, da buon patriarca, la condanna, il fratello, Ali, è l’unico complice, solido e coraggioso suo sostenitore. Per questo è stato arrestato ed è in carcere. Con oltre sei milioni di Insta, Misah è davvero #BeMyVoice.

La Persson documenta l’energia dirompente di Misah, #BeMyVoice: una forza leonina non semplice da controllare, una emotività che passa dall’euforia della lotta all’angoscia per tutte le persone condannate di cui si sente responsabile. Vicino a lei suo marito, Kambiz Foroohar, giornalista politico, paziente e taciturno, si preoccupa solo del silenzio di Masih perché il rumore delle manifestazioni riprese dagli smartphone, quello dei video, delle voci, delle grida, dei pianti sono la linfa vitale di Masih.  Ecco dove la Persson ha vinto con il suo film: il ritmo del montaggio degli innumerevoli video, di Masih in chat, di Masih in videochiamate è il ritmo stesso della donna con il fiore in testa, Masih, #BeMyVoice. È il ritmo della lotta estenuante ma continua, ad armi impari eppure sfacciatamente coraggiosa di giovani ragazze che si raccontano in un paese che fa di loro delle reiette.  Eppure basta un fiore tra i capelli per scoprire e vivere una solidarietà che contagia tutte le donne del mondo.  (La recensione del film “Be My Voice” è di Rita Ricucci)

Una foto del film “Be My Voice di Nahid Sarvestani Persson – recensione

LA SCHEDA DEL FILM “BE MY VOICE” (Be My Voice)

Regista: Nahid Sarvestani Persson – Cast: Masih Alinejad – Genere: Documentario – Anno: 2021 – Paese: Svezia – Sceneggiatura: Erika Schmidt – Montaggio: Anne Fabini, Nahid Sarvestani Persson – Durata: 1h 34 min – Distribuzione: Tucker Film, Pordenone Docs Fest – Data di uscita: 7 Marzo 2022 (Italia)

Trama: Be my voice, il film documentario diretto da Nahid Persson, racconta la vera storia di Masih Alinejad, giornalista e attivista, che per milioni di donne iraniane rappresenta l’esempio alla ribellione contro l’hijab forzato. Masih Alinejad, che oggi si trova negli Stati Uniti ed è costretta a vivere sotto protezione, lotta da anni contro ogni limitazione dei diritti civili, per il rispetto delle donne del suo paese d’origine. La coraggiosa e determinata giornalista guida uno dei più grandi atti di disobbedienza civile nell’Iran di oggi e usa la sua libertà in esilio per dare voce alla protesta nel suo paese d’origine. Attraverso l’uso dei social racconta la propria battaglia ed è seguita da milioni di persone…

BE MY VOICE – TRAILER

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