L’infiltrata | Recensione del Film a cura di Rita Ricucci. Dal 5 febbraio, in sala, L’infiltrata, un film di Arantxa Echevarria, un thriller asciutto e rigoroso che si concentra sul lento lavoro di un’identità, quella di un’agente di polizia, che rischia di dissolversi nell’identità incerta di una cospiratrice politica. Il film narra, infatti, la vicenda reale di Aranzazu Berradre Marin, la prima donna della Polizia Nazionale spagnola ad essersi infiltrata per ben otto anni nel gruppo terroristico ETA alla soglia della sua sconfitta.
Siamo a cavallo del 1996 quando la giovane recluta Monica Marin, l’intensa Caroline Yuste, accetta l’incarico e prende il nome Arantxa, Aran. Stabilitasi a San Sebastian, conosce un gruppo di giovani terroristi pronti al proprio martirio in nome dell’indipendenza e il socialismo, al grido di “lunga vita ai baschi”.
Echevarría costruisce un racconto di infiltrazione privo di eroismi evidenti. Non si tratta, infatti, di scontri a fuoco, di attentati da sventrare e assalti a sorpresa. Piuttosto L’infiltrata è un film sulla routine quotidiana di Aran che è fatta di nuove amicizie, che si trasformano in complicità e vera fiducia. È Aran il cambiamento, non la politica; è Aran il nuovo orizzonte, non il Paese. Unico a restarle accanto è il suo capo, Angel, Luis Tosar, che le ribadisce, ad ogni incontro segreto, la differenza tra un’infiltrata, la quale non esiste più per il mondo e alla quale nulla sarà riconosciuto, né il successo né l’insuccesso dell’operazione; e un’agente sotto copertura che avrebbe tutti gli onori da parte dello Stato.
Per questo il campo di battaglia per Aran, non è la strada ma la sua coscienza: l’intensità del film si spiana sui primi piani del volto di Aran, chiamata a un’esistenza alternativa fino a rischiare di smarrire la propria.
Il cuore de L’infiltrata è la trasformazione progressiva della protagonista, che vive una scissione sempre più profonda tra ruolo e persona. L’infiltrazione non è presentata come una semplice strategia operativa, ma come un processo corrosivo anche perché si ritroverà a vivere con uno dei mandanti più ricercati dalla giustizia spagnola e finirà per scoprirne una fragilità molto simile alla sua, nell’essere e sentirsi soli.
La scrittura visiva insiste su questa ambiguità attraverso inquadrature strette, spazi chiusi, interni opprimenti che restituiscono una sensazione di claustrofobia morale. Anche quando l’azione si apre all’esterno, la macchina da presa resta addosso ai corpi, come a ricordare che non esiste mai un vero “fuori”.
Sul piano formale, L’infiltrata lavora per sottrazione e conferisce al film un andamento ipnotico, a tratti spiazzante per chi si aspetta un thriller convenzionale, ma coerente con l’idea di un’infiltrazione vissuta come logoramento progressivo. La tensione non esplode: si accumula.
Insomma, Arantxa Echevarría firma un’opera matura che usa il dispositivo del poliziesco per interrogare temi più ampi: la performatività dell’identità, il prezzo dell’obbedienza, la solitudine strutturale di chi vive tra due mondi.
L’infiltrata non cerca consolazioni né catarsi; lascia lo spettatore in una zona di inquietudine produttiva, invitandolo a riflettere su quanto, in fondo, ogni ruolo sociale comporti una quota di maschera — e su quanto sia facile dimenticare il volto che c’è sotto. (L’infiltrata | Recensione del film a cura di Rita Ricucci)
Trama: L’Infiltrata, il film diretto da Arantxa Echevarría, racconta la storia di Aranzazu Berradre Marín (Carolina Yuste), l’unica donna poliziotta spagnola a essere riuscita a infiltrarsi nell’organizzazione terroristica dell’ETA. Quando Aranzazu, appena ventenne, accetta una missione ad alto rischio, si fa passare per una simpatizzante della sinistra nazionalista basca con lo pseudonimo di Arantxa Berradre Marín. Per otto lunghi anni, vive una doppia vita, costretta a tagliare ogni legame con la sua famiglia per non compromettere la copertura. La svolta della missione arriva quando l’ETA la contatta per usare il suo appartamento come base operativa. Il suo compito, che finora consisteva nel raccogliere informazioni, diventa drammaticamente più difficile. Deve infatti convivere con due pericolosi membri del gruppo…
Curiosità: L’Infiltrata racconta la vicenda reale di Aranzazu Berradre Marín, l’unica agente di polizia donna nella storia della Spagna ad essere riuscita a infiltrarsi con successo nell’organizzazione terroristica ETA.
A differenza di molte missioni sotto copertura cinematografiche che durano poche settimane, la vera Aranzazu ha vissuto una doppia vita per ben otto anni (dai primi anni ’90). Durante questo periodo, ha dovuto tagliare ogni legame con la sua famiglia per non essere scoperta.
L’agente, appena ventenne all’epoca, si presentò come una simpatizzante della sinistra nazionalista basca. La sua missione divenne critica quando l’ETA le chiese di utilizzare il suo appartamento come base operativa, trasformando il suo ruolo da semplice osservatrice a elemento logistico chiave.

LA SCHEDA DEL FILM L’INFILTRATA (t.or. La infiltrada)
Regista: Arantxa Echevarría – Cast: Carolina Yuste, Luis Tosar, Iñigo Gastesi, Diego Anido, Nausicaa Bonnín, Pepe Ocio, Víctor Clavijo, Pedro Casablanc, Jorge Rueda – Genere: Thriller – Anno: 2025 – Paese: Spagna – Sceneggiatura: Amélia Mora, Arantxa Echevarría – Fotografia: Javier Salmones – Durata: 1 h 58 min. – Distribuzione: Movies Inspired – Data di uscita: 5 febbraio 2026 – Il sito ufficiale del film L’infiltrata di Arantxa Echevarría
GUARDA IL TRAILER UFFICIALE DEL FILM L’INFILTRATA:

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