LA DONNA CHE VISSE DUE VOLTE di Alfred Hitchcock | recensione di un capolavoro


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La donna che visse due volte | Recensione. L’agente di polizia, John “Scottie” Fergus (James Steward), durante un inseguimento sui tetti dei grattacieli di San Francisco, ha un incidente: resta aggrappato ad un cornicione, soffre di vertigini e rimane completamente paralizzato dalla paura. Un suo collega, nel tentativo di salvarlo, precipita nel vuoto e muore. Questo tragico evento cambia la vita di Scottie che lascia la polizia.

La donna che visse due volte | Recensione | Poster

La donna che visse due volte | Recensione | Poster

Un suo ex compagno di college, ricco costruttore navale, Galvin Elster, gli chiede di assumere l’incarico di vigilare sulla sua bellissima moglie Madeleine (Kim Novak), la quale, da qualche tempo ha degli atteggiamenti molto particolari, strane ossessioni, incline al suicidio. Il marito teme che stia diventando pazza. La donna crede di essere la reincarnazione della bisnonna materna, Carlotta Valdes, la quale, abbandonata dall’amante e privata della figlia nata dalla loro relazione, muore suicida a 26 anni, la stessa età di Madeleine. Scottie è scettico, esitante, ma quando Elster gli mostra Madeleine rimane folgorato e accetta l’incarico….

Idea Centrale

Ne La donna che visse due volte si mescolano, in un incastro perfetto, il racconto d’amore, la trama gialla e il viaggio nei misteri della psicanalisi.

Recensione

Tratto da un romanzo di una coppia di giallisti francesi, Boileau e Narcejac, La donna che visse due volte è uno dei film più inquietanti del regista, sempre in bilico fra erotismo e necrofilia. Kim Novak che pure è un’attrice sensibile, per volontà del regista qui rimane indecifrabile, distaccata, priva quasi di ogni componente sessuale. I due protagonisti non potranno coronare il loro amore perchè per il “cattolicissimo” Hitchcock il delitto, a cui ha partecipato Judy, resta un ostacolo insormontabile. Il regista compare mentre passeggia con la custodia di una tromba in mano.  (recensione tratta da “201 Film Capolavoro secondo la critica” di Gaetano Sandri)

La donna che visse due volte, forse il capolavoro «filosofico» di Hitchcock, il film dove la sua concezione della vita come «passaggio necessario attraverso le tenebre» [Lourcelles] viene raccontata nella maniera più compiuta e coinvolgente. Riducendo il racconto omonimo di Pierre Boileau e Thomas Narcejac ai termini minimi di un canovaccio giallo (nella sceneggiatura di Alec Coppel  e Samuel Taylor l’inganno dell’ex compagno di scuola è come ricacciato in un angolo del racconto e sembra non avere mai un grande interesse per Scottie, nemmeno dopo che ne ha scoperto l’uxoricidio), il regista ci racconta soprattutto il cammino di un uomo che si sente tradito dalla sua razionalità: l’importante non è tanto smascherare un omicidio quanto capire come è potuto succedere che la passione dell’innamorato abbia accecato la razionalità del poliziotto. E allora un giallo diventa un viaggio nella parte scura della psiche, che una donna (o una vertigine, il che poi per il «cattolico» Hitchcock non è molto diverso) all’improvviso può far venire in superficie. Celeberrima ne La donna che visse due volte la scena in cui Stewart guarda nella tromba delle scale del campanile: la «soggettiva» delle vertigini fu realizzata con una carrellata indietro combinata a una zoomata in avanti. Perfetta la Novak (anche se la parte era stata pensata per Vera Miles) e la colonna sonora del fedele Bernard Herrmann. Hitchcock si vede mentre passeggia con la custodia di una tromba davanti ai cantieri di proprietà di Elster. I titoli di testa sono di Saul Bass. (recensione tratta da “Il Mereghetti – Dizionario dei Film” di Paolo Mereghetti – ed. 2021)

Note e Curiosità

Nel 1989 il film La donna che visse due volte è stato inserito fra quelli conservati nel National Film Registry presso la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Nel 1998 l’American Film Institute l’ha inserito al sessantunesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi, mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è salito al nono posto. Nell’agosto del 2012, secondo il sondaggio di Sight and Sound per conto del British Film Institute, ha scalzato Orson Welles e il suo Quarto potere, che deteneva il primato dal 1962, andando a occupare il primo posto come migliore film di sempre.

