L’uomo senza sonno | Recensione del Film a cura di Michele Canalini. Un uomo che vive da solo in uno sperduto paesino dell’immensa provincia americana, che lavora presso un’industria pesante come operaio e che non dorme da più di un anno. Quest’uomo è Trevor Retznik, è giovane, ha una barbetta bionda poco curata e ha un fisico tutto pelle e ossa, quasi fosse appena uscito da un campo di concentramento. Quest’uomo è L’uomo senza sonno di Brad Anderson e ha la faccia e soprattutto la corporatura dimagrita di trenta chili di Christian Bale, quasi irriconoscibile in questa veste da scheletro
ambulante. Il nostro protagonista non riesce a dormire da più di un anno perché non ha ancora trovato la via d’uscita dalla sua prigionia mentale, dai suoi incubi e dalla sua mania persecutoria: si rende conto gradualmente di essere vittima di un complotto collettivo, come il Cary Grant di Intrigo internazionale; ma le trame in cui si è avviluppata la propria vita si reggono sui sottili e delicati fili dell’ossessione snervante, ai limiti dell’allucinazione psichica e del delirio conturbante de La donna che visse due volte.
Altri potrebbero essere i richiami hitchcockiani ne L’uomo senza sonno, ma tanto basta per rendere il debito che Brad Anderson deve al maestro inglese della suspense e per evidenziare la linea di continuità su cui si innesta Trevor Retznik, tormentato dall’inizio alla fine dal suo vortice di pensieri e ricordi, di immagini e flashback, verso quel delirio esistenziale che trova requie solo alla fine del proprio precipizio personale.
Molto felice, del resto, si rivela la scelta del regista di filtrare solo alcuni colori della pellicola, consentendo così di operare una precisa scelta cromatica e di far emergere quell’opposizione tra chiaro e scuro che corrisponde psicologicamente all’animo turbato di Trevor (particolarmente suggestive le immagini all’interno della fabbrica, tra manovali circondati da enormi macchine, spaventose per i loro congegni, simili ai macchinari di una fabbrica di inizio secolo, il tutto avvolto in una tetra atmosfera di oppressione e indifferenza).
E per non mancare alla lista delle citazioni, a far compagnia al nostro protagonista si presenta un amico che somiglia alla brutta copia del colonnello Kurtz che Marlon Brando ha immortalato nei fotogrammi di Coppola; e questo personaggio tanto misterioso quanto angosciante (specie per quell’obbrobrio di chirurgia che gli ha appiccicato un alluce al posto del pollice di una mano!) diventa un’ombra ossessiva per il buon Trevor fino al catartico finale della vicenda (e qui ci fermiamo per non mancare di rispetto a chi deve ancora vedere il film).
Lo stesso regista ci ha voluto mostrare di persona un altro dei suoi riferimenti culturali, quell’idiota dostoevskijano che lo stesso Trevor legge nei momenti di tregua della sua alienazione mentale: che egli sia la proiezione del principe “buono” o si identifichi altrimenti nell’alter ego del personaggio ansioso in cerca di una verità nei meandri della propria coscienza, comunque lo consideriamo, Trevor Retznik viva la propria condizione di estraniato dagli altri e dal mondo, in questo mondo in cui la presenza di Dio è ridotta allo zero.
Trevor è distratto, in un incidente sul lavoro per causa sua un operaio perde un braccio, lentamente incomincia a inimicarsi i propri compagni in fabbrica, perde l’amicizia della prostituta-amica, unica forse con cui ha un rapporto vero, e poi tutti gli altri che gravitano intorno a lui.
Ma allora è vero, egli è al centro di questo complotto, e i bigliettini che trova di volta in volta incollati sul proprio frigorifero di casa sono messaggi per spaventarlo, per farlo crollare psicologicamente; oppure la sua altro non è che una costruzione mentale, un’immaginazione continua frutto della paranoia? Non ci resta che comportarci come la protagonista (femminile) de Il Sospetto sempre di Hitchcock, sempre più convinta, nelle sue congetture, dell’esistenza di una macchinazione nei suoi confronti (e in questo caso Cary Grant sta dall’altra parte, nel ruolo di chi complotta): dobbiamo vivere la tensione fino in fondo, per potere capire, per poter dare un volto alla verità, per poterci liberare dai pesi del passato.
