Il Trapani Film Festival, giunto alla sua terza edizione, conferma la sua doppia anima: radicato nella bellezza e nella storia della Sicilia, ma con lo sguardo rivolto a un pubblico nazionale e internazionale. Ideato e fondato dal direttore creativo Francesco Torre insieme a Michael C. Allen e quest’anno sotto la direzione artistica di Lele Vannoli, l’evento si ispira a modelli prestigiosi come Taormina, e punta a valorizzare il territorio e i suoi talenti. La Sicilia, con il suo importante bagaglio culturale, continua infatti a essere una fonte inesauribile di ispirazione per il cinema. Vannoli, romano di nascita ma siciliano per scelta, racconta un festival che è anche un atto d’amore per l’isola.
Lele Vannoli, come nasce l’idea di un Festival cinematografico ancorato al territorio ma che desidera, in qualche modo uscirne?
L’idea del festival nasce da un desiderio di Francesco Torre e Michael C. Allen che, ispirandosi al festival dí Taormina, hanno deciso di fare nascere un festival anche a Trapani, proprio per valorizzare il territorio. Con questa terza edizione da me condotta stiamo cercando di dare una visione più nazionale cercando di abbracciare un pubblico più ampio.
La Sicilia e il cinema sono legati da un rapporto indissolubile fatto di linguaggi e bellezza: scenario di film rimasti mitici, questa isola ha ispirato generazioni di registi con i suoi colori, il suo linguaggio e le sue tradizioni. Quale pensi sarà il futuro di questo rapporto così fecondo?
Credo sarà un futuro sempre più florido… d’altro canto la Sicilia con i suoi territori ricchi di storia e paesaggi mozzafiato offre ambientazioni uniche che poi, attraverso la visione dei film, fungeranno da vetrina attirando turisti da tutto il mondo e creando interesse per questa isola.
Perchè il Trapani Film Festival ha scelto di dedicare una intera sezione ai cortometraggi?
Solitamente i cortometraggi sono meno costosi da produrre, per cui giovani registi o sceneggiatori con budget contenuti possono comunque sviluppare il loro soggetto e dimostrare le loro capacità. E’ un modo, questo, per dare visibilità e voce a giovani talenti non ancora conosciuti.
Tu sei un romano “prestato” alla Sicilia: cosa prendi e cosa lasci ogni volta in questo luogo meraviglioso?
In realtà vivo in Sicilia da molti anni per cui è più corretto dire che ho scelto di non lasciare nulla ma di prendermi addirittura la residenza (ride, ndr) e tutto quello che questo meraviglioso territorio offre…
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