Maldoror | Recensione del Film a cura di Rita Ricucci. Dal 20 agosto arriva al cinema Maldoror di Fabrice Du Welz. Conosciuto per Vinyan (2008) e Adoration (2019), il regista belga continua la sua indagine psicologica con uno straordinario thriller avvincente che non rinuncia a suggestioni horror. Presentato all’81ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Maldoror rilegge il caso del “Mostro di Marcinelle”, il serial killer pedofilo che sconvolse il Belgio alla fine degli anni Novanta.
La scelta di Du Welz è chiara: al centro del racconto c’è Paul Chartier, una splendida e intensa interpretazione di Antony Bajon, giovane gendarme belga, istintivo ed emotivo, sposato con Jeanne, una ragazza di origini siciliane, dalla quale aspetta un figlio.
Il rapimento di due bambine sconvolge Charleroi, un quartiere operaio che Du Welz racconta attraverso una fotografia ferrosa e opprimente: binari ferroviari, tralicci che si intrecciano fino a confondersi sullo schermo.
È la perfetta metafora del caos che caratterizzava il sistema della sicurezza nazionale, quando il conflitto tra i diversi corpi di polizia impediva qualsiasi collaborazione efficace, con conseguenze devastanti per le vittime.
Anche Paul porta con sé un passato difficile, che tiene nascosto persino a Jeanne: un padre in carcere, una madre dedita alla prostituzione d’élite, un’infanzia trascorsa tra criminali.
Eppure, sceglie di indossare una divisa perché vuole davvero “fare la differenza”, “cambiare le cose”. Assorbito completamente dall’indagine, diventa lo sguardo dello spettatore: osserva, scruta, cerca prove che vengono però sistematicamente vanificate dall’omertà, dall’incompetenza e dal disordine dei suoi superiori.
Come se la priorità, per loro, fosse la carriera, anziché la vita delle vittime, mentre il numero delle bambine e delle adolescenti scomparse continua ad aumentare.
Maldoror è un film cupo, in cui i neri sono soffocanti quanto gli spazi attraversati dai personaggi. Le case diventano trappole, le cantine si trasformano nei luoghi in cui si consuma l’orrore sui corpi delle vittime. La sintesi più efficace della visione di Du Welz arriva nella sequenza più apertamente horror, quando Paul si trova faccia a faccia con una crudeltà animalesca, primordiale, simbolo di una società corrotta in cui magistrati, giudici e funzionari sembrano incapaci — o non intenzionati — a fermare il male.
Maldoror è un film destinato a lasciare il segno nel panorama del true crime cinematografico. Più che raccontare un’indagine, mette in scena il fallimento delle istituzioni, le psiche consumate dall’ossessione della giustizia e i corpi logorati dalla rabbia, dalla manipolazione e dalla corruzione.
A rendere tutto ancora più potente sono gli occhi di Paul: i continui primi piani sul suo volto raccontano la violenza dei fatti senza la necessità di mostrarli esplicitamente, lasciando che sia lo sguardo a esprimere ciò che le immagini scelgono di trattenere. Allo spettatore è lasciata la necessità di seguirlo fino alla fine. (Maldoror | Recensione del film a cura di Rita Ricucci)
Trama: Maldoror, film diretto da Fabrice du Welz, si svolge in Belgio nel 1995, in un periodo di grande tensione e paura. La misteriosa e preoccupante scomparsa di due bambine scatena un’ondata di frenesia mediatica, scuotendo profondamente l’intera popolazione. In questo clima di angoscia, incontriamo il giovane e idealista gendarme Paul Chartier (Anthony Bajon). Nonostante la sua inesperienza, viene assegnato a un’unità segreta d’élite, chiamata Maldoror. L’obiettivo di questa squadra è monitorare un pericolosissimo molestatore seriale, ritenuto il principale sospettato della scomparsa delle due giovani. L’operazione, tuttavia, si scontra con le disfunzioni del sistema legale e con i limiti imposti dalla burocrazia. Quando l’intera missione fallisce, Paul si sente esasperato e profondamente disilluso…
Curiosità: La trama del film Maldoror si basa liberamente sulla drammatica vicenda del Mostro di Marcinelle (Marc Dutroux), il noto serial killer e pedofilo che sconvolse il Belgio negli anni ’90. Il film non si concentra sulle vittime, ma segue l’ossessione del giovane poliziotto Paul Chartier nel tentativo di catturarlo.
Il titolo Maldoror è un chiaro riferimento letterario a I Canti di Maldoror del Conte di Lautréamont (Isidore Ducasse), un testo pilastro del surrealismo incentrato sul nichilismo, sull’esplorazione del Male e della violenza estrema.

Maldoror | Recensione
Il regista ha scelto l’attore spagnolo Sergi López per interpretare il redivivo ispirato a Dutroux. L’intenzione dichiarata da Du Welz era quella di ritrarre il criminale come un uomo ordinario, cupo e privo di qualsiasi mitizzazione romantica da “serial killer americano”.
Sebbene sia una co-produzione franco-belga parlata principalmente in francese, in Maldoror è presente anche il dialetto siciliano, dovuto al forte legame del protagonista con la numerosa comunità di immigrati siciliani insediatasi storicamente a Marcinelle e Charleroi.

LA SCHEDA DEL FILM MALDOROR (t.or. Maldoror)
Regista: Fabrice Du Welz – Cast: Anthony Bajon, Alba Gaïa Bellugi, Alexis Manenti, Sergi López, Laurent Lucas, David Murgia, Béatrice Dalle, Lubna Azabal, Félix Maritaud, Melanie Doutey, Jackie Berroyer, Leonardo Raco, Guillaume Duhesme, Robyn Fischetti, Angelina Casucci – Genere: Thriller – Anno: 2024 – Paese: Francia, Belgio – Sceneggiatura: Fabrice Du Welz, Domenico La Porta – Fotografia: Manuel Dacosse – Durata: 2 h 35 min. – Distribuzione: Movies Inspired – Data di uscita: 20 Agosto 2026 – La scheda del film Maldoror di Fabrice Du Welz su Wikipedia
GUARDA IL TRAILER UFFICIALE DEL FILM MALDOROR:

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