Rocky | Recensione del Film. Scritto da Sylvester Stallone su misura per le sue esigenze recitative e fisiognomiche (oltre al corpo, non va dimenticato il volto da «macho addormentato»), Rocky è molto di più di un film sportivo: è una parabola consolatoria del self-made man proletario tutto muscoli e sudore, abituato alla violenza ma bisognoso di affetto.
Spettacolare e traboccante di sentimenti contrastanti, Rocky trae forza tanto dall’interpretazione di Stallone quanto dallo stile «classico» del regista. Tre Oscar: miglior film, regia e montaggio (Richard Halsey, Scott Conrad).
Sono passati alla storia la canzone Gonna Fly Now, la corsa di allenamento che termina sul piazzale della chiesa e l’urlo finale di Stallone vincitore: «Adriana.», dedicato alla moglie (interpretata da un’ottima Talia Shire). Colonna sonora di Bill Conti. L’attore e sceneggiatore dirigerà quattro dei cinque seguiti di Rocky.
La vera storia del pugile che ha ispirato Stallone per il suo film è raccontata da Philippe Falardeau nel film The Bleeder (2016). (la recensione del film Rocky di John G. Avildsen è tratta da “Il Mereghetti – Dizionario dei Film” – ed. 2021 di Paolo Mereghetti)
Trama: Rocky è un film del 1976 diretto da John G. Avildsen. Rocky Balboa (Sylvester Stallone) è un pugile di quasi trent’anni che non è mai riuscito a sfondare sul ring: per sbarcare il lunario fa l’esattore per un gangster italo-americano che spadroneggia nella periferia di Philadelphia. Il ragazzo è innamorato della timida Adriana Pennino (Talia Shire), sorella del suo amico Paulie, che corteggia da tempo. Il giorno del Ringraziamento, Rocky convince la giovane a uscire con lui e dopo aver trascorso la serata insieme, i due finalmente si baciano. Intanto il campione del mondo dei pesi massimi Apollo Creed arriva in città, per festeggiare il bicentenario della fondazione degli Stati Uniti d’America con un incontro di pugilato. Ma siccome lo sfidante ufficiale è infortunato, la scelta di un sostituto cade su Rocky Balboa, soprannominato Lo Stallone Italiano. Appena si sparge la notizia, Mickey (Burgess Meredith), il vecchio allenatore di Rocky, si offre di allenarlo in modo da poter affrontare il campione…
Critica: Rocky è la pellicola che ha reso Stallone, fino ad allora attore poco conosciuto, uno dei volti più amati di Hollywood. Realizzato in appena ventotto giorni Rocky diede vita ad una fortunatissima serie composta da cinque sequel (Rocky II, Rocky III, Rocky IV, Rocky V e Rocky Balboa) e tre spin-off (Creed – Nato per combattere, Creed II e Creed III).
Nel 1998 l’American Film Institute ha inserito Rocky al settantottesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è salito al cinquantasettesimo posto; nel 2006 è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso mentre nell’agosto 2015 la rivista Rolling Stone lo mette al secondo posto della classifica dei migliori film sportivi della storia del cinema.
Al momento della sua uscita nel 1976, Roger Ebert di Chicago Sun-Times dà a Rocky quattro stelle e descrive Stallone come un “giovane Marlon Brando”. Anche Box-Office Magazine tesse le lodi di Stallone come una nuova stella del cinema. Vincent Canby, del New York Times, ha criticato invece l’interpretazione di Stallone, descrivendolo poco incisivo. Frank Rich ha lodato il film, ma ha criticato fortemente la trama e lo script, definendoli pesanti, attribuendo inoltre la debolezza del film al regista Avildsen. Andrew Sarris ha criticato il film, definendolo troppo vicino ai gangster, e ha parlato di uno Stallone simile a Terry Malloy.
Trent’anni dopo Rocky gode di una migliore reputazione e di nuove recensioni positive. Il sito Rotten Tomatoes ha riportato che il 94% delle recensioni professionali ha dato un giudizio positivo sul film, Almar Haflidason e la BBC hanno dato al film 5 stelle su 5, mentre Empire ha inserito il film nella lista dei “500 migliori film di tutti i tempi”. Nel 2020 il regista Quentin Tarantino posiziona Rocky al primo posto dei suoi film preferiti sulla boxe.
Incassi: Alla sua uscita nelle sale americane, Rocky ottenne un grande successo, incassando 225 milioni di dollari nel mondo (di cui oltre 117 milioni negli USA) contro un budget di soli 1,1 milioni. Fu il più alto incasso al botteghino del 1976. Nel giro di pochissimi mesi si rivela un successo di pubblico e critica, con tre Oscar vinti (miglior film, miglior regia e miglior montaggio) e ben dieci nomination (durante la premiazione per il miglior film Jack Nicholson annunciò i vincitori e i produttori, Irwin Winkler e Robert Chartoff, si avviano verso i due Oscar, accompagnati dall’attore Sylvester Stallone e dalla colonna sonora di Bill Conti), tra cui quelle per Stallone come miglior attore protagonista e miglior sceneggiatura, diventando la terza persona al mondo, dopo Chaplin e Orson Welles, ad avere queste due candidature nello stesso anno; inoltre vince il David di Donatello come miglior attore straniero.
