Sguardi Altrove Women’s International Film Festival, presentata la 33esima edizione (News)


Milano, 24 febbraio 2026 – Vocazione internazionale e radici nel territorio, Sguardi Altrove Women’s International Film Festival, 33esima edizione, torna a Milano – e con uno spin off a Pavia e Rho – dal 10 al 28 marzo. Una programmazione estesa su tre settimane e diffusa tra sale cinematografiche, spazi polivalenti e istituti universitari per il festival che dal 1993 accende i riflettori sul cinema a regia femminile. Con una selezione di 79 titoli da 22 paesi suddivisi in 11 sezioni e un percorso che spazia dall’attualità internazionale ai diritti umani alle lotte per la parità di genere fino alle sfide della modernità e le reti visibili (e invisibili) che connettono coscienza personale e identità sociale, umanesimo e IA, valore della memoria e slancio verso il futuro, Sguardi Altrove prosegue nel suo viaggio di ricognizione e scoperta delle voci delle donne che attraverso il linguaggio del cinema indagano la complessità del presente.

«Oltre 70 titoli per questa edizione che coniuga il “vedere” al “sentire” con lo stupore e la curiosità di chi si accosta al cinema proveniente da tutte le parti del mondo, ma anche uno spaccato dell’Italia dei nostri giorni – sottolinea la direttrice di Sguardi Altrove Patrizia RappazzoAnteprime internazionali, lezioni di cinema con un focus sui mestieri che strizzano l’occhio alla formazione e all’industry. Reti che incrociano la memoria del passato, con il recupero di archivi storici, riletti dai linguaggi dei new media. E poi incontri con autrici e autori. E tanto entusiasmo per la kermesse 2026 che segna un traguardo di collaborazioni con istituzioni pubbliche e private. Un’edizione pensata ancora una volta per il pubblico che potrà scegliere e costruire il suo programma personale».

Molte le novità, a partire dalle sfide creative delle intelligenze artificiali e della realtà aumentata che da quest’anno vanno ad arricchire l’area competitiva della rassegna. Ai tre storici concorsi che da sempre costituiscono il fulcro del festival (Nuovi Sguardi, lungometraggi internazionali a regia femminile; Sguardi (S)confinati, cortometraggi internazionali under 35 a regia femminile; #FrameItalia, cinema italiano indipendente a regia sia femminile che maschile) si aggiunge la nuovissima sezione Sguardi Expanded, riservata alle filmmaker che operano nell’ambito della realtà virtuale. Realizzata in collaborazione con l’Università di Pavia, Officine Creative e il Comune di Pavia, Sguardi Expanded rappresenta la naturale evoluzione tecnologica della manifestazione che nei suoi tre decenni di storia ha attraversato prima la pellicola, poi il digitale fino a esplorare, ora, le frontiere del cinema immersivo. Alla selezione in concorso (in programma lunedì 16 e martedì 17 marzo presso l’Auditorium di San Tommaso dell’Università di Pavia con premiazione giovedì 26 marzo) si affiancano una tavola rotonda con esperti nei linguaggi dei new media e la mostra Sguardi in Progress. Archivio e innovazione: un percorso interattivo in cui film, locandine, cataloghi, volantini che rappresentano il prezioso archivio del festival vengono rieditati, proiettati nel metaverso e resi accessibili ai fruitori tramite smartphone o pc.

Il futuro del cinema è nelle strade aperte dalle nuove tecnologie ma anche negli occhi dei giovani filmmaker che provano a esprimere per immagini la loro visione del mondo. Giovani che spesso faticano a trovare gli spazi per far conoscere le loro opere e il pubblico che possa apprezzarle. Per questo, per scommettere sulle autrici e sugli autori di domani, una sezione del festival è dedicata alle scuole che formano le nuove generazioni con una selezione di cortometraggi nati nei luoghi in cui il cinema si impara, si sperimenta e si reinventa ogni giorno. In programma quindici lavori realizzati dagli studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia, della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, di Accademia09 e di Università IULM: quattro realtà diverse, unite dalla stessa urgenza di raccontare il presente e immaginare nuove forme di sguardo. E proprio in questa ottica, di scommessa e fiducia verso il futuro, è stata scelta la giovane attrice Letizia Toni come madrina della 33esima edizione. Volto emergente, premiata con il Nastro d’Argento-Miglior rivelazione 2024 per l’interpretazione di Gianna Nannini nel biopic Sei nell’anima di Cinzia TH Torrini, Letizia Toni parteciperà a una conversazione sul cinema italiano, condotta dal critico cinematografico Giorgio Gosetti e dalla direttrice Patrizia Rappazzo, venerdì 20 marzo all’Università IULM.

