The Wrestler | Recensione del Film a cura di Luca D’Antiga. Film destinato a provocare ampi dibattiti e discussioni, prediletto dai tutori di un cinema che si lorda in funzione della sua comunicativa (ma allora perchè i giurati hanno ignorato la Bigelow? Non certo per le stesse ragioni) The Wrestler forse sbancherà ai botteghini o deluderà il pubblico, ma non è questo quello che conta. The Wrestler, storia di appassionanti e violentissimi incontri sui ring dello sport più amato e pacchiano del mondo, è diretto da uno spirito visionario e (già di per sè) inquietante come il regista Darren Anorofsky.
Il tema del fallimento e della distruzione fisica aveva in qualche modo già caratterizzato il cineasta fin dal suo primo film, passando per l’indispensabile e spaventoso Requiem for a dream, senza contare il meno persuasivo The fountain (cfr. l’albero della vita nella traduzione italiana), distrutto – forse troppo definitivamente – dalla critica.
E visto che siamo in tema di riscatto, ecco The Wrestler, cupissimo ritratto del lottatore Ram, l’Ariete (soprannome di Randy Robinson), che a vent’anni dalle glorie passate si trova a combattere per incontri sempre più deleteri e scorretti, fino a quando si becca un infarto.
Il medico lo sconsiglia di ritornare nel ring e Randy decide di seguire il consiglio della spogliarellista che ama (Marisa Tomei), e di riavvicinarsi alla figlia. Ma il tentativo – a causa di un’appuntamento mancato – fallisce, e allora Randy decide che la sua vita, fino alla morte, è sul ring, perchè “al mondo – fuori dal ring – non interessa un cazzo di me” cfr.).
Leone d’Oro alla 65esima mostra del cinema di Venezia, a differenza di ben altri pronostici (Bigelow, Miyazaki, Demme, etc.), The Wrestler ha tutte le caratteristiche del film di massa, ma imprevedibilmente è difficile da giudicare.
Troveremo – nel suo campo – tante persone disposte a confrontarlo con i blockbusters o la spettacolarizzazione Iconografica à la Rocky, ma in realtà è ben diverso. Per la prima volta, perlomeno in modo tanto definitivo, il cinema rende “eroica” l’impresa teutonica di un guerriero stanco e fallito, mettendo in mostra l’annientamento fisico come forma di rivincita dall’annientamento morale.
Il film di Anorofsky sembra dirci che esiste qualcosa che fa più male delle botte e dei colpi di mazza che colpiscono continuamente il corpo massiccio e riciclato di Randy: la tempesta morale del rifiuto, la sensazione di vivere in una dimensione diversa dalla realtà (cfr. quando Randy lavora nei supermarket, una parentesi falsamente ironica, e in realtà quasi tragica), l’abnegazione di un mondo che non vuole saperne di avere Randy tra i suoi simili (?) – anche se lo vediamo ridere e scherzare con dei ragazzini – diventa lo strumento per cui lo spettatore è portato a pensare all’esperienza personale di Rourke (proprio vent’anni fa combatteva i suoi ultimi incontri, prima di un lungo declino) senza riflettere più di tanto sulla morte morale della vita stessa.
In questo senso Ram è l’ultimo dei losers, e il più vincente di tutti: un energumeno afasico, un “prodotto” da Playmobil per le masse, ora ridicolo ora glorioso, l’identikid dell’uomo che – come vorrebbero gli spettatori – arriva a sfidare la vita e la morte pur di soddisfarli.
Ram è una parte di noi che non riusciamo ad ammettere: il miraggio di libertà diventa una barriera entro la quale l’unico atto di sopravvivenza è l’annientamento dei ring. Molto si è detto della prova di Rourke, ma non abbastanza: se può essere discubile The Wrestler quando affronta il rapporto con la figlia (ma mai scontato e furbo, contrariamente a quanto si creda) la “verità” raccontata da Ram-Randy nel suo ultimo – forse fatale – ring sembra esattamente quella che noi ammiratori ci aspettiamo.
Qualcuno potrà azzardare paragoni con i dimenticati Johnny Handsome e Homeboy, ma l’uomo che abbiamo davanti è soprattutto l’attore che mette in discussione tutto se stesso, senza celare alcuna maschera espressiva che lo riporti a quand’era Idolo di un certo potere seduttivo (primi, glamourosissimi anni ottanta).
