La più celebre famiglia di comici di tutti i tempi che è riuscita a portare sullo schermo il proprio divertimento, la propria ilarità e la propria irriverenza, nonostante il pubblico dell’epoca (siamo nel 1933) non fosse così pronto a recepire e comprendere nel giusto modo le varie trovate dei protagonisti. Il film in questione è La guerra lampo dei fratelli Marx diretto da Leo McCarey nel 1933. Incentrato sulla tragicomicità della guerra, è ancora oggi uno dei film comici più noti.
La vicenda si svolge nell’immaginaria città-stato di Freedonia dove la ricca signora Tuesdale accorda al governo un grosso prestito a patto che come nuovo capo del governo venga eletto Rufus T. Firefly, un uomo che alterna atti di autoritarismo a gesti di chiara matrice anarchica. Appena riesce a salire al potere mette subito scompiglio nel governo, promuovendo leggi bizzarre e facendo scoppiare una guerra col vicino stato di Sylvania.
La guerra lampo dei fratelli Marx fu accolto tiepidamente dal pubblico che non riusciva, all’epoca, a coglierne l’ironia, ma fu riscoperto e apprezzato con i movimenti di protesta contro la guerra del Vietnam. In Itaia, invece, a causa della censura fascista, arrivò con grande ritardo, dal momento che era ritenuto erroneamente un attacco diretto contro Mussolini.
Nonostante tutto, però, il film è riuscito a conquistare il grande pubblico nel corso del tempo anche e soprattutto perché ha una sua unità anarchica, un ritmo scoppiettante e strambo che mette a dura prova lo spettatore e rende difficile il lavoro ai traduttori che hanno a che fare con giochi di parole yiddish dei Marx e con una storia strampalata, per niente lineare.
Bisogna, però, porre l’attenzione sul grande lavoro fatto da Leo McCarey, il regista, spesso sottovalutato che, grazie a una grande esperienza del cinema muto, aveva cambiato i tempi di recitazione dei fratelli Marx, tagliando gli intermezzi sentimentali e le parentesi musicali.
Naturalmente, per un’analisi approfondita del film, occorrerebbe menzionare ognuno dei fratelli Marx con le proprie caratteristiche che vengono cambiate e modificate dal regista, che le mette al servizio della storia mostrata.
Una storia, quella raccontata da McCarey con una sceneggiatura che sembra procedere più per accumulo di situazioni comiche che per una vera e propria linea narrativa. Al centro di tutto c’è, però, il concetto di dominio, su più fronti. Dal dominio dell’uomo sui suoi simili a quello sulla donna, passando per guerre senza senso che sono il vero fulcro attorno al quale ruota la storia che sembra prendere in giro questo aspetto.
Una vera e propria satira, anche crudele, contro ogni tipo di militarismo e di Stato, che non si ripete mai, ma (si) prende in giro continuamente e costantemente nella maniera più intelligente possibile. Ed è una satira anche nel titolo stesso. Quello originale è Duck Soup, nato probabilmente sulla scia dei due precedenti film dei Marx, Monkey Business del 1931 e Horse Feathers del 1932. Un titolo che si rifà allo slang americano e in particolare a un’espressione che si può tradurre con qualcosa di facile da fare. Perché alla fine quello che mettono in scena è qualcosa di facile da (non) fare.
Precedendo temporalmente Il grande dittatore, La guerra lampo dei fratelli Marx ha (avuto) un compito non indifferente in termini di influenze e richiami. In qualche modo ha anticipato la celebre pellicola di Chaplin che, allo stesso, modo si prende gioco del potere portandolo all’estremo per far riflettere gli spettatori, ma arriva a influenzare anche un titolo più recente e altrettanto noto: Il dottor Stranamore di Kubrick.

Poi, si potrebbe disquisire anche di alcuni momenti celebri del film, come, per esempio, la scena dello specchio tra Harpo e Groucho. Una gag esilarante dove i due sono l’uno il riflesso dell’altro, come in uno specchio. L’imitazione è talmente precisa, anche nelle mosse più assurde, da rasentare la perfezione. Grandi anticipatori dei tempi e di tutti i meccanismi che oggi sono all’ordine del giorno e che quasi non sorprendono più, arrivano anche a far dubitare lo spettatore su chi sia il riflesso di chi, complice anche il fatto che a un certo punto si inserisce un altro fratello a destabilizzare ulteriormente.
Forse il titolo più riuscito dei fratelli, La guerra lampo dei fratelli Marx è ancora oggi oggetto di interesse da parte di molti che, analizzando tutte le mescolanze introdotte, vedono nella satira un modo anche crudele di guardare al mondo, ma anche alla storia, passata, presente e futura. Lo era IERI, lo è OGGI e lo sarà DOMANI. (Analisi critica del film La guerra lampo dei fratelli Marx di Leo McCarey a cura di Veronica Ranocchi)

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