Non solo film in concorso ma anche una ricca selezione fuori concorso, con lungometraggi e corti (questi ultimi raggruppati in una categoria ad hoc dal titolo (S)confinando) italiani e internazionali, oltre a omaggi e percorsi a tema. Tra questi, in concomitanza con le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina, la sezione Donne, Cinema, Sport, Inclusion e Diversity, pensata per raccontare lo sport come potente spazio di affermazione identitaria, inclusione e trasformazione sociale. Con il patrocinio del Comitato Italiano Paralimpico in partnership con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Ufficio di Milano del Parlamento Europeo, la sezione si articola in una proposta cinematografica con la proiezione di tre film accompagnati dagli autori e in un panel dedicato. I tre titoli scelti – una serie tv e due documentari – raccontano di come un ex coach olimpico (Raoul Bova) possa trovare riscatto nell’allenare giovani atleti paralimpici in vista dei campionati Europei (I fantastici 5 di Alexis Sweet e Laszlo Barbo, serie tv, 2024), del percorso sportivo e umano dell’atleta transgender ipovedente Valentina Petrillo (5 Nanomoli – Il sogno olimpico di una donna trans di Elisa Mereghetti e Marco Mensa, doc, 2023), dei sogni della piccola Valeria (L’azzurro in alto e l’oro dentro di Pepi Romagnoli, doc, 2025) fuggita dall’Ucraina con mamma e fratello e decisa a diventare una grande ginnasta. Di questi temi, delle disuguaglianze ancora presenti nel panorama sportivo internazionale e dei progetti in campo affinché la pratica agonistica possa essere sempre più accessibile e rappresentare una concreta occasione di sviluppo e realizzazione personale, si discuterà martedì 10 marzo all’Università Cattolica assieme a rappresentanti del Parlamento Europeo e del Comitato Italiano Paralimpico, a docenti di storia del giornalismo radiotelevisivo e con la partecipazione dell’atleta della Nazionale Paralimpica di tiro a segno Livia Cecagallina.

Superamento dei limiti, orgoglio identitario, potenza espressiva dei corpi: sono parte integrante dello sport ma sono anche al centro di un’idea di cinema ribelle e non riconciliato. Come quello della filmmaker franco senegalese Alice Diop cui Sguardi Altrove dedica, insieme a Fondazione Prada, un omaggio sabato 14 marzo al Cinema Godard. Focus Alice Diop, in collaborazione con Minerva Pictures, presenta tre lavori e un incontro con la regista, capofila di un nuovo corso del cinema francese che ha saputo scardinare i confini tra documentario e finzione, portando al centro dello schermo corpi e storie spinti ai margini della narrazione istituzionale. Il programma inizia alle 14.30 con la proiezione di Nous (2021), un viaggio sulla ReR B parigina che, scorrendo dalle banlieu ai quartieri residenziali, compone un mosaico sociale della città; a seguire, alle 17.30, la direttrice di Sguardi Altrove Patrizia Rappazzo presenta l’incontro con Alice Diop moderato da Paolo Moretti, curatore del Cinema di Fondazione Prada e da Maria Bonsanti, programmatrice e membro del comitato di selezione delle Giornate degli Autori. Il talk è preceduto dalla proiezione del corto Fragments for Venus (2025), un’indagine sulla rappresentazione delle donne nere nella storia dell’arte occidentale, parte del progetto Miu Miu Women’s Tales; in chiusura, alle 20.30, Saint Omer (2022). Ispirato a un fatto realmente accaduto, il film, Leone d’Argento a Venezia, narra di Rama, scrittrice al processo di una madre infanticida. Un confronto perturbante che sgretola ogni certezza sulla maternità.

All’incrocio tra letteratura e cinema sono gli altri due omaggi che il festival dedica ad altrettante protagoniste del panorama intellettuale italiano del Novecento. Il primo (sabato 21 marzo all’Anteo Palazzo del Cinema per la sezione #FrameItalia fuori concorso) è un tributo alla scrittrice Grazia Deledda, narrata dal regista Peter Marcias nel film Quasi Grazia. Con alle spalle una filmografia ricca di ritratti femminili (da Nilde Iotti a Liliana Cavani e Piera Degli Esposti) Marcias si ispira all’omonimo romanzo di Marcello Fois, già portato in scena da Michela Murgia, per raccontare tre momenti cruciali della vita della scrittrice sarda, unica donna italiana ad aver vinto il Premio Nobel per la letteratura, affidandosi ai volti di Laura Morante, Irene Maiorino e Ivana Monti. Il secondo omaggio (domenica 22 marzo al CAM Garibaldi, in collaborazione con la Commissione Pari Opportunità del Comune di Milano) ha invece per protagonista la regista Liliana Cavani e il suo soggetto per un film su Simone Weil mai realizzato. Affascinata dalla figura della filosofa francese, già nel 1969 Cavani scrive una prima bozza di sceneggiatura, abbandonata e poi ripresa nel corso degli anni, nel 1974 e infine nel 2025. Ma la stesura rimane incompiuta e il film a tutt’oggi resta sulla carta. Nella lettura scenica Lettere dall’interno. Racconto per un film su Simone Weil l’attrice Annina Pedrini prova a dar vita, con i mezzi del teatro, a un testo che non solo scava nella biografia di Weil ma tenta di tradurne visivamente il pensiero puro e l’estasi filosofica.

Infine il consueto spazio dedicato alla formazione e ai mestieri dell’audiovisivo, con laboratori su adattamento e sottotitolazione, doppiaggio e audiodescrizione (giovedì 12 e venerdì 13 marzo all’Università IULM) e un ciclo di conversazioni sul cinema a cura del critico Giorgio Gosetti (giovedì 19 e venerdì 20 marzo all’Anteo Palazzo del Cinema e all’Università IULM). A questi appuntamenti si aggiunge il Premio Le Forme del Cinema, il riconoscimento che Sguardi Altrove conferisce ogni anno alle professioniste dello spettacolo e che per l’edizione 2026 verrà assegnato alla sceneggiatrice e scrittrice Ludovica Rampoldi. Autrice per il cinema e la televisione (Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores, Esterno notte di Marco Bellocchio, Il Maestro di Andrea Di Stefano), all’esordio alla regia con Breve storia d’amore (2025), Rampoldi riceverà il premio nel corso della cerimonia di proclamazione dei vincitori dei concorsi lungometraggi, corti e cinema italiano indipendente, venerdì 20 marzo all’Auditorium dell’Università IULM.

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