Venezia 83, “Woman Unknown” vince il Leone d’Oro. Premiato anche il docu su Gaza (News)


Il Leone d’Oro per il miglior film della 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è andato a “Woman Unknown” diretto dalla regista danese di origine egiziana May el-Toukhy, che porta a casa anche la Coppa per la protagonista Mathilde Arcel: una rivincita al femminile dopo le polemiche per la scarsa presenza di donne in concorso. May el-Toukhy era infatti inizialmente l’unica cineasta donna selezionata per il concorso ufficiale (le si è poi aggiunta Rachel Szor, coregista del documentario sulla Palestina, “Naza”, al quale va il Premio Speciale della Giuria).

Di cosa parla il film vincitore. La vicenda drammatica – ambientata nella Danimarca del dopoguerra – di una giovane governante, Marie (Mathilde Arcel), che sta per sposare il ricco e anziano vedovo per cui lavora, Christian: è la storia al centro di “Woman Unknown” di May el-Toukhy. La protagonista custodisce un segreto: durante la seconda guerra mondiale ha avuto una relazione con un soldato tedesco e il suo passato minaccia di tornare a chiederle il conto. 

La cerimonia.  Il Leone d’oro a May el-Toukhy è stato assegnato sabato durante la cerimonia di chiusura della Mostra  internazionale del cinema condotta da Greta Scarano e Nicolas Maupas, in una serata che ha visto protagonista anche Francesca Michielin, che si è esibita in “It’s Oh So Quiet” di Björk. Ecco i nomi di tutti gli altri premiati di questa edizione.

Gli altri premi principali. Gran Premio della Giuria, il secondo riconoscimento più importante, va a “Possible Love”, poetico ritratto delle dinamiche di classe e lavoro firmato dal regista sudcoreano Lee Chang-dong, che segna il ritorno di Lee alla regia a otto anni di distanza dall’acclamato “Burning”.

Leone d’Argento per la miglior regia va a Ilya Khrzhanovsky per il film “Dau”  un progetto sulla realizzazione della bomba atomica da parte di fisici sovietici, la cui produzione ha richiesto oltre vent’anni. “A questo film hanno lavorato più di duemila persone, molte delle quali vengono dall’Ucraina, dove è stata girata la maggior parte del film. Voglio dedicare questo premio agli ucraini che stanno combattendo questa guerra terribile per la loro libertà, la loro pace, la loro vittoria. Io credo in loro”, ha dichiarato dal palco il regista che  ha rinunciato alla cittadinanza russa per protestare contro la guerra in Ucraina. La Coppa Volpi per la migliore attrice va a Mathilde Arcel protagonista del film trionfatore di questa edizione “Woman Unknown”, mentre il Leone per il migliore attore è di John Malkovich  per “Wild Horse Nine” di Martin McDonagh. Malkovich non era presente alla cerimonia, ma ha inviato un videomessaggio spiegando di essere impegnato nelle riprese a Montreal: “Sono onorato di ricevere questo premio, conferito in passato a tanti attori straordinari”.

Il premio per la miglior sceneggiatura tocca invece a Stéphane Brizé, Coralie Amédéo, Olivier Gorce per il dramma aziendale “Un Bon Petit Soldat” di Stéphane Brizé. Mentre il Premio Speciale della Giuria se lo aggiudica il documentario sulla guerra a Gaza “Naza” di Yuval Abraham e Rachel Szor, riconsocimento che viene accolto da una standing ovation della Sala Grande del Palazzo del Cinema. “Grazie alla giuria, e siamo entrambi molto grati di essere qui. Onestamente, non è facile stare qui. Penso a tutte le persone, ai politici israeliani, ai giornalisti, che stanno attaccando questo film, contestandolo senza nemmeno averlo visto. E si sta facendo di tutto per non guardare la realtà. Per noi è davvero fondamentale che gli israeliani vedano questo film”, ha affermato il regista Abraham. Il film è stato inserito nel concorso principale in extremis – su richiesta degli autori – e proiettato verso la fine del programma, ma ha lasciato il segno: dopo l’anteprima, ha ricevuto una standing ovation da record, durata circa 25 minuti. Girato di notte sui tetti di Tel Aviv in condizioni di estrema segretezza nell’arco di tre anni, “Naza” raccoglie le testimonianze di 24 israeliani interni all’apparato militare – tra cui ufficiali dell’intelligence e soldati – che offrono uno sguardo sulla guerra a Gaza e su quella che descrivono come l’uccisione sistematica di civili palestinesi.

Il Leone del Futuro – Il premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” della 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica va a “La Maison du Vent” (House of the Wind) di Auguste Bernard Kouemo Yanghu (Camerun, Francia, Belgio, Benin, Arabia Saudita, Qatar). Ad assegnare il riconoscimento è stata la giuria presieduta da Carolina Cavalli e composta da Akinola Davies Jr.e Ted Hope.   Il Premio Marcello Mastroianni al miglior interprete emergente va Malou Khebizi per il film “15/18” (A Place to Heal) di Cédric Kahn.

Orizzionti –  Il riconoscimento nella sezione Orizzonti per la migliore interpretazione maschile va a Riccardo Scamarcio per “I Figli della Scimmia” di Tommaso Landucci, film che viene premiato anche per la migliore sceneggiatura.  “Voglio dedicare questo premio a tutti i papà del mondo, anche al mio e condivido questo premio con un giovane attore al suo debutto, Andrea Aggio (il giovane interprete, realmente disabile, che recita nel film, ndr). Andrea abbiamo vinto!”, ha detto Riccardo Scamarcio, alzando il premio. Nella stessa sezione, premiata come migliore attrice Laleh Marzban per Falling House di Mohsen Gharaei: “Voglio menzionare il popolo della mia patria, l’Iran, che vive sotto la pressione più forte di sempre vorrei dedicare questo premio alle donne del mio Paese, che hanno pagato il prezzo più alto anche per la più piccola forma di libertà. Oggi più che mai, continuano a portare avanti i loro sogni, il loro coraggio e la loro speranza. Credo che un giorno il nostro sogno si avvererà per il nostro popolo, per tutti noi”, ha commentato emozionata. Il miglior film di Orizzonti è invece “Detour par Diane” di Ann Sirot, Raphaël Balboni: “Dedicato a chi sostiene il fardello per gli stupri non denunciati”, hanno detto i registi. Premio Speciale della Giuria Orizzonti a “La maison du vent” di Auguste Bernard Kouemo Yanghu.  (dal tgcom24)

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