D’ISTRUZIONE PUBBLICA, recensione del film di Federico Greco e Mirko Melchiorre


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D’Istruzione Pubblica | Recensione del Film a cura di Rita Ricucci. Dal 2 febbraio è in sala l’ultimo documentario di Federico Greco e Mirko Melchiorre, D’Istruzione Pubblica, produzione di Antropica e Studiozabalik distribuita dal basso da OpenDDB. Il titolo è volutamente lapalissiano: la scuola statale, cioè quella di pubblico accesso, sta subendo le conseguenze di una politica che sembra aver smarrito il proprio orizzonte culturale e civile. A pagarne il prezzo sono, come sempre, i più fragili: bambini e giovani.

D'Istruzione Pubblica | Recensione | Poster

D’Istruzione Pubblica | Recensione | Poster

Attraverso le voci di docenti, filosofi ed esperti — supportate da dati e statistiche — il film mette in luce i rischi di una trasformazione profonda del sistema educativo: un’istruzione sempre più orientata a imitare la formazione professionale e sempre meno attenta alla formazione integrale della persona.

Il documentario D’Istruzione Pubblica assume così la forma di un racconto civile. La narrazione cinematografica ricostruisce la storia della scuola pubblica italiana e delle lotte che hanno reso possibile l’acquisizione di diritti fondamentali nel campo dell’educazione, ricordando quanto quel patrimonio sia stato il frutto di un lungo processo democratico.

A fare da bussola sono gli articoli 3 e 33 della Costituzione — il principio di uguaglianza, la libertà di insegnamento, il diritto universale all’istruzione. È a partire da questi capisaldi che il lavoro di Greco e Melchiorre mette a fuoco le contraddizioni della scuola contemporanea, interrogando le riforme che negli ultimi decenni ne hanno progressivamente modificato struttura e finalità: dalle politiche avviate con Luigi Berlinguer e la legge Bassanini alla riforma Moratti fino alla stagione della Buona Scuola.

Per chi la scuola la vive ogni giorno — docenti, personale scolastico, studenti — il disagio è evidente. Il sistema delle competenze trasversali, sempre più orientato alla logica della prestazione, rischia di trasformare il processo educativo in una continua misurazione di performance, con effetti spesso controproducenti: ansia, disaffezione e dispersione scolastica.

D’Istruzione Pubblica intreccia testimonianze e dati: dalla presenza di Lorenzo Varaldo, preside di un Comprensivo torinese, autore di libri, alla lucida analisi di Marina Boscaino — insegnante, giornalista e studiosa — che ricostruisce con chiarezza il progressivo scarto tra l’idea costituzionale di scuola e le trasformazioni legislative degli ultimi decenni.

Le immagini delle strutture scolastiche fatiscenti non sono soltanto un dato materiale: diventano metafora di un indebolimento più profondo, quello di un progetto culturale che sembra aver perso centralità. Non è un’impressione, i dati oggettivi lo registrano: secondo l’OCSE 2020, in Italia uno studente su quattro non comprende pienamente ciò che legge.

È allora inevitabile la domanda che il documentario si pone: che ne è dell’istruzione? (D’Istruzione Pubblica | Recensione del film a cura di Rita Ricucci)

Trama: Dagli edifici scolastici che cadono a pezzi alla precarietà dei docenti, dalle nuove norme di pedagogia alla scuola delle “competenze”, dalla digitalizzazione forzata ad una preparazione sempre minore degli studenti: “D’Istruzione Pubblica”, il documentario di Federico Greco e Mirko Melchiorre denuncia il graduale processo di smantellamento dell’istruzione pubblica…

Curiosità: Dagli stessi autori di ‘PIIGS’, sulle tragiche conseguenze dell’austerità nel welfare, e ‘C’era una volta in Italia – Giacarta sta arrivando’, sulla desertificazione della sanità pubblica, D’Istruzione Pubblica è il terzo capitolo della trilogia sul neoliberismo e continua ad indagare uno dei pilastri di ogni società civile e democratica, la scuola pubblica.

