Appaloosa | Recensione del Film a cura di Giulia Mazza. C’è chi dice che il tempo sia un qualcosa di circolare, una serie di eventi che si susseguono, talvolta legati tra loro, talvolta indipendenti l’uno dall’altro, che con un andamento più o meno regolare si ripropongono. C’è chi dice che tutto torna, in un certo senso, e mai frase sembra più adatta per le tante e varie forme artistiche e culturali, dalla letteratura, alla musica, alla pittura.
Non ultimo il cinema, che negli anni ha visto tornare in auge i più diversi generi, nonostante si vada sempre più spesso decretando la loro ‘morte’.
Questo comunque sembra essere il momento del western, e l’ultima prova in ordine di tempo è il riuscito e convincente Appaloosa, per la regia di Ed Harris (alla sua seconda prova dietro la macchina da presa dopo Pollock).
I cowboy rappresentano un certo tipo di eroi, uomini guidati da una rigorosa scala di valori, figure stereotipate che sintetizzano precisi sentimenti e ideologie. Ma lo sceriffo Virgil Cole (Ed Harris) e il suo vice Everett Hitch (Viggo Mortensen), pacificatori di città senza legge, giunti nella piccola comunità di Appaloosa per assicurare alla giustizia lo spietato Randall Bragg (Jeremy Irons), sono tutt’altro che personaggi ‘stereotipati’, o comunque inscrivibili in un canone classico.
Legati da un’amicizia nata non si sa in quali circostanze, dotati di un sottile senso dell’umorismo, il loro è un rapporto profondo fatto spesso di sguardi e silenzi che vanno oltre.
Occhi di ghiaccio e rughe che solcano profonde il viso e l’anima il primo, di poche parole ma sufficienti a inquadrare ciò che lo circonda il secondo, sono dei sopravvissuti (non sappiamo a cosa, ma non è importante), e forse proprio per questo sono gli eroi di cui il mondo – del film, ma anche di oggi – ha bisogno.
Oltre all’ironia che contraddistingue i due protagonisti, l’altro elemento che conferisce una certa originalità rispetto ai classici è la figura femminile. Allison French (interpretata da una deliziosa Renée Zellweger) è una donna spregiudicata, indipendente e anticonformista per i tempi e per i modi che vorrebbe la sua condizione – una donna ‘moderna’, per usare un fastidioso clichè.
Sullo sfondo, l’orizzonte si perde nella terra secca del deserto, si confonde con la polvere alzata dai cavalli al galoppo, e nemmeno il più piccolo particolare è lasciato al caso. Mentre assistiamo a un film, Appaloosa, che sa dove uscire dagli schemi, lasciando comunque nell’aria il profumo di un classico. (Appaloosa | Recensione del film a cura di Giulia Mazza)
Trama: Appaloosa è un film western del 2008 diretto da Ed Harris, basato sull’omonimo romanzo di Robert B. Parker. La storia è ambientata nel 1882, nella piccola comunità di Appaloosa, in New Mexico, dove uno spietato ranchero, Randall Bragg (Jeremy Irons), permette alla sua banda di fuorilegge di imperversare nella città. Dopo aver eliminato lo sceriffo e i suoi due vice, ha instaurato un vero clima di terrore sottomettendo gli abitanti della comunità. Questi, stanchi ed esasperati dalle azioni violente del prepotente Bragg, decidono di rivolgersi a un avvocato, Virgil Cole (Ed Harris), e al suo vice, Everett Hitch (Viggo Mortensen), per riportare il controllo e l’ordine ad Appaloosa. I due, che da tempo si sono guadagnati la reputazione di operatori di pace nelle città allo sbaraglio, accettano volentieri…
Curiosità: Presentato in Italia al Festival di Roma 2008 nella sezione proiezioni speciali, il film Appaloosa è stato presentato in anteprima mondiale al Festival di Toronto.
Appaloosa ha ottenuto un successo moderato, riuscendo a coprire i costi di produzione. Con un budget stimato di circa 20 milioni di dollari, il film ha infatti fatto registrare un incasso di circa 27,7 – 27,9 milioni di dollari a livello mondiale, circa il 73% degli incassi è arrivato dal mercato domestico (USA e Canada), con 20,2 milioni di dollari. In Italia il film ha incassato circa 327.417 €.
L’accoglienza a livello internazionale è stata generalmente positiva, venendo lodato come un ritorno al “classicismo” del genere. Con Rotten Tomatoes Appaloosa detiene un punteggio del 77%. La critica ha apprezzato l’alchimia tra i protagonisti e l’umorismo sottile. Con Metacritic ha invece un punteggio di 64/100, indicando recensioni favorevoli. Punti di forza sono state elogiate le interpretazioni di Viggo Mortensen (definito “l’essenza del cool”) e Ed Harris, oltre alla regia sobria.
Ed Harris ha voluto fortemente Viggo Mortensen dopo aver lavorato con lui in A History of Violence di David Cronenberg. Nel ruolo del giudice Callison appare Bob Harris, il vero padre di Ed Harris. Il film Appaloosa è l’adattamento dell’omonimo romanzo di Robert B. Parker.
La canzone che si sente nei titoli di coda, “You’ll Never Leave My Heart”, è cantata proprio da Ed Harris.
Appaloosa non ha legami con il western del 1966 The Appaloosa (uscito in Italia come A sud-ovest di Sonora) con Marlon Brando. Il titolo deriva dalla razza di cavalli “Appaloosa”, originariamente allevati dalla tribù dei Nez Percé lungo il fiume Palouse.

LA SCHEDA DEL FILM APPALOOSA (t.or. Appaloosa)
Regista: Ed Harris – Cast: Viggo Mortensen, Ed Harris, Robert Knott, Renée Zellweger, Jeremy Irons, Luce Rains, Tom Bower, Timothy V. Murphy, Ariadna Gil, Girard Swan, Gabriel Marantz, Corby Griesenbeck, Cerris Morgan-Moyer, Bob L. Harris – Genere: Western – Anno: 2008 – Paese: USA – Sceneggiatura: Ed Harris, Robert Knott – Fotografia: Dean Semler – Durata: 1 h 55 min. – Distribuzione: 01 Distribution – Data di uscita: 16 gennaio 2009 – La scheda del film Appaloosa di Ed Harris su Wikipedia
GUARDA IL TRAILER UFFICIALE DEL FILM APPALOOSA:

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