Lettere da Iwo Jima | Recensione del Film a cura di Mirko Nottoli. Già dalle prime note si capisce che quella di Lettere a Iwo Jima è una campana che suona a lutto. E’ una veglia funebre in attesa del sacrificio estremo. Nessuno dei soldati giapponesi, chiamati a difendere l’isola strategica di Iwo Jima, sperava di far ritorno a casa. L’unica speranza, per loro, era quella di una morte onorevole. La seconda parte del dittico dedicato alla battaglia di Iwo Jima è un film di guerra senza la guerra, dove gli scoppi delle granate si sentono di riflesso all’interno delle grotte scavate nella roccia, nel cuore della terra.
Se in Flags of Our Fathers c’era una bandiera qui c’è una manciata di lettere ritrovate oggi in quegli stessi luoghi, una testimonianza per rileggere la tragedia attraverso gli occhi di chi quella tragedia la visse, per rendersi conto di come, al di là delle diversità culturali, le lettere degli uni erano in tutto e per tutto identiche alle lettere degli altri.
Di nuovo il cinema di Eastwood è un cinema di uomini, di individui, di singoli, uguali perché diversi. Amici, nemici, eroi, codardi, vincitori e vinti sono categorie prive di senso quando si sta per morire, buone giusto per i libri di storia, scritti da chi non c’era.
Il nemico, semmai ci fosse, va ricercato nei piani alti dei palazzi di potere, di qualsiasi colore si vestano.
Flags of Our Fathers e Lettere da Iwo Jima ci dicono che l’animo di un uomo è grande nonostante gli squallori che è costretto a subire e a compiere. Due film accomunati dallo stesso episodio ripreso in campo e controcampo ma due film profondamente diversi, sia nello stile, sia nei temi.
Più di denuncia il primo, più introspettivo il secondo. L’unico rapporto visivo che li lega realmente è la famosa bandiera a stelle e strisce che si vede sventolare per un secondo in lontananza, un puntino indistinguibile e anonimo, simbolo fattivo delle diverse priorità dei due schieramenti.
In quel secondo Eastwood riesce a restituirci del conflitto una visione completa a 360° gradi, a unire gli opposti in un singolo, strettissimo, sguardo colmo di partecipazione. Dalla retorica è quasi impossibile sfuggire nelle pellicole di guerra perché forse la retorica è insita nella guerra stessa, e chissà se sia poi davvero retorica.
Eastwood comunque non indugia su alcuna spettacolarizzazione, non muove a pietismo calcando i toni del melodramma, non gonfia i cuori sventolando vessilli, non cerca lacrime attraverso sentimentalismi alla melassa, peccando solo per qualche lentezza eccessiva a circa metà Lettere da Iwo Jima.
La follia della guerra sta sullo sfondo. Al suo posto c’è il rispetto infinito per l’essere umano, che è tale anche per le sue paure, i suoi errori, le sue debolezze. Ken Watanabe, il generale Kuribayashi nel film, ha detto: tutto è talmente autentico che mi ha fatto piangere. E anche vergognare un po’: in sessant’anni nessun giapponese aveva mai trattato questa pagina di storia così dolorosa e toccante. Tanto di cappello caro Clint. Alla notte degli Oscar faremo, ancora una volta, il tifo per te. (Lettere da Iwo Jima | Recensione del film a cura di Mirko Nottoli)
