IN A VIOLENT NATURE, la recensione del film di Chris Nash


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In a Violent Nature | Recensione del Film a cura di Rita RicucciIn a Violent Nature di Chris Nash: quando lo slasher torna alle origini… ma cambia prospettiva. Chris Nash prende lo slasher più classico, lo smonta, lo ribalta. In a Violent Nature, ora su Prime Video, è un film che vive di micro-scarti di sguardo, di un’idea registica tanto semplice quanto destabilizzante: spostare il nostro modo di guardare. Ed è proprio questo slittamento, così sottile all’inizio e così violentemente definitivo nel finale, a trasformare il film in un esperimento meta-cinematografico quasi inatteso.

In a Violent Nature | Recensione | Poster

In a Violent Nature | Recensione | Poster

La storia, sulla carta, è quella che credevamo di conoscere a memoria. Un gruppo di ragazzi in campeggio, un ciondolo recuperato senza pensarci troppo, un “qualcuno” risvegliato dal gesto sbagliato. Johnny, il “mostro” interpretato da Ryan Barrett, emerge dalla terra come un’entità silenziosa e implacabile, scolpita nello stesso legno della foresta. Ma ciò che conta non è tanto cosa accade, bensì da dove lo guardiamo accadere.

Per gran parte del film, i volti dei giovani restano fuori campo. La mdp si muove bassa, terrosa, disinteressata agli esseri umani: segue qualcos’altro. Segue lui. Le conversazioni arrivano da lontano, come un mormorio nel bosco; ciò che vediamo sono foglie, radure, sentieri, notti limpide. È un’osservazione silenziosa, quasi contemplativa, che sposta il baricentro emotivo: non siamo dalla parte delle vittime, né da quella del carnefice. Siamo in una zona di sospensione, come se il film non volesse ancora scegliere.

E poi, lentamente, Nash inizia a stringere la morsa. Le uccisioni esplodono in un gore ferocissimo, con punte di creatività brutale — tra cui la scena, ormai celebre, della ragazza che ruota il suo sguardo che attraversa il suo stesso corpo, dalla panoramica sul lago a noi spettatori.

Eppure, il terrore, quello vero, non arriva da lì. Non arriva dalla violenza in sé, ma dal momento in cui il film finalmente cambia punto di vista.

È negli ultimi quindici minuti — un quarto d’ora che sembra non finire mai — che Nash compie il suo colpo di genio. La mdp abbandona il punto di vista del “mostro” e si posa sulla ragazza superstite. È allora che la paura finalmente irrompe. Non prima. Non durante le mutilazioni. Solo quando torniamo a uno sguardo umano, vulnerabile, quando la foresta non è più un respiro ipnotico ma un labirinto senza uscita. Lì il film smette di essere un documentario meditativo sul movimento di una creatura nel suo habitat e diventa, in un attimo, puro horror. È questo scarto percettivo — questo ribaltamento — che fa sì che In a Violent Nature somigli a due film in uno, con due partecipazioni emotive completamente diverse.

E questa ambiguità, questa oscillazione, apre anche un’altra domanda, più sottile: cosa fa davvero di qualcuno un mostro? Nash sembra suggerire che Johnny lo diventi solo quando il suo luogo di quiete viene profanato, quando l’unico residuo affettivo di una vita strappata troppo presto viene violato. Johnny non esiste al di fuori della foresta: è un corpo cresciuto nell’ombra degli alberi, un essere che non è né umano né bestia, ma un prodotto del luogo stesso che lo protegge e lo consuma. Persino la maschera — opaca, impersonale — funziona come un simbolo di questa identità senza volto: potrebbe essere chiunque, o qualunque creatura chiamata a difendere ciò che ama.

Il finale, circolare e disarmante, chiude il cerchio: la camera torna agli alberi, alla loro indifferenza sovrana. E noi restiamo lì, proprio come Kris, l’unica sopravvissuta — sospesi, increduli, terrorizzati. Perché la paura, in In a Violent Nature, non nasce dal mostro. Nasce dallo sguardo. Da quel momento in cui ci rendiamo conto che a farci tremare non è ciò che vediamo, ma da dove lo stiamo guardando. (In a Violent Nature | Recensione del film a cura di Rita Ricucci)

