Il Mucchio Selvaggio | Recensione. Rapinato un ufficio postale, Pike Bishop e la sua banda si accorgono di essere caduti in un tranello messo in piedi da Hurrigan, che ha interesse a liberare la zona dai banditi. Hurrigan ha assoldato un gruppo di ex-galeotti, capeggiati da Dick Thornton, che comincia a sparare contro Pike e i suoi. Riuscito a salvarsi, Pike raggiunge, con cinquanta uomini, la città messicana di
Aguaverde, base delle truppe regolari in lotta contro Pancho Villa. Le comanda un ex killer, Mapachi, autoproclamatosi generale. Con lui, Pike si accorda per assaltare, in cambio di diecimila dollari, un treno statunitense carico d’armi…
Idea Centrale
Un inno epico alla morte, che fa piazza pulita di tutti i miti della frontiera, lasciando intatto solo quello dell’amicizia.
Analisi
L’ultimo grande western classico e il capolavoro di Peckinpah (sceneggiato dal regista con Walon Green) Il Mucchio Selvaggio è insieme una riflessione pessimista sul rapporto tra l’uomo e la violenza, che fa sembrare bambinate, in confronto, i film di Sergio Leone. Ai tempi fece scalpore non solo l’amoralità dei personaggi e il sangue versato, ma anche il parossismo della messa in scena: 3643 inquadrature, un montaggio frenetico (di Lou Lombardo) che combina ralenti a flash subliminali, una grande libertà nel mescolare tempi e punti di vista. Anche tecnicamente, Il Mucchio Selvaggio di Peckinpah ha ancora molto da insegnare. In seguito, al western è rimasta l’elegia e la meditazione crepuscolare; ma l’epopea è morta con i quattro delinquenti del mucchio, quando gli si propone di andare verso la morte, rispondono semplicemente “Why not?” (nella traduzione “si andiamo”). Per il ruolo che fu poi di William Holden il regista aveva pensato prima a Lee Marvin, Burt Lancaster, James Stewart, Charlton Heston, Gregory Peck, Sterling Hayden, Richard Boone e Robert Mitchum. Per girare la scena conclusiva ci sono voluti 12 giorni e 10.000 finte pallottole. Il passo zoppicante di Ernest Borgnine non era una finzione. S’era rotto veramente la gamba sul set di I sei della grande rapina. (recensione tratta da “Il Mereghetti – Dizionario dei film” ed. 2002” di Paolo Mereghetti, ed. Baldini & Castoldi)
Insieme alle pagine di eccezionale forza visionaria nel loro manierismo barocco, specialmente nelle scene di battaglia (che suscitarono negli USA roventi polemiche per la loro violenza), questo memorabile western Warner-Seven Arts offre, negli intervalli di quiete, momenti altrettanto significativi in chiave di malinconica elegia sul tramonto di un’epoca. Quella di S. Peckinpah, romantico che nega di esserlo, è la risposta alla cinica retorica del western italiano. (recensione tratta da “Il Morandini – Dizionario dei film” ed. 2000” di Laura, Luisa e Morando Morandini)
Note e Curiosità
Tratto da un racconto di Roy N. Sickner, attore e stuntman, la sceneggiatura fu scritta da Walon Green, poi riscritta da Sam Peckinpah stesso.
Nel 1999 Il Mucchio Selvaggio è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Nel 1998 l’American Film Institute l’ha inserito all’ottantesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi, mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è salito al settantanovesimo posto. Nel 2015 la critica statunitense ha annoverato Il Mucchio Selvaggio tra i 10 migliori western di sempre.
Per Pedro Armocida de il Giornale Il Mucchio Selvaggio “è una pietra miliare del cinema western tout court non «sporcato» dalle nuove istanze politicamente corrette di Soldato blu di Ralph Nelson di appena un anno dopo” e “pur essendo una pietra tombale sull’America del Ventesimo secolo ne canta, allo stesso tempo, la primigenia purezza”.
Il nome Il mucchio selvaggio è utilizzato anche in un altro film, ossia Il mio nome è Nessuno di Tonino Valerii con Henry Fonda e Terence Hill. Il nome del regista, Sam Peckinpah, nominato da Terence Hill in una scena del film, è il nome scritto su una lapide in un cimitero.
“Il mucchio selvaggio” era la banda capeggiata da Butch Cassidy, la cui storia è raccontata dal film Butch Cassidy (Butch Cassidy and the Sundance Kid), anch’esso del 1969, diretto da George Roy Hill. (fonte Wikipedia)

LA SCHEDA DEL FILM IL MUCCHIO SELVAGGIO (t.or. The Wild Bunch)
Regista: Sam Peckinpah – Cast: William Holden, Ernest Borgnine, Robert Ryan, Edmond O’Brien, Warren Oates, Jaime Sánchez, Ben Johnson, Emilio Fernández, Strother Martin, L.Q. Jones, Albert Dekker, Bo Hopkins, Bud Taylor – Fotografia: J. Lucien Ballard – Sceneggiatura: Walon Green, Sam Peckinpah – Musica: Jerry Fielding – Genere: Western – Anno: 1969 – Paese: USA – Durata: 2h 25 min – Distribuzione: Twentieth Century Fox – Data di uscita: 12 Settembre 1969 (Italia) – La scheda del film Il Mucchio Selvaggio di Sam Peckinpah su Wikipedia


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