L’ORA PIÙ BUIA, recensione del film di Joe Wright


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L’Ora più Buia | Recensione del Film a cura di Alessandro Bizzotto. Un film, L’ora più buia, costruito sul suo protagonista, impegnato in un impressionante tour de force (Gary Oldman), irriconoscibile sotto il makeup, è Wiston Churchill, fresco di nomina a Primo ministro in seguito alle dimissioni di Neville Chamberlain, nel momento in cui la minaccia di Hitler inizia davvero a spaventare Londra.

L’Europa sta cedendo sotto i colpi del fuoco nazista, truppe britanniche sono isolate sulla spiaggia di Dunkerque e le pressioni del Parlamento al nuovo governo sono un coro pressochè unanime: trattare la pace con la Germania è necessario.

L'ora più buia | Recensione | Poster

L’ora più buia | Recensione | Poster

Churchill, però, vede più lontano di tutti. Perchè sa che esiste una pace solo al di là della guerra con il tiranno tedesco (dura e tesissima la scena in cui, nella sua solitudine, Churchill lo apostrofa con gli insulti più variegati).

Isolato e seguito da sempre meno ministri, in quei giorni cruciali fra il maggio e il giugno del 1940 il premier britannico non cede, anche a costo del sacrificio del manipolo di soldati inglesi intrappolati a Calais, impegnati a distrarre il nemico mentre l’Inghilterra metteva in salvo i quattrocentomila di Dunkerque.

Girato con il pregio tecnico e il raffinato virtuosismo cui la regia di Joe Wright ci ha abituato dai tempi di Orgoglio e pregiudizio ed Espiazione, L’ora più buia sorprende perchè fa fibrare di credibilità un soggetto che, sulla carta, avrebbe potuto essere didascalico, freddo e leggermente polveroso, importante ma pregno di una solennità da sbadiglio.

L’ora più buia invece, brillantemente sceneggiato da Anthony McCarten (La teoria del tutto), riesce nel piccolo miracolo di accendere un’appassionata scintilla anche in un plot che si snoda in interni polverosi, in sale piene di ombre, o in un vagone della metro londinese mal illuminata in cui Churchill (colpo di coda della fantasia) incontra il popolo inglese e la sua volontà di combattere e non arrendersi.

Il dramma dell’uomo, il suo senso di solitudine, il cozzare dell’ambizione e della durezza della politica convivono con il respiro più ampio che L’ora più buia non perde mai, evitando la retorica nazionalistica ben mixandola alle note del thriller politico di alto profilo.

Il film di Wright, così, diventa un crescendo di tensione che dribbla la retorica e che non annaspa mai: 125 minuti tesissimi, duri, ma anche di inaspettata, avvicente bellezza, di autentico piacere della narrazione cinematografica.

Accanto alla monumentale prova di Oldman, in prima linea nella corsa all’Oscar al miglior attore grazie a una verità che trasuda solida e potente dal mimetismo d’interprete, brilla nel piccolo ruolo della moglie Clementine un’altra icona del cinema europeo come Kristin Scott Thomas.

Da premio, ne L’ora più buia, anche la fotografia del francese Bruno Delbonnel (quattro nomination all’Oscar all’attivo), maestro nel dosare luci e ombre tingendo i grigi di blu e di verde, e le musiche dell’italiano Dario Marianelli (Oscar per la colonna sonora di Espiazione).

Brillante, sempre, lo sguardo ammirato su un’era politica pre-social network, il potere delle cui parole fa tremare ancora oggi: l’afflato dei discorsi di Churchill non si è perso. “Noi difenderemo la nostra Isola, a qualunque costo. Noi combatteremo sulle spiagge, noi combatteremo nei luoghi di sbarco, noi combatteremo sui campi e sulle strade, noi combatteremo sulle colline; noi non ci arrenderemo mai”. (L’Ora più Buia | Recensione del film a cura di Alessandro Bizzotto)

Trama: L’Ora più Buia, il film diretto da Joe Wright, segue le vicende di Winston Churchill (Gary Oldman) all’inizio della Seconda Guerra Mondiale, più precisamente nel 1940. Il Primo ministro della Gran Bretagna si trova di fronte a una delle sue prove più importanti e cruciali: deve scegliere se negoziare un trattato di pace con la Germania nazista o, viceversa, continuare la guerra e intervenire nel conflitto armato per difendere quelli che sono gli ideali della propria nazione. Nel momento in cui l’invasione delle forze naziste è ormai prossima, sulle spalle di Churchill grava il peso di una decisione che cambierà non solo le sorti del suo paese ma quelle del mondo intero. Al Primo ministro toccherà cercare un equilibrio tra un’opinione pubblica impreparata, da una parte, e re Giorgio VI e il suo partito che gli remano contro dall’altra…