Ed è quello che ritroviamo ne L’uomo senza sonno di Anderson, in grado di mantenere uno stato continuo di apprensione dal primo all’ultimo minuto, aiutando solo di tanto lo spettatore disseminando qua e là tracce nel percorso di Trevor Retznik, senza però dare la chiave di soluzione dell’enigma. Come in un thriller che si rispetti, d’altronde. (L’uomo senza sonno | Recensione del film a cura di Michele Canalini)
Trama: L’uomo senza sonno, il film diretto da Brad Anderson, vede protagonista Trevor Reznik (Christian Bale), giovane operaio che non dorme da un anno esatto. L’assenza di riposo, ha reso debole il suo fisico e destabilizzato in maniera profonda la sua mente. Quando un incidente sul lavoro avvenuto per causa sua, provoca la perdita del un braccio di un suo collega, il suo stato psicologico arriva a toccare il punto più basso. Gli altri operai fanno di tutto perché se ne vada e, come se non bastasse, alcuni strani indizi iniziano a comparire misteriosamente a casa sua: fotografie, post-it con messaggi inquietanti e, per finire, l’apparizione di un uomo che nessun altro oltre lui sembra vedere. Giunto ormai sull’orlo della follia, Trevor farà di tutto per tentare di scoprire cosa gli stia accadendo. Ma le sue ossessioni sono frutto della sua mente oppure è vittima di un complotto che mira a punirlo per gli errori commessi?
Curiosità: Il film L’uomo senza sonno è stato proiettato in anteprima al Sundance Film Festival il 18 gennaio 2004. Ottenne una distribuzione limitata in alcune sale statunitensi il 22 ottobre 2004 per poi essere distribuito in modo esteso il successivo 3 dicembre. In Italia arrivò invece nelle sale il 19 novembre 2004.
Nel film sono numerosi i riferimenti alle opere del grande scrittore russo Fëdor Dostoevskij, da cui lo sceneggiatore, Scott Kosar, è stato influenzato: il primo è visibile mentre Trevor è al luna park con Nicholas mentre sta facendo un giro sull’attrazione “Route 666”, ove si legge un’insegna che recita Crime and Punishment (Delitto e castigo); successivamente il protagonista legge The Idiot (L’idiota); la stessa trama de L’uomo senza sonno ha qualcosa in comune con Il sosia, altra celebre opera.
Sparse nella pellicola vi sono anche diversi riferimenti all’opera dello scrittore Franz Kafka: Trevor possiede a casa una copia di The Castle (Il castello), evidente richiamo all’atmosfera kafkiana che caratterizza l’intero L’uomo senza sonno.
Brad Anderson ha avuto come fonte di ispirazione grandi maestri del cinema come Roman Polański, Alfred Hitchcock, David Lynch e David Cronenberg, usando elementi caratteristici della loro cinematografia. Il protagonista che soffre d’insonnia e che per questo soffre di sdoppiamento della personalità è invece un chiaro riferimento a Fight Club uscito pochi anni prima.
Durante la scena girata in metropolitana, si può vedere la locandina di Rottweiler, altra produzione di Julio Fernández Rodríguez. Il nome del protagonista è ispirato a quello del fondatore del gruppo Nine Inch Nails, Trent Reznor. L’uomo senza sonno ha ispirato l’omonimo brano di Murubutu, L’uomo senza sonno. (fonte Wikipedia)
L’uomo senza sonno (The Machinist) ha ricevuto diverse nomination, soprattutto per l’interpretazione di Christian Bale (Saturn Awards, European Film Awards, London Critics Circle), riconoscendo la sua trasformazione fisica e la performance drammatica, oltre a nomination per il cast di supporto, la colonna sonora e la sceneggiatura, ma ha vinto pochi premi effettivi, con nomination importanti come quelle ai Goya per Roque Baños (colonna sonora) e premi di settore come i Fangoria Chainsaw Awards.
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LA SCHEDA DEL FILM L’UOMO SENZA SONNO (t.or. The machinist)
Regista: Brad Anderson – Cast: Christian Bale, Jennifer Jason Leigh, Aitana Sánchez-Gijón, John Sharian, Michael Ironside, Larry Gilliard Jr., Reg E. Cathey, Anna Massey, James Depaul, Craig Stevenson, Matthew Romero Moore, Reg Wilson – Genere: Thriller – Anno: 2004 – Paese: Spagna, Stati Uniti, Regno Unito e Francia – Sceneggiatura: Scott Kosar – Fotografia: Charlie Jiminez, Xavi Giménez – Durata: 1 h 41 min – Distribuzione: Paramount Classics, Nexo – Data di uscita: 19 novembre 2004 – La scheda del film L’uomo senza sonno di Brad Anderson su Wikipedia
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