LA DONNA PIÙ RICCA DEL MONDO, recensione del film di Thierry Klifa


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La donna più ricca del mondo | Recensione del Film a cura di Alessandro Bizzotto. C’è una tensione che serpeggia fin dall’inizio. Non è mai dichiarata: si insinua. La donna più ricca del mondo di Thierry Klifa costruisce il racconto su questa vibrazione continua, un equilibrio instabile che promette continuamente un crollo, una rivelazione che però, ostinatamente, non arriva. È proprio questa la sua natura più controversa. Il film sembra preparare, scena dopo scena, un’esplosione emotiva o morale: i rapporti si caricano di ambiguità, i dialoghi sfiorano zone pericolose.

La Donna Più Ricca del Mondo | Recensione | Poster

La Donna Più Ricca del Mondo | Recensione | Poster

Ma il regista trattiene, non accelera e non affonda. Preferisce restare su una linea tesa che lascia ogni possibilità aperta e allo stesso tempo, forse, negata.

Una scelta che può apparire come un limite reale: quella costruzione che accumula senza mai liberare davvero l’energia che genera. Tant’è che La donna più ricca del mondo, a tratti, sembra davvero sul punto di diventare altro (più feroce, più definitivo) senza mai farlo completamente.

Lo spunto è l’affaire Bettencourt, scandalo giudiziario-politico che vide al centro l’erede del fondatore L’Oréal, Liliane Bettencourt, rielaborato in forma narrativa attraverso il personaggio di Marianne Farrère (Isabelle Huppert): capo di un impero cosmetico ma esposta a crepe intime che il denaro non riesce a nascondere.

Quando nella sua vita irrompe Pierre-Alain Fantine (Laurent Lafitte), fotografo mondano e provocatorio, viene sedotta con un’idea di vita artistica, apparentemente svincolata da ogni regola. Quello che inizialmente appare come un incontro stimolante, però, si trasforma in un rapporto sempre più pervasivo, in cui Marianne sembra concedere fiducia (e risorse finanziarie) senza che sia mai chiaro dove finisca l’affetto e dove inizi l’influenza.

Intorno a loro, così, l’ambiente familiare si svela fragile e carico di tensioni: un marito (André Marcon) poco interessato a opporsi, una figlia (Marina Foïs) emotivamente distante ma destinata a raccogliere l’eredità, e una casa abitata anche da presenze silenziose come il maggiordomo Jérôme (Raphaël Personnaz), che osserva gli equilibri alterarsi con inquietudine.

Paradossalmente, è proprio nella reticenza con cui Klifa sembra trattare un materiale potenzialmente esplosivo che si nasconde qualcosa di ipnotico: il regista non realizza un film sulla ricchezza nel senso più sociologico. La osserva come un ambiente, una condizione dell’essere che altera tutto: i gesti, le parole, i sentimenti. Già dall’inizio, quando la figlia chiede alla Marianne di passare il pomeriggio insieme e quella le risponde “Per fare cosa?”.

Ne nasce un mondo ovattato in cui anche i conflitti sembrano, almeno all’inizio, attenuati da una patina di controllo. Proprio questo controllo, questo rifiuto di esplodere, diventa il vero tema del film.

Farsa? Dramma? Satira sociale? Non importa: il fascino de La donna più ricca del mondo sta anche in questo. Al centro, una figura femminile che non è solo potente: è soprattutto un sistema chiuso, autosufficiente, quasi astratto, attorno a cui gravitano figure che sembrano attratte non solo dalla ricchezza, ma dalla possibilità di riflettersi in essa. Relazioni sia intime sia strategiche, mai decifrate fino in fondo.

Ma, se la sceneggiatura trattiene, i corpi e i volti sullo schermo vibrano. Isabelle Huppert ci ha talmente abituato all’eccellenza da rendere una parte del pubblico quasi anestetizzata ai suoi eccessi di bravura: eppure qui, ancora una volta, supera se stessa. Sembra muovere le fila di un teatro facendo convivere crudele e tragico, e la sua Marianne è credibile nel lamentare la vuotezza della sua vita – causa di emicranie e malesseri di varia natura – pur essendo la prima a spargere sulla sua famiglia una vaga anaffettività.

È Laurent Lafitte, nel ruolo del fotografo sfrontato, ad abitare quell’ambiguità senza cercare di risolverla, per renderla viva. Dispensa un fascino sgradevole, vagamente untuoso, crogiolandosi nell’ambivalenza con magistrale nonchalance. Il gelo familiare trova espressione nell’apparente fissità di Marina Foïs, figlia silenziosa ma d’inflessibile determinazione. E nelle pieghe più discrete del racconto si inserisce Raphaël Personnaz nel ruolo di un maggiordomo che potrebbe restare sullo sfondo, ma che diventa uno degli sguardi più necessari del film: comprende prima degli altri ma non invade la scena, forse l’unico a cogliere davvero la deriva.

