Silent Friend, il nuovo film diretto dalla regista Ildikó Enyedi (Corpo e anima, Storia di mia moglie), è stato designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – SNCCI con la seguente motivazione: Affidandosi alla tensione laicamente spiritualistica dell’individuo, Ildikó Enyedi offre uno sguardo trasversale sul rapporto tra Uomo e Natura, in cui il dialogo rappresenta l’opportunità di un progresso che unisce la persona e l’ambiente in cui opera. Scandendo tre epoche dall’inizio del secolo scorso a oggi, il film racconta altrettante storie di relazione disfunzionale tra l’individuo e il contesto esistenziale e sociale in cui vive, risolte nel dialogo segreto tra realtà e spiritualità. Enyedi rappresenta in chiave sia storica che attuale la necessità di creare una connessione tra la vita e l’individuo che superi i limiti di una visione meramente positivista della realtà e si spinga alla scoperta di un senso dell’esistere più ampio e complesso.
Il protagonista maschile Tony Leung sostiene che, dopo la visione di Silent Friend, non guarderete più una pianta con gli stessi occhi.
Il film è stato presentato in Concorso durante l’edizione 2025 della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica la Biennale di Venezia e si è meritato, oltre a innumerevoli premi collaterali, il premio FIPRESCI e il Premio Marcello Mastroianni alla giovane protagonista femminile Luna Wedler.
Silent Friend sarà distribuito nelle sale dal 3 settembre 2026 da Movies Inspired.
SINOSSI
Nel cuore di un giardino botanico in una città universitaria medievale in Germania si erge un maestoso albero di ginkgo. Questo testimone silenzioso ha osservato per oltre un secolo i ritmi tranquilli della trasformazione del mondo attraverso tre vite umane.
Nel 2020, un neuroscienziato di Hong Kong, che studia la mente dei bambini,
avvia un esperimento inaspettato con il vecchio albero.
Nel 1972, un giovane studente viene profondamente cambiato dal semplice atto di osservare e connettersi con un geranio.
Nel 1908, la prima studentessa donna dell’università scopre, attraverso l’obiettivo della fotografia, i sacri schemi dell’universo nascosti nelle piante più umili.
Seguiamo i loro goffi e imbarazzanti tentativi di entrare in contatto – ognuno di
loro profondamente radicato nel proprio presente – mentre vengono trasformati dal potere silenzioso, duraturo e misterioso della natura. L’antico albero di ginkgo ci avvicina a ciò che significa essere umani, al nostro desiderio di appartenenza.
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