Killers of the Flower Moon | Recensione del Film a cura di Mirko Nottoli. Se la domanda è: sono giustificate le tre ore e mezza di The killers of the Flower Moon? La risposta è: no. Ma probabilmente niente giustifica un film di tre ore e mezza, se non la volontà di fare un film di tre ore e mezza. Anche Via col vento, probabilmente, si potrebbe accorciare, anche C’era una volta in America probabilmente si potrebbe tagliare, così anche per The killers of the Flower Moon, specialmente nella fascia centrale, nella reiterata sequela di omicidi, una volta compresa l’antifona, si sarebbe potuto operare
qualche taglio, rendendo il racconto più serrato e avvincente, sarebbe però stato un altro film, con un altro ritmo e un altro respiro, la trama, certo, sarebbe stata uguale ma un film non è la trama, un film è un’opera d’arte, un’opera di un autore, corale e sfaccettata, e poi per che cosa? Dove dobbiamo andare? Cosa dobbiamo fare di così urgente nella vita da non poter stare un’ora in più seduti su una poltrona di un cinema?
Per cui se la domanda è: sono giustificate le tre ore e mezza di The killers of the Flower Moon? La risposta è: sì, ovvio che sì! Basta affrontarlo con la predisposizione giusta, sapere cosa ci attende, c’è gara e gara, ci sono i cento metri e c’è la maratona, The killers of the Flower Moon è una maratona che stavolta, a differenza di Irishman, Scorsese vince perchè riesce a mantenere un’andatura costante, non dà segni di cedimento, parte forte nella prima ora, mantiene l’andatura nella lunga e più insidiosa fase mediana e riesce perfino a sprintare nel finale, proprio quando le energie parevano esaurite (è lì che entra in scena l’FBI!).
The killers of the Flower Moon è uno strano thriller senza suspense, un mistero senza mistero, dai tempi lunghi, diradati, ciononostante mai lento o noioso, non dà mai l’idea di ciurlare nel manico, il filo della tensione, seppur di poco, è costantemente tirato.
Tratto dal romanzo omonimo di David Grann, vi si narra la storia, vera e a tratti incredibile, che vide protagonisti ad inizio secolo gli indiani Osage che, stabilitisi in una terra desolata dell’Oklaoma, divennero ricchissimi quando scoprirono che quella terra nascondeva un’infinità di giacimenti petroliferi e loro ne erano i proprietari.
Una storia ribaltata, quella di Killers of the flower moon, dove erano i bianchi a fare da servitù ai nativi e non viceversa, una storia destinata a durare poco perchè mai fidarsi dell’uomo bianco. Scorsese continua così questa sua personale contro-storia degli Stati Uniti, questa sua riscrittura del passato recente attraverso la riscoperta di eventi inediti o poco noti in grado di funzionare da exempla e di gettare una luce nuova anche sull’interpretazione della contemporaneità, nella misura in cui, nella fattispecie, si parla di avidità, colonialismo, corruzione, razzismo e brama di potere, vizi, ci suggerisce Scorsese, che pare alberghino nell’uomo bianco più che in altri popoli, quantomeno stando ai fatti.
Perfetto il cast di Killers of the flower moon (DiCaprio bravo come sempre e DeNiro tornato sui suoi standard), perfette le maestranze (fotografia, costumi, scenografie), perfetto Scorsese, l’ultimo erede del grande cinema americano. Dedicato a Robbie Robertson, musicista dello storico gruppo The band, vicino agli indiani d’America e collaboratore di Scorsese per innumerevoli film, recentemente scomparso. (Killers of the flower moon | Recensione del film a cura di Mirko Nottoli)
Trama: Killers of the Flower Moon, film diretto da Martin Scorsese, è tratto dall’omonimo romanzo di David Grann incentrato su quanto accaduto in Oklahoma, nella contea di Osage agli inizi degli anni Venti del Novecento. In quel periodo sono stati scoperti nella zona diversi giacimenti di petrolio, permettendo a diversi membri della tribù indiana di Osage di arricchirsi molto. Questo nuovo stato di benessere dei nativi americani catturò l’attenzione di moltissimi bianchi, che desiderosi di far soldi con il petrolio, iniziarono a manipolare, estorcere e sottrarre con l’inganno i beni degli Osage…
Incassi e Critica: Il film Killers of the Flower Moon diretto da Martin Scorsese è l’adattamento cinematografico del saggio Gli assassini della terra rossa, scritto da David Grann, a sua volta tratto da fatti realmente accaduti. Il film è stato presentato in anteprima mondiale fuori concorso al Festival di Cannes 2023 il 20 maggio, ricevendo nove minuti di standing ovation da parte del pubblico presente in sala.
