LA BAMBINA DI CHERNOBYL, recensione del film di François Ozon


Il nostro voto

La Bambina di Chernobyl | Recensione del Film a cura di Rita RicucciLa bambina di Chernobyl, esordio di Massimo Nardin è in sala dal 26 marzo. Un film scuro, un noir meticcio che racconta l’oscurità di un passato — quello di un pasticcere cinquantenne — che incombe durante una notte di blackout nella città di Ancona. Gli elementi del film sono inconfondibili, forse anche troppo palesi: il lutto cittadino per la morte del sindaco, padre del protagonista; la notte di Halloween, tra maschere menzognere e verità taciute; un uomo, Christian, pasticcere affetto da diabete e insulino-dipendente, intento a completare una torta nuziale a tre piani senza che vi sia alcuna commissione in corso.

La Bambina di Chernobyl | Recensione | Poster

La Bambina di Chernobyl | Recensione | Poster

È un uomo confuso, segnato da un rapporto simbiotico con il padre, fondatore anche di un’associazione per i superstiti della nube mortale di Chernobyl. Un legame mai elaborato nella solitudine di un uomo divorato dal sospetto di una verità mai pronunciata.

A sconvolgere il suo fragile equilibrio è l’arrivo di Nina, una ragazza di origine ucraina che riconosce in Christian — ancora prima che lui stesso ne sia consapevole — la memoria vivente del passato oscuro del padre, che lei è venuta a cercare.

Massimo Nardin, nel cinema da molti anni, tenta qui un genere con cui è difficile misurarsi. Per quanto la trama possa apparire “fattibile” sulla carta, offre poco spiraglio a una resa pienamente cinematografica. Tutto resta confinato nel buio delle stanze della casa del pasticcere, dove i mobili, palesemente ricoperti, alludono a una fine imminente. Ma quale? E perché?

A tentare una spiegazione sono soprattutto le parole dei protagonisti, interpretati per l’occasione da Vincenzo Pirrotta, dal corpo massiccio, e Yeva Sai, nota per la sua partecipazione alla serie di successo Mare Fuori. Tuttavia, la caratterizzazione dei personaggi non facilita un rapporto empatico tra lo spettatore e la vicenda narrata. Tutto resta oscurato da dialoghi brevi, accennati, quasi forzati — come la telefonata della ragazza ucraina con la madre.

Il noir auspicato resta così annebbiato dalla fatica di sostenere una narrazione che, forse, non è realmente incline a diventare noir. (La Bambina di Chernobyl | Recensione del film a cura di Rita Ricucci)

Trama: La Bambina di Chernobyl, il film diretto da Massimo Nardin, racconta una storia che si svolge la notte di Halloween ad Ancona. Christian (Vincenzo Pirrotta), pasticciere marchigiano cinquantenne, corpulento e introverso con il diabete e ancora in lutto per la morte del padre, si chiude nel suo appartamento. Vuole portare a termine una monumentale torta nuziale. La sua solitudine viene improvvisamente spezzata dall’arrivo di Nina (Yeva Sai), una giovane ucraina di poco più di vent’anni. È emaciata, spaesata, visibilmente provata, ma dal fascino magnetico. Quando un violento temporale fa saltare la corrente, Christian decide di accoglierla.  Nina non è arrivata lì per caso. È stata mandata dalla madre Nadiya, rimasta a Kyiv sotto le bombe, per recuperare una “maledetta busta” nascosta proprio in quella casa…

Curiosità: Nonostante il titolo richiami la celebre centrale ucraina, il film è stato interamente girato ad Ancona, nelle Marche. Le riprese hanno coinvolto zone caratteristiche come il porto e le vie del centro storico, sfruttando l’atmosfera noir della città durante le scene notturne.

storia si svolge quasi interamente durante la notte di Halloween, in un’atmosfera cupa accentuata da un violento temporale e un blackout che costringe i protagonisti a un confronto forzato.

Il titolo si riferisce ai cosiddetti “bambini di Chernobyl”, ovvero i minori che, dopo il disastro nucleare del 1986, vennero ospitati da famiglie italiane per soggiorni terapeutici. La protagonista, Nina, è infatti la figlia di una di quelle bambine accolte anni prima dal protagonista maschile.

I protagonisti sono interpretati da Vincenzo Pirrotta e Yeva Sai. La produzione ha una forte impronta locale, con una troupe quasi interamente marchigiana e il sostegno della Marche Film Commission.

Il regista ha dichiarato di essersi ispirato ai monster movie della Universal per l’iconografia di alcuni personaggi e ai racconti di Edgar Allan Poe per le atmosfere ambigue e cupe.

Una scena del film La Bambina di Chernobyl | Recensione e Analisi critica di Rita Ricucci

LA SCHEDA DEL FILM LA BAMBINA DI CHERNOBYL (t.or. La Bambina di Chernobyl)

Regista: Massimo Nardin – Cast: Vincenzo Pirrotta, Yeva Sai – Genere: Drammatico – Anno: 2026 – Paese: Italia – Sceneggiatura: Massimo Nardin, Luca Caprara – Fotografia: Eugenio Cinti Luciani – Durata: 1 h 29 min. – Distribuzione: White Lion – Data di uscita: 26 Marzo 2026

GUARDA IL TRAILER UFFICIALE DEL FILM LA BAMBINA DI CHERNOBYL:

LA BAMBINA DI CHERNOBYL | Trailer Ufficiale (2026) | Dal 26 Marzo al Cinema

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