Hiedra | Recensione del Film a cura di Rita Ricucci. Esce al cinema, il 27 maggio, il nuovo film di Ana Cristina Barragán, Hiedra, che nel 2025, alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, riceve il premio per la Miglior sceneggiatura nella sezione Orizzonti. Dopo Alba (2016), in cui Barragán raccontava la relazione tra un padre, assente per tutta l’infanzia della figlia, e Alba ormai adolescente, Hiedra arriva sullo schermo con la drammatica storia di Azucena, giovane donna trentenne, interpretata perfettamente da Simone Bucio, che cerca di ritrovare il figlio abbandonato durante la propria adolescenza, Julio.
Dall’aspetto ancora adolescenziale, grazie allo sport praticato in gioventù — proprio nel periodo in cui per lei fu deciso di portare a termine la gravidanza e di lasciare il bambino in orfanotrofio — Azucena torna in quei luoghi nel tentativo di ritrovare il volto del figlio.
Julio, insieme agli amici della casa di accoglienza, dopo la scuola si dedica come volontario ad aiutare le suore cattoliche che si prendono cura dei neonati abbandonati. Li lava con la tenerezza di un fratello, li nutre con il biberon con la sensibilità di una madre.
Quando Azucena e Julio si incontrano, lei lo riconosce immediatamente; per lui, invece, nasce un’attrazione che confonde con quella di un ragazzo verso una ragazza, fino a quando scopre la verità.
La sensibilità di Barragán è notevole: l’occhio della macchina da presa si muove con delicatezza sull’operosità delle mani dell’una e dell’altro mentre si prendono cura della fragilità umana. Azucena assiste il padre anziano, dalla pelle raggrinzita, bisognoso delle stesse attenzioni che lei non ha mai potuto offrire al proprio bambino; Julio accudisce i neonati, la cui vulnerabilità si insinua tra le sue dita quando cambia i pannolini e tiene il biberon tra le labbra dei piccoli divoratori di latte.
Barragán riesce a filmare in modo efficace il riconoscersi di una madre nell’urgenza del figlio e, specularmente, il riconoscersi di un figlio nella nostalgia della madre. Questo momento si trasforma quasi in una danza a cielo aperto quando, sostenuti da un rallenty al limite del melodrammatico, Azucena e Julio si rincorrono, si afferrano, si toccano, si abbracciano.
Hiedra è un film che esplora l’universo materno ma anche quello filiale, meno frequentato sullo schermo, e lo fa con notevole precisione. La sensibilità di Julio è profondamente contagiosa; l’interpretazione del giovane attore Francis Eddù Llumiquinga, arriva sulla pelle dello spettatore, quando nei piccoli gesti di cura verso i neonati legge il suo pensiero costante: immaginare per sé le stesse attenzioni da parte di una madre.
Un film in cui vince la tenerezza della fragilità umana connotata come un’edera sempreverde, da qui Hiedra, a qualsiasi età e in qualsiasi condizione. (Hiedra | Recensione del film a cura di Rita Ricucci)
Trama: Al centro della storia di Hiedra di Ana Cristina Barragan c’è Azucena, una donna di trent’anni che osserva da lontano un gruppo di adolescenti in una casa famiglia. Tra loro c’è Julio, diciassettenne, con cui nasce un legame ambiguo e istintivo. Nonostante le differenze sociali che li separano, il riconoscimento reciproco e le ferite che entrambi portano li conducono verso un percorso comune, lontano da ogni forma di appartenenza, fino a un paesaggio vulcanico che diventa spazio di trasformazione…
Critica: La critica ha accolto l’opera Hiedra con pareri generalmente positivi, lodando il linguaggio sensoriale e l’esplorazione radicale dell’intimità. È stato descritto come un film “sussurrato” e lirico, che predilige il non detto e l’osservazione dei corpi rispetto alla narrazione tradizionale. Critici internazionali (es. Cineuropa) hanno elogiato la capacità della regista di dirigere attori non professionisti. Alcune recensioni, come quella di ICS Film, hanno notato in Hiedra un ritmo non sempre impeccabile nella prima parte, definendolo un dramma d’essai di medio livello nonostante le ottime interpretazioni.
Curiosità: Ana Cristina Barragán con Hiedra è stata la prima donna ecuadoriana a competere ufficialmente alla Mostra del Cinema di Venezia.
La protagonista Azucena è interpretata dall’attrice messicana Simone Bucio (nota per The Untamed), mentre il giovane Julio è interpretato dall’esordiente non professionista Francis Eddú Llumiquinga.
La regista considera Hiedra idealmente connesso ai suoi precedenti lavori, Alba e La Piel Pulpo, poiché tutti esplorano i temi dell’adolescenza, della famiglia e del senso di isolamento sociale.
La parte finale del film Hiedra è stata girata tra i paesaggi vulcanici dell’Ecuador, che simboleggiano la trasformazione interiore dei personaggi.

LA SCHEDA DEL FILM HIEDRA (t.or. Hiedra)
Regista: Ana Cristina Barragan – Cast: Simone Bucio, Francis Eddú Llumiquinga – Genere: Drammatico – Anno: 2025 – Paese: Messico, Francia, Spagna – Sceneggiatura: Ana Cristina Barragan – Fotografia: Adrian Durazo – Durata: 1 h 38 min. – Distribuzione: MFF – Michael Fantauzzi Film – Data di uscita: 27 Maggio 2026 – La scheda del film Hiedra di Ana Cristina Barragan su IMDb
GUARDA IL TRAILER UFFICIALE DEL FILM HIEDRA:

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