Capelli ossigenati alla Hulk Hogan, muscoli e operazioni chirurgico-facciale che neanche Micheal Jackson, il Randy Robinson di Rourke è l’ultimo (anti-)eroe di un universo – fantasma, e – a tratti – la pantonima virtuale di una comunicativa linguistica e corporale plasmata nella sua falsità. Un vizio degenere che sfuma tra le note del Boss (o del metal anni ottanta più cazzaro e tamarro?) mentre ci ritroviamo un film che racconta – per dirla alla Ruiz – “due vite e una sola morte”. (The Wrestler | Recensione del film a cura di Luca D’Antiga)
Trama: The Wrestler, è un film del 2008 diretto da Darren Aronofsky. Alla fine degli anni ottanta Randy ‘The Ram’ Robinson (Mickey Rourke) è tra i wrestler più famosi e acclamati al mondo. Il successo, tuttavia, non dura a lungo e qualche anno dopo Randy vive in una situazione di estrema precarietà finanziaria. Dopo essersi separato da sua moglie e aver distrutto il rapporto con la figlia Stephanie (Evan Rachel Woood), Randy vive come un escluso e trae gioia solo dalle sue performance sul ring. A causa dell’abuso di steroidi e di un match piuttosto violento, Randy è colto da un infarto e i medici gli consigliano di lasciare definitivamente la carriera da wrestler. Costretto a interagire con il mondo, senza più trovare sollievo nella sua passione, Randy cerca di ricostruire la sua vita…
Curiosità: Il film The Wrestler è stato presentato in anteprima mondiale il 5 settembre 2008 al Festival di Venezia (dove vinse il Leone d’Oro), e due giorni dopo al Toronto Film Festival. Il 12 ottobre, invece, è la data dell’anteprima statunitense, presso il New York Film Festival.
The Wrestler è stato distribuito nei cinema statunitensi il 19 dicembre 2008, per poi essere pubblicato in tutto il territorio nazionale il 16 gennaio 2009; in Italia è uscito il 6 marzo 2009.
A fronte di un budget di 6 milioni di dollari, il film ha incassato 26.238.243 $ in Nord America e 18.496.417 $ nel resto del mondo, per un totale di 44.734.660 $. In Italia The Wrestler ha incassato 2.156.903 €.
The Wrestler è stato accolto positivamente dalla critica. Sull’aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes ha un indice di gradimento dell’99% basato su 228 recensioni, con un voto medio di 8,5 su 10; il consenso critico del sito afferma: «Mickey Rourke offre un’interpretazione indimenticabile in The Wrestler, un dramma profondamente toccante, straziante, ma alla fine gratificante». Su Metacritic ottiene un punteggio di 80 su 100 basato su 36 recensioni. (fonte Wikipedia)
Il film The Wrestler ha ricevuto un’accoglienza trionfale dalla critica mondiale, accumulando premi prestigiosi. Alla Mostra del Cinema di Venezia ha vinto il Leone d’Oro come miglior film. Ai Golden Globes 2009 Mickey Rourke ha vinto come Miglior attore in un film drammatico e Bruce Springsteen ha ottenuto il premio per la Miglior canzone originale (“The Wrestler”). Ai Premi BAFTA Mickey Rourke è stato premiato come Miglior attore protagonista.
Il film The Wrestler è spesso descritto come la “resurrezione” dell’attore Mickey Rourke, la cui carriera era declinata dopo anni di eccessi e una breve parentesi nel pugilato professionistico che ne aveva segnato il volto.
In linea con la tecnica del bladejob tipica del wrestling, il sangue che si vede scorrere nelle scene di lotta è reale: i lottatori utilizzano spesso piccole lamette per procurarsi tagli superficiali sulla fronte. Il cast include numerosi wrestler professionisti di federazioni indipendenti, tra cui Ernest “The Cat” Miller, Necro Butcher e R-Truth.
Rourke dichiarò di essere più addolorato per la morte del suo amato chihuahua Loki, avvenuta pochi giorni prima della cerimonia, che per la mancata vittoria dell’Oscar (andato a Sean Penn).
Il regista Aronofsky ha scelto uno stile visivo “asciutto”, utilizzando spesso la camera a mano per seguire da vicino il protagonista, creando un’atmosfera intima e maestosa al tempo stesso.
Il film The Wrestler di Darren Aronofsky è disponibile in streaming su 

LA SCHEDA DEL FILM THE WRESTLER (t.or. The Wrestler)
Regista: Darren Aronofsky – Cast: Mickey Rourke, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood, Judah Friedlander, Giovanni Roselli, Todd Barry, Ernest Miller, Gregg Bello, Ron Killings, Wass M. Stevens, Elizabeth Wood, Dylan Keith Summers, Stefano Mingardo, Tom Faria, Andrea Langi – Genere: Drammatico – Anno: 2008 – Paese: USA – Sceneggiatura: Robert D. Siegel – Fotografia: Maryse Alberti – Durata: 1 h 45 min. – Distribuzione: Lucky Red – Data di uscita: 6 marzo 2009 – Il sito ufficiale del film The Wrestler di Darren Aronofsky
GUARDA IL TRAILER UFFICIALE DEL FILM THE WRESTLER:

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