La parte di Madeleine era stata originariamente affidata a Vera Miles, già diretta dal regista inglese un anno prima (Il ladro). Ma dopo vari rinvii dell’inizio delle riprese, dovuti anche a un’operazione alla cistifellea cui Hitchcock fu sottoposto, la Miles rimase incinta. Per non ritardare ulteriormente la produzione del film, la Miles dovette rinunciare al ruolo, ma Hitchcock le riserverà l’importante parte della sorella della protagonista femminile nel successivo Psyco. Vi fu iniziale diffidenza nei confronti di Kim Novak in quanto il film era stato concepito «pensando a Vera Miles», racconta Hitchcock, «avevamo fatto i provini finali e tutti i vestiti erano stai fatti per lei» La donna che visse due volte è «dominato dalla presenza, per una volta affascinante, di Kim Novak nel suo ambiguo personaggio», ha scritto Georges Sadoul. Tale giudizio di Sadoul è da mettere in relazione col fatto che l’attrice, come è stato scritto, «fu spesso male impiegata dai produttori, che preferivano puntare più sul suo fascino che sulla sua bravura interpretativa». Kim Novak, già comunque famosa per film come Picnic e L’uomo dal braccio d’oro, è in sintonia con l’archetipo femminile della bionda seducente che caratterizzò altri film di Hitchcock, come La finestra sul cortile e Intrigo internazionale.

Nel ruolo del protagonista maschile, James Stewart, alla sua quarta collaborazione con il regista, sa esattamente ciò che Hitchcock vuole da lui ed è capace “con la sua recitazione cupa e romantica di attingere al profondo delle sue capacità”. In nessun altro film Hitchcock « […] ha mai avuto un alter ego così evidente».

La donna che visse due volte ebbe scarso successo di pubblico e accoglienza tiepida da parte di alcuni critici, in particolare negli Stati Uniti. Fin da subito fu riconosciuto come un capolavoro da critici e cineasti francesi, tra i quali il regista e critico Éric Rohmer. Negli anni successivi l’ammirazione per il film si è consolidata ed è diventata pressoché unanime.

Una delle prime analisi entusiastiche del film La donna che visse due volte fu pubblicata da Éric Rohmer nel marzo 1959 su Cahiers du cinéma. Dan Aulier ha suggerito che la rivalutazione del film incomincia per opera dello studioso britannico-canadese Robin Wood che nel suo libro Hitchcock Films (1968), lo definisce « […] capolavoro di Hitchcock e uno dei quattro o cinque film più profondi e belli della storia del cinema». Harris-Lasky, 1976-1979, definiscono il film « […] la più bella e la più crudele delle love story di Hitchcock».

Il motivo della spirale, centrale ne La donna che visse due volte (come notava Éric Rohmer nel 1959), emerge fin dai titoli di testa realizzati da Saul Bass. Si ripresenta nello chignon di Madeleine, nei cerchi concentrici delle linee del tempo nel tronco di sequoia, nella scala a chiocciola del campanile della missione, negli incubi di Scottie ricaduto nella sua malattia.

Nello schermo nero appare una mezza faccia femminile, la colonna sonora ripete un unico arpeggio, la cinepresa inquadra in primo piano la bocca, si sposta poi verso gli occhi. Scorrono i primi titoli. Nel centro della pupilla compare una spirale che va man mano ingrandendosi, spirali nascono dentro altre spirali, fino a che l’ultima ritorna dentro la pupilla. (fonte Wikipedia)

Nonostante oggi sia considerato uno dei più grandi capolavori del cinema, La donna che visse due volte (Vertigo) fu inizialmente un insuccesso commerciale. Alfred Hitchcock ne rimase così colpito da incolpare l’attore James Stewart per l’accoglienza fredda del pubblico. Il Film incassò soltanto nel mondo circa 7,98 milioni di dollari ($7.982.466). In Italia uscì il 18 dicembre 1958, con un divieto ai minori di 14 anni (VM14). Il film è stato distribuito nuovamente dalla Cineteca di Bologna nell’ambito del progetto “Il Cinema Ritrovato“.

Il Film La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock è disponibile in streaming su La donna che visse due volte Streaming

La donna che visse due volte | Recensione
Kim Novak e James Stewart in una scena tratta dal film La donna che visse due volte | Recensione / Analisi / Critica

LA SCHEDA DEL FILM LA DONNA CHE VISSE DUE VOLTE (t.o. Vertigo)

Regista: Alfred Hitchcock – Cast: James Stewart, Kim Novak, Barbara Bel Geddes, Tom Helmore, Henry Jones, Raymond Bailey, Ellen Corby, Konstantin Shayne, Lee Patrick, Paul Bryar – Fotografia: Robert Burks – Sceneggiatura: Alec Coppel, Samuel A. Taylor – Musica: Bernard Herrmann – Genere: Noir – Anno: 1958 – Paese: USA – Durata: 2h 8 min – Distribuzione: Paramount Pictures – Data di uscita: 22 gennaio 1959 (Italia) – La scheda del film La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock su IMDB

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LA DONNA CHE VISSE DUE VOLTE DI ALFRED HITCHCOCK (1958)TRAILER

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