Killers of the Flower Moon ha incassato 68.035.488 $ in Nordamerica e 90.737.111 $ nel resto del mondo, per un totale di 158.772.599 $. In Italia ha incassato 5.204.001 € con 697.405 presenze.
Sull’aggregatore Rotten Tomatoes il 93% delle 474 recensioni dei critici è positivo, con un voto medio di 8,5 su 10, mentre su Metacritic ha un voto medio ponderato di 89 su 100 basato su 63 recensioni.
Vincent Malausa su Cahiers du cinéma scrive che Killers of the Flower Moon, ritornando su un episodio criminale che si potrebbe chiamare post-conquista del West, non appartiene tanto al genere western classico quanto al film-inchiesta. Nella straziante scena finale, ambientata nell’epoca contemporanea al film, il dramma viene ripercorso declamandolo con enfasi da attori, con relativo accompagnamento orchestrale. (fonte Wikipedia)
Curiosità: L’attrice Lily Gladstone era sul punto di abbandonare la recitazione per iscriversi a un corso di data analytics a causa della mancanza di lavoro durante la pandemia. Proprio mentre stava inserendo i dati della carta di credito per il corso, ha ricevuto l’invito per un colloquio su Zoom con Scorsese. Il regista ha capito immediatamente che era lei la scelta giusta per Mollie, senza nemmeno farle fare un provino tradizionale.
Scorsese ha lavorato a stretto contatto con la Nazione Osage per garantire l’accuratezza storica. Oltre 44 membri della tribù hanno recitato in Killers of the Flower Moon e molti di loro avevano legami familiari diretti con le vittime reali degli omicidi degli anni ’20. Molti oggetti di scena, come i piatti nella casa di Mollie o i mobili, erano cimeli originali prestati dalle famiglie Osage. Gli attori hanno dovuto imparare la lingua Osage con l’aiuto di insegnanti e consulenti culturali della tribù.
In una delle scene più originali di Killers of the Flower Moon, la conclusione della storia viene narrata attraverso uno show radiofonico dell’epoca. È lo stesso Martin Scorsese ad apparire sul palco per leggere il necrologio di Mollie Burkhart, sottolineando come la sua morte non avesse ricevuto alcuna menzione dei terribili omicidi subiti dalla sua famiglia.
La battuta in cui Ernest definisce se stesso un “bel diavolo” (handsome devil) è stata improvvisata da DiCaprio su suggerimento di Lily Gladstone. La risata dell’attrice e la reazione di DiCaprio sono spontanee, un momento che Scorsese ha definito fondamentale per creare il legame tra i due personaggi.
Con circa 200 milioni di dollari, è una delle produzioni più costose girate in Oklahoma.
La colonna sonora è stata l’ultimo lavoro di Robbie Robertson, storico collaboratore di Scorsese, scomparso pochi mesi prima dell’uscita del film. Nonostante le 10 nomination, Killers of the Flower Moon non ha vinto alcuna statuetta, ripetendo lo stesso destino di The Irishman.
Il film Killers of the Flower Moon di Martin Scorsese è disponibile in streaming su 

LA SCHEDA DEL FILM KILLERS OF THE FLOWER MOON (t.or. Killers of the flower moon)
Regista: Martin Scorsese – Cast: Leonardo DiCaprio, Robert De Niro, Jesse Plemons, Tantoo Cardinal, Cara Jade Myers, Janae Collins, Jillian Dion, William Belleau, Lily Gladstone, Jason Isbell, Louis Cancelmi, Scott Shepherd, Sturgill Simpson, Gary Basaraba, Michael Abbott Jr., David Born – Genere: Drammatico – Anno: 2023 – Paese: USA – Fotografia: Rodrigo Prieto – Sceneggiatura: Eric Roth, Martin Scorsese – Durata: 3h 36 min – Distribuzione: Un’esclusiva per l’Italia Leone Film Group in collaborazione con Rai Cinema, distribuito da 01 Distribution – Data di uscita: 19 Ottobre 2023 – Il sito ufficiale del film “Killers of the flower moon” di Martin Scorsese
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