Incassi: Il film L’ora più buia ha ottenuto un ottimo successo commerciale, incassando circa 150 milioni di dollari a fronte di un budget di 30 milioni. Nel primo fine settimana di programmazione in Italia, il film incassa 993.242 €, arrivando poi a 1.740.215 € nei primi quattordici giorni.

Critica:  L’ora più buia (Darkest Hour), diretto da Joe Wright nel 2017, è stato accolto dalla critica internazionale come un trionfo interpretativo, centrato quasi interamente sulla performance di Gary Oldman.

Sull’aggregatore Rotten Tomatoes L’ora più buia riceve l’84% delle recensioni professionali positive con un voto medio di 7,3 su 10 basato su 318 critiche, mentre su Metacritic ottiene un punteggio di 75 su 100 basato su 50 recensioni. Il pubblico ha particolarmente apprezzato Gary Oldman per la sua interpretazione del premier britannico. (fonte Wikipedia)

La critica ha lodato L’ora più buia principalmente per la capacità di rendere umano un personaggio storico monumentale, pur sollevando alcuni dubbi sulla fedeltà storica di alcune scene. L’interpretazione di Gary Oldman è stata definita “mostruosa” e “una creazione per i posteri”, la sua capacità di scomparire nel ruolo è stata l’elemento più celebrato. Variety ha sottolineato come il trucco non sia mai diventato una maschera, permettendo all’espressività dell’attore di emergere. Joe Wright è stato lodato per la sua regia energica e “spettacolare”, supportata dalla fotografia di Bruno Delbonnel, che crea un’atmosfera claustrofobica e carica di tensione nelle “stanze del potere”.

Curiosità: Gary Oldman ha fumato circa 12 sigari al giorno durante le riprese (per un totale di oltre 400 sigari), arrivando a soffrire di una seria intossicazione da nicotina.

Per trasformarsi in Churchill, Oldman si è sottoposto a circa 200 ore totali di sessioni di trucco. Ogni giorno di ripresa de L’ora più buia iniziava con 3-4 ore di applicazione di protesi in silicone e terminava con un’altra ora per la rimozione.

L’attore ha accettato il ruolo solo a condizione che il leggendario truccatore Kazuhiro Tsuji uscisse dal pensionamento per curare il suo look. Tsuji ha poi vinto l’Oscar per il miglior trucco grazie a questo lavoro.

L’ora più buia è spesso considerato un “companion piece” di Dunkirk di Christopher Nolan. Mentre Nolan mostra la battaglia sul campo, L’ora più buia racconta le decisioni politiche che hanno reso possibile l’evacuazione. Inizialmente i produttori avevano considerato l’idea di un sequel ambientato durante la Conferenza di Jalta del 1945.

Il Film L’Ora più Buia di Joe Wright è disponibile in streaming su L'Ora più Buia Streaming

Una scena del film L’Ora più Buia | Recensione e Analisi critica di Alessandro Bizzotto

LA SCHEDA DEL FILM L’ORA PIÙ BUIA (t.or. Darkest Hour)

Regista: Joe Wright – Cast: Gary Oldman, Kristin Scott Thomas, Lily James, Stephen Dillane, Ronald Pickup, Ben Mendelsohn, Nicholas Jones, Richard Lumsden, Brian Pettifer, Samuel West, David Schofield, Malcolm Storry, Hilton McRae, Benjamin Whitrow – Genere: Drammatico, Storico, Guerra – Anno: 2017 – Paese: Gran Bretagna – Sceneggiatura: Anthony McCarten – Fotografia: Bruno Delbonnel – Durata: 2 h 5 min. – Distribuzione: Universal Pictures – Data di uscita: 18 gennaio 2018 – La scheda del film L’Ora più Buia di Joe Wright su IMDB

GUARDA IL TRAILER UFFICIALE DEL FILM L’ORA PIÙ BUIA:

L’ORA PIÙ BUIA – Trailer ufficiale italiano

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