– BARBIE | film | recensione


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Barbie Recensione. La recensione del film “Barbie” di Mirko Nottoli. “I’m a barbie girl, in a barbie world, life in plastic, it’s fantastic” cantavamo tutti qualche anno fa. Invece no, life in plastic it’s not fantastic se tra le superfici

Barbie Film Recensione Poster

Barbie Film Recensione Poster

superficiali rosa scintillanti sovviene un pensiero improvvido di morte. Urge rimediare, attraversare le colonne d’ercole del mondo conosciuto per giungere nel mondo reale e lì rintracciare la bambina che ha ripudiato barbie. Macchinoso? Forse, ma siamo nel regno della metafora e dell’allegoria, non c’è un fotogramma impressionato dalla Gerwig che non sia lì a comunicarcelo e a pretendere di essere interpretato in chiave realista (perchè?, il celebre mito della caverna di Platone non è macchinoso, forse?). Barbie, lo sappiamo, è ben più di un giocattolo (a differenza dei Transformers), fenomeno di costume dalle numerose implicazioni sociali, amato e odiato come lo straordinario incipit (peccato che ce l’avessero mostrato già in tutte le salse) sintetizza. Il timore poteva essere quello di un film che cavalcasse l’onda di un femminismo becero e modaiolo, che fosse l’ennesimo atto d’accusa verso il consumismo e la società capitalistica, che riproponesse stancamente lo scontro tra la vacuità sintetica di un mondo basato sull’apparenza e la bellezza sofferta celata nella genuinità della vita vera. Timori che la visione del trailer aveva contribuito ad accentuare. Timori che non consideravano che dietro alla macchina da presa ci fosse Greta Gerwig, una che probabilmente si farebbe crocifiggere piuttosto di sembrare banale. Ebbene, Barbie è, né più né meno, un’immensa rappresentazione simbolica della nostra società, e non della nostra società contemporanea ma della nostra società quale risultato di tutte le società che l’hanno preceduta. Una società, sì, che nasce quale risultato dello scontro tra uomo e donna ma uno scontro che raramente abbiamo visto trattato in maniera così profonda e sfaccettata, nonostante (o forse sarebbe meglio dire “grazie a”) i toni leggiadri e a tratti demenziali del musical e della commedia slapstick. Gli uomini ok, non ci fanno un bella figura (ma quando mai la fanno?!?), così vanesi, egoriferiti, insicuri e bugiardi, interessati solo alla birra, alle auto e ai cavalli (capaci però anche di fare gruppo e solidarizzare, nel momento opportuno), ma le donne, che a questi esseri così vanesi, egoriferiti, insicuri e bugiardi, interessati solo alla birra, alle macchine e ai cavalli, sono pronte, opportunisticamente, a sottostare, perchè più comodo e più semplice, invece di rimboccarsi le maniche e mettersi in gioco per asseverare la propria identità, la propria autonomia e, perchè no?!?, la propria superiorità, non ci fanno una figura migliore. Scritto e diretto da Greta Gerwig insieme al compagno Noah Baumbach, e prodotto dalla Warner Bros insieme alla Mattel creatrice del personaggio, Barbie è, a ragione, considerato il film rivelazione dell’anno (in attesa di Oppenheimer). Visto in un pomeriggio di fine luglio, il cinema era sold out. Ironico, intelligente, caustico, spassoso, in equilibrio permanente sul crinale tra l’eccesso e l’understatement e al contempo capace di aprire squarci sentimentali, nostalgici, inclini alla riflessione esistenziale. Perchè non va dimenticato che la società è un insieme fatto di persone, che sono tali prima dell’appartenenza di genere, individui con i loro condizionamenti, le loro paure, le loro ambizioni, il loro desiderio di emergere, i loro timori di fallire. Bravissimi tutti, nessuno escluso, tutti al top delle rispettive possibilità, protagonisti, co-protagonisti (tipo John Cena), scenografi, coreografi, costumisti, tecnici delle luci e fotografi. Bellissima e bravissima Margot Robbie (ma non lo scopriamo certo ora), voto 10, è ancora meglio della miglior Nicole Kidman (prima che si bevesse il cervello). La nostra menzione speciale tuttavia va a Ken/Ryan Gosling, semplicemente perfetto nell’azzeccare sempre il mood giusto, nel metterci sempre la faccia giusta, nel compiere sempre il gesto giusto. Non facile farlo senza sembrare un idiota. Lui sembra tutto fuorchè un idiota. Non a caso è lui il motore della vicenda (a proposito di femminismo e non di femminismo da discount). Il messaggio che, alla fine, risuona, assomiglia a quello alla base di The Social Network. Insomma, gli uomini vanno perdonati. Forse anche compatiti, ma di sicuro perdonati. Del resto tutto quello che fa Ken, di giusto e di sbagliato, di nobile e di nefando, e c’è tutta la storia del mondo lì dentro, lo fa per amore. (La recensione del film “Barbie” è di Mirko Nottoli)

Una scena del film “Barbie” di Greta Gerwig – Recensione Analisi critica

LA SCHEDA DEL FILM “BARBIE(Barbie)

Regista: Greta Gerwig – Cast: Margot Robbie, Ryan Gosling, America Ferrera, Kate McKinnon, Michael Cera, Ariana Greenblatt, Issa Rae, Rhea Perlman – Genere: Commedia – Anno: 2023 – Paese: USA – Fotografia: Rodrigo Prieto – Sceneggiatura: Greta Gerwig, Noah Baumbach – Durata: 1h 54 min – Distribuzione: Warner Bros. – Data di uscita: 20 Luglio 2023 – Il sito ufficiale del film “Barbie”

Trama: Barbie, film diretto da Greta Gerwig, è ambientato fantastico mondo di Barbie Land. Vivere qui significa non solo abitare nel luogo perfetto, ma essere anche perfetti, a meno che non tu stia attraversando una profonda crisi esistenziale… oppure tu sia uno dei Ken. Nel cast del film troviamo Margot Robbie nei panni di Barbie e Ryan Gosling in quelli di Ken, ma anche Emma Mackey, America Ferrera e Will Ferrell…

BARBIE – TRAILER

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