La recensione del film Il Nascondiglio a cura di Rita Ricucci. Dal 4 settembre al cinema la nuova commedia drammatica di Lionel Baier, Il nascondiglio. La voce fuori campo appartiene a un giovane che racconta la propria infanzia come fosse un film che ci invita a guardare, mentre Lionel Baier gioca abilmente con una narrazione che sfiora l’estetica di un fumetto anni Settanta di cui fa eco Gaston Lagaffe, letto dal piccolo Christophe, anticipando allo spettatore una storia di antieroi. Liberamente tratto
dall’omonimo romanzo autobiografico di Christophe Boltanski, edito in Italia da Sellerio, il film presenta una sceneggiatura avvincente firmata da Baier, in collaborazione con Catherine Carrier, capace di trasformare la complessità del racconto letterario – che copre un arco temporale più ampio rispetto a quello filmico – in fotogrammi e quadri espressivi, circoscritti nell’occhio digitale, che restituiscono l’interiorità dei personaggi insieme alla loro potenzialità “ballata” sulle note di Alleluja garanti di Michel Magne.
Il Nascondiglio è ambientato nel maggio del 1968, nel pieno delle grandi manifestazioni studentesche di Parigi, uno degli eventi cardine della storia contemporanea. Sotto il governo di Charles De Gaulle, a lungo stimato per il contributo offerto alla Resistenza francese durante la Seconda guerra mondiale, il maggio ’68 segna il suo tracollo politico, travolto dall’insoddisfazione popolare e, in particolare, dalla protesta giovanile.
Christophe, un bambino di nove anni, viene lasciato nella casa dei nonni mentre i genitori sono impegnati a “cambiare il mondo” insieme ai manifestanti. Ma quella non è solo la casa dei nonni: è la casa di tutta la famiglia paterna, un microcosmo singolare e affollato. La bisnonna, ebrea sopravvissuta al massacro di Odessa, che sublima il dolore della storia nella musica di Prokof’ev e Rimskij-Korsakov; il nonno, medico cardiologo, ancora perseguitato dal panico provato quando fu costretto a rifugiarsi proprio nel nascondiglio segreto della casa per sfuggire ai tedeschi; la nonna, giornalista, che si dedica a raccogliere le voci della classe operaia per restituirne un ritratto critico nei confronti della borghesia; uno zio maggiore, appassionato di filologia e di retorica politica; uno zio minore, pittore innamorato della pop art. Una famiglia eccentrica che mangia sullo stesso letto e condivide lo stesso desiderio di cambiamento socioculturale. A sorprendere tutti sarà l’arrivo di un ospite inatteso che si spingerà da sé all’ebbrezza del nascondiglio segreto.
Baier utilizza la forza scenografica per rendere percepibili i cambiamenti epocali: dalla sala da pranzo anni Trenta, alla camera da letto che anticipa già il gusto del ’75, fino al passaggio dallo spazio interno a quello esterno, mostrato in prospettiva quasi miniaturistica su una tovaglietta per la colazione.
Il piccolo Christophe rappresenta lo sguardo di un bambino sulla storia: attraverso la vita della bisnonna e dei nonni impara ad ascoltare il mondo, a leggere la complessità della memoria e a sentirsi libero di scegliere “chi” essere – ebreo o giudeo.
Il nascondiglio è, in definitiva, un invito a non dimenticare l’oscurità in cui è precipitata l’umanità, come ne Il nascondiglio, mentre negli occhi di un bambino si accende la possibilità di una speranza ancora possibile da sperare. (La recensione del film Il Nascondiglio è a cura di Rita Ricucci)
Trama: Ambientato durante il maggio del ’68 a Parigi, Il Nascondiglio segue la vicenda di Christophe, un bambino di nove anni lasciato in custodia dai genitori impegnati nelle proteste studentesche. Christophe trascorre i giorni cruciali delle rivolte nel caratteristico appartamento di famiglia in Rue de Grenelle, insieme ai nonni, due zii (un artista e un intellettuale), e all’arzilla bisnonna di origini ucraine. Il film racconta la quotidianità di questo strambo nucleo familiare, che fa della casa un vero e proprio nido, e di uno stile di vita bohemienne e anticonformista (in contrapposizione a quello profondamente borghese e parigino del vicinato) un elemento di appartenenza e di identità...

LA SCHEDA DEL FILM IL NASCONDIGLIO (t.o. La Cache)
Regista: Lionel Baier – Cast: Michel Blanc, Liliane Rovère, William Lebghil, Dominique Reymond, Larisa Faber, Aurélien Gabrielli, Adrien Barazzone – Genere: Commedia, Drammatico – Anno: 2025 – Paese: Francia – Sceneggiatura: Lionel Baier, Catherine Charrier – Fotografia: Patrick Lindenmaier – Durata: 1 h 40 min – Distribuzione: Filmclub Distribuzione e Minerva Pictures – Data di uscita: 4 Settembre 2025 – Il sito ufficiale del film Il Nascondiglio di Lionel Baier
GUARDA IL TRAILER UFFICIALE DEL FILM IL NASCONDIGLIO:

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