La recensione del film Presence a cura di Claudio Montatori. È un film horror che non mette paura e questo sembrerebbe un fallimento, ma invece è esattamente questo l’intento del regista Steven Soderbergh e del suo sceneggiatore David Koepp: nel girare Presence non cercano di stupire, di spaventare con balzi improvvisi del sonoro o di scene splatter, perché in realtà ci parlano di voierismo, di quello del cinema e il nostro di spettatori. Protagonista è la presenza, il fantasma e il suo sguardo nell’indagare i componenti della famiglia Payne, appena arrivata ad occupare il magnifico appartamento di cui abbiamo già fatto conoscenza grazie al fantasma, cioè la macchina da presa, cioè il cinema.
La madre Rebekah (Lucy Liu), glaciale donna in carriera morbosamente innamorata del giovane figlio Tyler (Eddy Maday), una promessa del nuoto agonistico, un bullo della scuola, che ha un pessimo rapporto con sua sorella Chloe (Callina Liang), fragile adolescente in fiore trascurata dalla madre, che piange la morte della sua migliore amica uccisa, pare, da un’overdose.
Infine il padre, Chris (Chris Sulllvan) un uomo sensibile che ama particolarmente Chloe e che però è succube della moglie della quale teme gli azzardi speculativi al limite della legge e da cui vorrebbe divorziare, ma senza convinzione. Presto si aggiunge alla famiglia Ryan (West Mulholland) l’amico del cuore di Tyler che ama raccontarne le gesta non proprio encomiabili, e quando tra Chloe e Ryan nasce una liaison amorosa il film prende un altro ritmo.
È questo che Presence, il fantasma, spia e noi con lui, o forse lei, perché secondo Chloe, che è l’unica a percepirne la presenza, il fantasma un nome ce l’ha ed è quello della sua amica uccisa dalla droga, forse. Effettivamente la per niente demoniaca presenza sembra volerle mostrare la sua esistenza, come se sentisse il bisogno, proprio come capita ai vivi, di essere riconosciuta.
È uno strano film Presence, dove Soderbergh, che qui cura anche la fotografia stando dietro alla macchina da presa, anzi no, dietro l’ iPhone con cui ha girato, si diverte a spiazzare lo spettatore che si aspetterebbe demoniache presenze a cui i personaggi del film devono trovare il modo di sfuggire alle loro malevoli intenzioni, mentre in Presence il male è tra i vivi, l’orrore è lì, tra le famiglie, nelle società disfunzionali in cui viviamo.
Non tutto funziona in Presence, a fronte di una bella fotografia il racconto lascia perplessi circa l’approfondimento dei personaggi, che avrebbe giovato al film che pur essendo girato tutto all’interno dell’appartamento non comunica il senso di claustrofobia che dovrebbe e quando la tensione potrebbe raggiungere l’apice, troppo in fretta arriva la conclusione. Scorre comunque veloce, forse troppo, questo film che comunque segna una svolta del genere di riferimento. (La recensione del film Presence è a cura di Claudio Montatori)

LA SCHEDA DEL FILM PRESENCE (t.o. Presence)
Regista: Steven Soderbergh – Cast: Lucy Liu, Julia Fox, Chris Sullivan, West Mulholland, Callina Liang, Lucas Papaelias, Eddy Maday, Natalie Woolams-Torres – Genere: Horror – Anno: 2024 – Paese: USA – Sceneggiatura: David Koepp – Fotografia: Steven Soderbergh – Durata: 1 h 25 min – Distribuzione: Lucky Red – Data di uscita: 24 Luglio 2025 – Il sito ufficiale del film Presence di Steven Soderbergh
Trama: Presence, il film diretto da Steven Soderbergh, si svolge in una casa dei sobborghi residenziali di una qualsiasi cittadina americana. Ha tutta l’aria di essere un’abitazione comune e anonima, schierata accanto alle altre, con il prato ben curato e un passato di oltre cento anni. Quando ad abitarla arriva la famiglia Payne, alla ricerca di un nuovo inizio dopo un tragico evento che ha segnato profondamente la figlia minore Chloe, iniziano a verificarsi eventi sinistri e inspiegabili…
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