D’Istruzione Pubblica unisce lo sguardo generale sulla questione con quello particolare, che studenti (e loro famiglie) e docenti vivono ogni giorno. A cominciare dal caso di Lorenzo Varaldo, da anni dirigente scolastico dell’Istituto Sibilla Aleramo di Torino (che comprende elementari e medie): lui preferisce essere chiamato “preside”, o meglio “direttore didattico”. In questa scelta, apparentemente banale, c’è invece un’idea precisa ed estremamente consapevole di mondo e di lotta. La lotta per impedire la distruzione dell’istruzione pubblica, la sua “aziendalizzazione”, che Lorenzo vede attuarsi da ormai quarant’anni. Una distruzione che viene da molto lontano, come spiegano docenti, filosofi ed esperti italiani e internazionali: dagli Stati Uniti di fine Ottocento, passando per l’Unione europea degli anni ’90 e infine dalle riforme della scuola in Italia a partire da quella dell’autonomia di Bassanini (1997) e Berlinguer (2000).

Le voci del film D’Istruzione Pubblica illustrano come le conseguenze di questo passaggio alle nuove norme pedagogiste puerocentriche, della scuola delle competenze e non più delle conoscenze, siano chiare: gli insegnanti sono sempre più precari e dunque anche meno autorevoli; le strutture scolastiche, quando non fatiscenti, hanno continui problemi nelle aule e nelle risorse; le famiglie sono chiamate a scegliere tra prodotti e “offerte formative”, come clienti in un mercato; i livelli di insegnamento e apprendimento sono abbassati, i ragazzi sono sempre meno preparati. Come fotografano gli studi OCSE: “il rendimento medio nei Paesi OCSE è sceso negli ultimi anni di 15 punti in matematica e di 10 punti in lettura. Ciò equivale all’incirca a mezzo anno scolastico in lettura e a tre quarti di anno scolastico in matematica”. E come il sistema scolastico di oggi metta così in dubbio i principi espressi nella Costituzione del diritto allo studio – per tutti i capaci e meritevoli, “anche se privi di mezzi” – e dei compiti dello Stato – “di rimuovere ostacoli di ordine economico e sociale che limitino la libertà e l’eguaglianza dei cittadini”. Nella scuola di cui il protagonista Lorenzo è dirigente, si tenta di ovviare a questa deriva, una scuola – non a caso – ai primi livelli di istruzione.

Prodotto da StudioZabalik con Antropica, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte, in collaborazione con AAMOD – Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, nel film D’Istruzione Pubblica è presente la canzone “Another brick in the wall”,  per concessione di Roger Waters, eseguita dai Pink’s One.

Federico Greco e Mirko Melchiorre iniziano la loro collaborazione nel 2016, quando realizzano insieme a Adriano Cutraro il film documentario ‘Piigs’, un vero e proprio caso cinematografico, partito dal basso e arrivato a centinaia di proiezioni in tutta Italia prima di essere trasmesso da Rai e da tv estere, narrato da Claudio Santamaria e da Willem Dafoe nella versione estera. Nel 2022 continuano il loro percorso con il film documentario ‘C’era una volta in Italia – Giacarta sta arrivando’, con Roger Waters, Ken Loach, Gino Strada, Vittorio Agnoletto, un’inchiesta sulla privatizzazione della sanità pubblica.

Federico Greco è anche autore, montatore e docente, nonché regista di lungometraggi e documentari premiati nei maggiori festival; Mirko Melchiorre ha una forte esperienza sui set cinematografici e ha inoltre diretto documentari premiati e docuserie per reti televisive nazionali.

Una scena del film D’Istruzione Pubblica | Recensione e Analisi critica di Rita Ricucci

LA SCHEDA DEL FILM D’ISTRUZIONE PUBBLICA (t.or. D’Istruzione Pubblica)

Regista: Federico Greco e Mirko Melchiorre – Genere: Documentario – Anno: 2026 – Paese: Italia – Sceneggiatura: Federico Greco e Mirko Melchiorre – Fotografia: Mirko Melchiorre – Durata: 1 h 37 min. – Distribuzione: OpenDDB – Data di uscita: 2 febbraio 2026 – Il sito ufficiale del film D’Istruzione Pubblica di Federico Greco e Mirko Melchiorre

GUARDA IL TRAILER UFFICIALE DEL FILM D’ISTRUZIONE PUBBLICA:

D’Istruzione Pubblica – Official Trailer

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