In a Violent Nature *** | Recensione del Film a cura di Mirko Nottoli. Halloween tempo di horror. Ce ne sono a bizzeffe in circolazione, al cinema, in streaming o sulle piattaforme. Noi vi segnaliamo In a Violent Nature, film del 2024, presentato al Sundance Film Festival (dove qualche spettatore, ci dicono, si è sentito male durante la visione), uscito da poco su Prime Video. Uno slasher che più slasher non si può, banale, monotono, illogico, caratteristiche queste (difetti?) che, attenzione!, hanno fatto la fortuna del genere. O pensiamo forseche Halloween o Venerdì 13 abbiano delle trame intelligenti e articolate? In a Violent Nature, dell’esordiente Chris Nash, si può definire innanzitutto “un omaggio” e il riferimento più palese è senz’ombra di dubbio il Jason Voorhees di Venerdì 13. Nash però ha in serbo per noi un paio di ideuzze che rendono In a Violent Nature più interessante rispetto alla media stagionale. La prima: il cosiddetto “switch”, il cambio di prospettiva, il punto di vista ribaltato. Per praticamente tutto il film, infatti, salvo alcune breve divagazioni, seguiamo il serial killer ripreso di spalle che vaga per i boschi, come se fosse un’unica, coerente soggettiva.

Gli altri protagonisti, le vittime del mostro, le conosciamo solo nel momento in cui il mostro si avvicina loro, cogliendo quindi solo brandelli di discorsi, brani di vite, incontri accidentali. La soggettiva non è una novità, si dirà, anche Carpenter ne faceva già largo uso, sì, certo, ma non in modo tanto sistematico e pervasivo da far assomigliare il film ad un videogioco dove noi guardiamo uno sconosciuto che gioca nei panni di Johnny (questo il nome del killer), esattamente come succede, del resto, in tutti i videogame online.

Seconda idea: la lentezza. Conscio della sua inesorabilità, Johnny se la prende comoda, cammina, non corre, tanto prima o poi li becca, ha tutto il tempo davanti. Che dire? Vedere per un’ora e mezza un mostro di spalle che cammina e prende a mazzate chi incontra non è esattamente l’idea che abbiamo di “bel film”.

Ciò detto, In a Violent Nature ha dalla sua alcune uccisioni particolarmente fantasiose (su tutte quella della ragazza che fa yoga, probabile causa dei molti malesseri occorsi al delicato pubblico del Sundance), una certa atmosfera perfettamente calata nell’’ambientazione agreste e alcune inquadrature ben piazzate come quella dei ragazzi intorno al falò e la sagoma del mostro che si staglia nel buio, tra le frasche, fermo immobile, rappresentazione plastica del male che si cela nella natura dove natura può essere anche la natura umana. Qual è infatti la natura violenta del titolo? La natura naturans, la natura del mostro o la natura dell’uomo in generale, che compie le nefandezze che sappiamo (anche ai danni del povero Johnny)? E infine c’è la fine, il finale che può sembrare pleonastico ma forse non lo è. 

Ad un certo punto l’ultima superstite fa una cosa e in quel momento smettiamo di seguire il mostro e cominciamo a seguire  lei che scappa nella boscaglia fino a che non arriva ad una strada, arriva un’auto, la ferma e sale, secondo un altro luogo tipico del genere (un altro omaggio). Il finale è interamente giocato sulla suspense, la ragazza dovrebbe essere in salvo ma non ne siamo sicuri, il racconto che le fa la donna al volante di un orso che sbranava le sue prede senza motivo, lasciandole al suolo senza neanche mangiarle non fa che confermare tale incertezza, non fa che aumentare il tasso di ansia, perchè in fondo non c’è spiegazione alla follia, è la legge della giungla, così che quando lei guarda fisso nel fitta vegetazione, noi siamo pronti a tutto perché tutto da lì potrebbe uscire. (In a Violent Nature | Recensione del film a cura di Mirko Nottoli)

Trama: Nel film In a Violent Nature, dopo essere stato riportato in vita per errore da un gruppo di ragazzi, Johnny – un serial killer colpevole di atroci delitti più di 60 anni fa – si lancia all’inseguimento del gruppo di adolescenti, procedendo a massacrarli metodicamente uno per uno…

Il Film In a Violent Nature di Chris Nash è disponibile in Streaming su Logo Prime Video

Una scena del film In a Violent Nature | Recensione, Opinioni e Analisi di Mirko Nottoli

LA SCHEDA DEL FILM IN A VIOLENT NATURE (t.o. In a Violent Nature)

Regista: Chris Nash – Cast: Ry Barrett, Andrea Pavlovic, Reece Presley, Lauren-Marie Taylor – Genere: Horror – Anno: 2024 – Paese: Canada – Sceneggiatura: Chris Nash – Fotografia: Pierce Derks – Durata: 1 h 34 min – Distribuzione: direct-to-video – Data di uscita: Ottobre 2025 – Il sito ufficiale del film In a Violent Nature di Chris Nash

GUARDA IL TRAILER UFFICIALE DEL FILM IN A VIOLENT NATURE:

In A Violent Nature Official Trailer | Shudder

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