Trama: Lettere da Iwo Jima è un film del 2006 diretto da Clint Eastwood. Nel 1944 lo scontro tra Giappone e America si fa sempre più decisivo per i paesi coinvolti nella Seconda Guerra mondiale. Dopo aver perso porzioni di territorio nel sud del Pacifico, il governo giapponese incarica il generale Tadamichi Kuribayashi (Ken Watanabe) di difendere l’avamposto sull’isola di Iwo Jima. Al generale viene affidato un manipolo di soldati, per lo più inesperti e costretti all’arruolamento forzato. Tra essi ci sono il panettiere Saigo (Kazunari Ninomiya) e il fedele amico Kashiwara (Takashi Yamaguchi). Persuaso dalle lamentele dei due soldati, il generale ordina di abbandonare gli scavi delle trincee per dedicarsi alla creazione di una rete sotterranea, ricavata dalle numerose grotte disseminate sull’isola, che possa collegare segretamente tutti gli avamposti di Iwo Jima. Il generale, dunque, sceglie di fortificare le retrovie concentrando le operazioni militari sul monte Suribachi. Mentre Saigo viene assegnato all’operazione, lo sfortunato Kashiwara sarà infettato da un’epidemia che lo condurrà alla morte. Nel frattempo…
Curiosità: Il film Lettere da Iwo Jima è quasi interamente girato in lingua giapponese, ma è di produzione statunitense. Anche in Italia, come negli Stati Uniti, è stato distribuito con i sottotitoli. Nella versione DVD è stato aggiunto il doppiaggio in italiano. (fonte Wikipedia)
La sceneggiatura trae ispirazione dal libro di saggistica “Gyokusai Soshireikan” no Tegami del generale Tadamichi Kuribayashi, che raccoglie le vere lettere inviate dal comandante ai suoi familiari durante la difesa dell’isola.
Gran parte del film Lettere da Iwo Jima è stato girato in Islanda e in California, poiché l’accesso all’isola di Iwo Jima è strettamente limitato dalle autorità giapponesi per la presenza di ordigni inesplosi e per il suo valore di memoriale di guerra.
Oltre al generale Kuribayashi (Ken Watanabe), il film ritrae il barone Takeichi Nishi, campione olimpico di equitazione a Los Angeles 1932, morto effettivamente durante la battaglia.
Lettere da Iwo Jima è stato un successo commerciale, soprattutto se rapportato al suo budget contenuto per un film di guerra (19 milioni di dollari), arrivando a incassare nel mondo oltre oltre 68,6 milioni di dollari. Il film ha dominato il botteghino giapponese, incassando circa 42,8 milioni di dollari, superando di gran lunga il capitolo “americano” Flags of Our Fathers. In Italia ha registrato un incasso totale di circa 750.000 euro.
Il film Lettere da Iwo Jima ha ricevuto un’accoglienza trionfale dalla critica mondiale. Ai Premi Oscar 2007 ha vinto la statuetta per il Miglior montaggio sonoro. Ha ricevuto altre 3 nomination pesanti: Miglior film, Miglior regia e Migliore sceneggiatura originale. Ha vinto inoltre il Golden Globe 2007 come Miglior film straniero. Il National Board of Review lo ha eletto Miglior film dell’anno nel 2006.
In Italia ha vinto il Nastro d’Argento per il Miglior film straniero e in Giappone il premio come Miglior film in lingua straniera ai Japan Academy Film Prize.

LA SCHEDA DEL FILM LETTERE DA IWO JIMA (t.or. Letters from Iwo Jima)
Regista: Clint Eastwood – Cast: Ken Watanabe, Kazunari Ninomiya, Tsuyoshi Ihara, Ryô Kase, Shidô Nakamura, Hiroshi Watanabe, Takumi Bando, Yuki Matsuzaki, Takashi Yamaguchi, Eijiro Ozaki, Nae Yuuki, Nobumasa Sakagami, Lucas Elliott, Sonny Saito, Steve Santa Sekiyoshi, Ikuma Ando, Masashi Nagadoi – Genere: Guerra – Anno: 2006 – Paese: USA – Sceneggiatura: Iris Yamashita – Fotografia: Tom Stern – Durata: 2 h 20 min. – Distribuzione: Warner Bros. Italia – Data di uscita: 16 febbraio 2007 – Il sito ufficiale del film Lettere da Iwo Jima di Clint Eastwood
GUARDA IL TRAILER UFFICIALE DEL FILM LETTERE DA IWO JIMA:

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