Il Primo Figlio | Recensione del Film a cura di Rita Ricucci. Con Il primo figlio, Mara Fondacaro firma il suo esordio alla regia addentrandosi in un territorio ibrido tra thriller psicologico e horror. Dopo anni dedicati alla scrittura — per sé e per altri — la regista sceglie di confrontarsi con un progetto profondamente personale, che lei stessa sente il bisogno di dirigere in prima persona. Ne nasce un film cupo, immerso in un’angoscia costante, dove gli incubi non appartengono alla notte, ma si insinuano in ogni gesto quotidiano di Ada e Rino, la coppia protagonista.
Ada, incinta e vicina al parto, abbandona la sua carriera accademica lasciando riecheggiare le parole di Kierkegaard: l’angoscia, risvegliando la colpa, può uccidere — ma resta pur sempre una questione di scelta. Ed è proprio questa scelta, o l’impossibilità di compierla, a muovere il cuore drammatico de Il Primo Figlio.
Fondacaro imposta fin da subito il registro visivo: non c’è luce, non c’è giorno. Tutto è immerso in un crepuscolo perenne che riflette la condizione psicologica della protagonista. La narrazione si articola quasi esclusivamente in interni: la casa degli amici e, soprattutto, il casolare angusto e fatiscente in cui Ada e Rino decidono di tornare ad abitare. Un luogo che diventa subito specchio della mente della donna, della sua fragilità e delle sue ossessioni.
Raccontare un incubo è sempre un’impresa delicata, e coinvolgere lo spettatore nel vortice emotivo di chi lo vive lo è ancora di più. Il Primo Figlio, tuttavia, non sempre riesce a immergerci davvero in questo abisso: quando le immagini restano in superficie, galleggiando come una boa sul pelo dell’acqua, non c’è rischio di smarrirsi nei meandri della psiche umana — né, dunque, di esserne turbati.
Il nodo centrale del film emerge in una scena chiave: alla domanda sul nome del bambino in arrivo, Ada risponde “Andrea”, mentre Rino ribatte “Lorenzo”. Un lapsus che svela l’ombra del terzo assente: Andrea, il primo figlio, morto eppure ancora presente, addormentato in un eterno sonno da cui il dolore non permette di distaccarsi.
Il film di Fondacaro non racconta la forza della vita, ma il peso della colpa e della morte che incombe sulla mente vulnerabile di una donna disposta a qualsiasi passo esoterico pur di non accettare la realtà. È proprio qui, però, che l’opera talvolta si inceppa: come un’ancora incastrata tra gli scogli, impedisce una vera sospensione emotiva, un coinvolgimento profondo dello spettatore. I frammenti dell’incubo sono così espliciti, così dichiarati, da sottrarre slancio all’empatia e allo stupore.
Il primo figlio resta così un esordio coraggioso, visivamente coerente e concettualmente denso, ma non sempre capace di trasformare l’angoscia in vertigine, né l’incubo in esperienza condivisa. (Il Primo Figlio | Recensione del film a cura di Rita Ricucci)
Trama: Nel film Il Primo Figlio di Mara Fondacaro, Ada (Benedetta Cimatti), in attesa del suo secondo figlio dal compagno Rino (Simone Liberati), è ancora segnata dalla morte prematura del primogenito. Con l’avvicinarsi del parto, il dolore irrisolto riemerge e lei inizia a temere che il bambino perduto stia cercando di ostacolare la nascita del fratello. Incerta tra un possibile fenomeno soprannaturale e la paura di perdere il controllo, Ada deve affrontare il proprio lutto e scegliere se lasciarsi trascinare dall’ombra di Andrea o abbracciare la vita accanto a Rino e al nuovo figlio…
Note di Regia: “Il Primo Figlio parla dell’archetipo della Madre, delle paure di una madre e dei modi per superarle. Come giovane donna che forse, un giorno, proverà ad avere figli, vorrei, con il mio film, esaminare le paure inconfessate della gravidanza. Diventare madre significa responsabilità e così, la storia di Ada diventa universale e catartica. Sono partita da una storia personale e ho deciso di esagerare le lotte di Ada, mettendola nella situazione più difficile in cui una madre possa trovarsi. Mi sono chiesta cosa succeda in una donna se, alla paura di diventare madre per la seconda volta, si aggiunge il senso di colpa per aver perso il primo figlio. Ogni singola paura della protagonista viene amplificata perché si unisce alla paura più grande di tutte: Ada è terrorizzata di commettere un altro errore. Con questo film non ho intenzione di produrre un trattato sociologico ma, attraverso la storia di Ada, vorrei dare alle donne che si sentono meno madri perché hanno paura, uno spazio in cui queste paure segrete e inconfessate, nascoste a causa del giudizio, possano finalmente emergere”. (Mara Fondacaro)

LA SCHEDA DEL FILM IL PRIMO FIGLIO (t.or. il primo figlio)
Regista: Mara Fondacaro – Cast: Benedetta Cimatti, Simone Liberati, Astrid Meloni, Lorenzo Ferrante, Manfredi Saavedra – Genere: Sentimentale, Drammatico – Anno: 2025 – Paese: Italia – Sceneggiatura: Mara Fondacaro – Fotografia: Fabio Paulucci – Durata: 1 h 31 min – Distribuzione: Lo Scrittoio, Nightswim – Data di uscita: 27 Novembre 2025 – Il sito ufficiale del film Il Primo Figlio di Mara Fondacaro
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