The Terminal | Recensione del Film a cura di Emanuela Martini – Film TV. Da qualche anno, uno degli sport critici più in voga, almeno in Italia, è “sparare su Spielberg“: troppo buono, troppo bravo, troppo favolistico. È stato detto di quella favola nerissima che era A.l. (dove la morte ti concede solo un attimo per rivedere una persona cara), come di quell’istantanea appena futuribile che era Minority Report (dove il nostro mondo è talmente carcerario che, per non restarne intrappolati, si può solo isolarsi nella solitudine della lettura).
Avranno buon gioco i detrattori con questo The Terminal, film lieve e quasi dichiaratamente “minore” (come non era Prova a prendermi, uno dei grandi film della passata stagione, nonostante l’apparente tono brillante), per il quale si è già citato a più riprese Frank Capra, al quale Spielberg si è apertamente rifatto, come a molta della commedia americana, sociale e rooseveltiana, degli anni ’30.
E Capra sia. Buono solo in apparenza, attento alle numerose figure di contorno che rappresentano gli strati sociali e le fisionomie psicologiche del melting pot, capace di tratteggiare cattivi a tutto tondo che paiono usciti da un cartoon, sicuro che la solidarietà tra onesti disgraziati alla fine trionferà, abile nel trasformare storie ai confini della realtà in minuziosi, realistici apologhi quotidiani: Spielberg ha ereditato queste caratteristiche da Frank Capra, oltre a una folgorante scansione dei diaIoghi, all’abilissima orchestrazione dei personaggi, alla percezione profonda di una malinconia esistenziale e di un’ingiustizia non sotterranea ricorrenti nel nostro mondo.
The Terminal è una scommessa, tra il personale dell’aeroporto e il passeggero senza patria Viktor Navorski, sulle sue possibilità di sopravvivenza all’interno del terminal internazionale e del Gate 67, e tra Spielberg e gli spettatori, sulle sue capacità di tenerci agganciati in quello spazio chiuso e quell’evento minuscolo per 132 minuti.
La vincono entrambi, i due solitari sognatori. Qualcuno dice già che The Terminal è noioso, non abbastanza kafkiano. No, è “capriano”. Ma questo non è forse un complimento? (The Terminal | Recensione del film a cura di Emanuela Martini – Film TV)
Trama: The Terminal, il film diretto da Steven Spielberg, racconta la storia di Viktor Navorski (Tom Hanks), un viaggiatore proveniente dalla Cracosia, che arriva all’aeroporto John F. Kennedy di New York, per scoprire che il suo passaporto improvvisamente non è più valido. Infatti, a causa della guerra civile nel frattempo scoppiata in patria, Viktor non è più autorizzato né ad entrare negli Usa né a tornare a casa: è tecnicamente apolide. Per questo motivo, dall’ufficio dei visti sequestrano il suo passaporto e il suo biglietto aereo. Senza altra scelta, Viktor si stabilisce nel terminal con i suoi bagagli e una lattina di arachidi, con grande frustrazione da parte di Frank Dixon (Stanley Tucci), capo della sicurezza aeroportuale. Dixon viene preso in considerazione per una promozione e diventa ossessionato da Viktor, che considera come un problema burocratico. Nel frattempo, Viktor fa amicizia con i dipendenti del terminal…
Curiosità: Il film The Terminal è ispirato alla storia vera del rifugiato iraniano Mehran Karimi Nasseri: giunto nel 1988 all’Aeroporto di Parigi Charles de Gaulle, dopo essersi visto rifiutare il visto di ingresso dal Regno Unito a seguito del furto del suo passaporto, le opportunità offerte dalle autorità francesi furono due: il rimpatrio o la permanenza in Francia. Mehran Karimi Nasseri visse nel terminal 1 dell’aeroporto della capitale francese sino all’agosto 2006 per poi tornare a vivere nel terminal 2F dove morì il 13 novembre 2022. Sembra che Steven Spielberg abbia versato all’iraniano circa 300 000 dollari per poter portare sulla scena la sua storia.
L’aeroporto in cui è stato girato il film The Terminal è il Mirabel International Airport di Montréal, in Canada. La maggior parte delle scene in interno è stata girata in un set realizzato appositamente all’interno di un hangar a Palmdale.
La Krakozhia (Кракозия o Кракожия) è una nazione immaginaria, patria del protagonista, le cui caratteristiche ricordano un’ex Repubblica Federata Sovietica o un Paese dell’ex Blocco orientale. (fonte Wikipedia)
Il film The Terminal è stato un successo finanziario, recuperando ampiamente il budget di produzione stimato intorno ai 60-75 milioni di dollari, ha infatti incassato globalmente 219 milioni di dollari, nel solo nordamerica ha incassato circa 77,9 milioni di dollari, debuttando al secondo posto nel weekend di apertura. In Italia al momento del debutto (settembre 2004), il film ha dominato il botteghino, posizionandosi al primo posto negli incassi del weekend con oltre 1,5 milioni di euro.
La critica ha lodato l’interpretazione di Tom Hanks e la regia di Spielberg, pur definendo The Terminal come una delle opere più “leggere” e spudoratamente ottimiste del regista. Su Rotten Tomatoes il film detiene una valutazione del 61% basata su oltre 200 recensioni. Il consenso critico sottolinea come la pellicola superi i propri difetti (eccessivo sentimentalismo) grazie al messaggio positivo e alla performance di Hanks. Su Metacritic ha un punteggio di 55/100, indicando recensioni “miste o medie”.
Il film The Terminal è stato presentato in apertura alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2004, confermando il suo status di grande evento cinematografico dell’epoca.

LA SCHEDA DEL FILM THE TERMINAL (t.or. The Terminal)
Regista: Steven Spielberg – Cast: Tom Hanks, Catherine Zeta-Jones, Stanley Tucci, Chi McBride, Diego Luna, Barry Shabaka Henley, Kumar Pallana, Zoe Saldana, Eddie Jones, Michael Nouri, Jude Ciccolella, Corey Reynolds – Genere: Drammatico – Anno: 2004 – Paese: USA – Sceneggiatura: Jeff Nathanson, Sacha Gervasi – Fotografia: Janusz Kaminski – Durata: 2 h 11 min. – Distribuzione: UIP – Data di uscita: 3 settembre 2003 – La scheda del film The Terminal di Steven Spielberg su Wikipedia
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