Huppert, Lafitte, Foïs e Personnaz sono stati tutti candidati al César 2026. Lafitte ha vinto, ottenendo meritatamente la sua prima statuetta alla quarta nomination. Ma avrebbero meritato tutti e quattro.

Eppure, La donna più ricca del mondo è difficile da amare in modo viscerale: non soddisfa e probabilmente non vuole farlo. Resta addosso come una sensazione elegante ma irrisolta, ed è in quella promessa sospesa che trova la sua forma più sincera. Un oggetto cinematografico elegante e inquieto, che continua a lavorarti dentro anche quando sembra essersi già dissolto. (La donna più ricca del mondo | Recensione del film a cura di Alessandro Bizzotto)

Trama: Ispirato a una storia vera, La donna più ricca del mondo di Thierry Klifa segue una potente ereditiera modellata sulla figura di Liliane Bettencourt. Donna ricchissima ma fragile, che intreccia un rapporto ambiguo con un fotografo. Tra manipolazione, solitudine e lotte familiari, emergono tensioni legate al controllo del suo patrimonio e alla sua vulnerabilità psicologica, mentre chi le sta intorno cerca di approfittarne o di proteggerla.

La Donna Più Ricca del Mondo | Recensione

La Donna Più Ricca del Mondo | Recensione

Critica: L’accoglienza della stampa francese per La donna più ricca del mondo di Thierry Klifa è stata buona, anche se a tratti tiepida e segnata da giudizi moderati. Molti recensori hanno riconosciuto al film eleganza formale e buona qualità nella scrittura, oltre a interpretazioni di altissimo livello. Allo stesso tempo, una parte della critica ha sottolineato come La donna più ricca del mondo non riesca a sfruttare pienamente il potenziale drammatico e politico della storia reale a cui si ispira: gli è stato rimproverato un certo pudore nel trattare gli aspetti più controversi e scandalosi della vicenda, che finiscono per essere attenuati in favore di un tono più leggero e quasi da commedia di costume.

Incassi: Nel contesto di un periodo difficile per le sale francesi, che a ridosso della festa di Tutti i Santi hanno registrato solo 2,8 milioni di biglietti venduti in cinque giorni, La donna più ricca del mondo si è distinta con un avvio decisamente solido. Il film ha debuttato con circa 39.000 spettatori (più 21.000 dalle anteprime), per poi chiudere il primo weekend in testa al box office con 285.000 ingressi in 433 sale, confermandosi come uno dei migliori esordi dell’anno per un titolo d’autore. È il miglior lancio della carriera recente del regista e colloca La donna più ricca del mondo tra i maggiori successi francesi del 2025 e tra le migliori aperture per un’opera interpretata da Isabelle Huppert negli ultimi decenni.

Curiosità: Il film La donna più ricca del mondo è ispirato alla figura reale di Liliane Bettencourt, erede dell’impero L’Oréal, una delle donne più ricche del mondo e protagonista di un celebre scandalo finanziario e familiare in Francia. La storia riprende in modo abbastanza evidente il rapporto controverso tra lei e un fotografo più giovane accusato di approfittarsi della sua fragilità.

Anche il personaggio della figlia è ispirato a Françoise Bettencourt-Meyers, che nella realtà ebbe un ruolo centrale nella vicenda legale contro l’entourage della madre, arrivando a denunciare presunti abusi e manipolazioni. Ma La donna più ricca del mondo non è un biopic diretto: i nomi dei personaggi e diversi dettagli sono modificati, e la narrazione si prende libertà creative.

Una scena del film La Donna Più Ricca del Mondo | Recensione e Analisi critica di Alessandro Bizzotto

LA SCHEDA DEL FILM LA DONNA PIÙ RICCA DEL MONDO (t.or. La Femme la Plus Riche du Monde)

Regista: Thierry Klifa – Cast: Isabelle Huppert, Laurent Lafitte, Marina Foïs, Raphael Personnaz, André Marcon, Mathieu Demy, Micha Lescot, Joseph Olivenness – Genere: Drammatico – Anno: 2025 – Paese: Francia, Belgio – Sceneggiatura: Thierry Klifa, Cédric Anger, Jacques Fieschi – Fotografia: Hichame Alaouie – Durata: 2 h 3 min. – Distribuzione: Europictures – Data di uscita: 16 Aprile 2026 – La scheda del film La Donna Più Ricca del Mondo di Thierry Klifa su IMDB

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LA DONNA PIÙ RICCA DEL MONDO – TRAILER UFFICIALE

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