Nel 1977 il film ottiene ben 3 statuette, competendo con Taxi Driver, Quinto potere, Tutti gli uomini del presidente e Questa terra è la mia terra . Oltre al premio per il miglior film, Rocky si aggiudica l’Oscar per la miglior regia e per il miglior montaggio.

Curiosità:
Nel 1974 Stallone tentò di pubblicare un romanzo che aveva scritto anni prima, Paradise Alley ma non riuscì a trovare alcun editore disposto a pubblicarlo. Da questo romanzo Stallone trasse una sceneggiatura, che non ebbe il successo sperato; tuttavia Robert Chartoff e Irwin Winkler, i produttori cui venne presentata la sceneggiatura dopo un provino come attore andato male, si mostrarono interessati ad eventuali idee simili da parte di Stallone. Stallone scrisse così la sceneggiatura di Rocky in soli tre giorni dopo aver assistito, il 24 marzo 1975, all’incontro di boxe tra il campione del mondo in carica, Muhammad Ali, e un pugile semisconosciuto, Chuck Wepner, organizzato dal manager Don King. L’incontro, sebbene alla fine vinto dal campione, è rimasto famoso nella storia pugilistica per aver visto Ali più volte in seria difficoltà, addirittura al tappeto durante la nona ripresa. Wepner riuscì a resistere fino al K.O. subito durante la quindicesima ed ultima ripresa. La resistenza di Wepner colpirà profondamente Stallone per la scrittura di questa prima sceneggiatura di circa 90 pagine che rappresentava, a detta sempre dello stesso Stallone, circa il 10% della sceneggiatura definitiva. Stallone rende il protagonista, ovvero Rocky, un personaggio cupo, un antieroe che era a quel tempo quello preferito del momento. Dopo essersi consultato con la sua prima moglie, Stallone preferì modificare il personaggio rendendolo meno sgradevole, grezzo e impenitente. Durante un nuovo provino con i produttori Winkler e Chartoff, Stallone rivela di essere, oltre che attore, anche uno sceneggiatore di talento e riesce a convincere i produttori a dare uno sguardo alla sua nuova sceneggiatura. I produttori rimangono subito colpiti da Rocky e propongono a Stallone un’offerta notevole e una crescente somma di denaro (360.000 dollari).
Il pugile Muhammad Ali ha ispirato Stallone per la creazione, nella sua trasposizione cinematografica, del pugile di colore Apollo Creed, interpretato da Carl Weathers. Inoltre, Ali è apparso alla premiazione degli Oscar accanto a Stallone, improvvisando un breve incontro sul palco con quest’ultimo.
Durante le riprese alcune scene o parti integrali della sceneggiatura originale sono state alterate. Altre sono state persino improvvisate a causa del modesto budget di cui disponeva la produzione. Nella prima sceneggiatura, molto più cupa, Mickey era un razzista e Rocky decideva di abbandonare l’incontro per non diventare parte del mondo del pugilato. La scena in cui Rocky vede il suo disegno sul poster con i pantaloncini sbagliati è in realtà un errore della produzione che non poteva correggerlo per via del poco budget. Per questo Stallone fu costretto ad improvvisare la scena. La scena del pattinaggio prevedeva circa 300 comparse e Rocky avrebbe dovuto pattinare anziché correre. Le scene di corsa sono tutte improvvisate, così come il lancio dell’arancia a Rocky durante il film mentre corre nelle vie del mercato italiano.
Stallone aveva scritto un finale alternativo, nel quale Rocky e Adriana si abbracciavano e si incamminavano verso lo spogliatoio. Il finale non venne considerato abbastanza soddisfacente da Stallone che decise di scartarlo. Tuttavia la scena fu comunque girata e utilizzata come manifesto del film.
Dopo aver presentato la sceneggiatura ai produttori, Stallone decide di imporre come condizione quella di essere scritturato nel ruolo del protagonista. I produttori furono subito in disaccordo con lui, in quanto pensavano per la parte a degli attori già consolidati come Robert Redford, Ryan O’Neal, Burt Reynolds e James Caan. Alla fine Stallone fu accontentato, ma lo script gli fu pagato appena 20.000 dollari.
Per la parte di Adriana, i produttori scelsero Talia Shire poco prima dell’inizio delle riprese, in quanto era molto difficile trovare un’attrice adatta per il personaggio. Il provino piacque subito a Stallone, che scelse immediatamente la Shire, giudicandola perfetta per la parte. Per questo ruolo fu provinata anche l’attrice Susan Sarandon, scartata perché troppo bella per interpretare Adriana.
Rocky è anche considerato uno spartiacque nel campo della tecnologia cinematografica, soprattutto grazie all’utilizzo della prima steadicam. (fonte Wikipedia)
Il film Rocky di John G. Avildsen è disponibile in streaming su ![]()

LA SCHEDA DEL FILM ROCKY (t.or. Rocky)
Regista: John G. Avildsen – Cast: Sylvester Stallone, Talia Shire, Burt Young, Carl Weathers, Burgess Meredith, Joe Spinell, Thayer David, Jimmy Gambina – Genere: Drammatico – Anno: 1976 – Paese: USA – Sceneggiatura: John G. Avildsen – Fotografia: James Crabe – Durata: 1 h 59 min. – Distribuzione: United Artists – MGM Home Entertainment – Data di uscita: 25 marzo 1977 – La scheda film Rocky di John G. Avildsen su Wikipedia
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