ABBANDONANDO IL PARADISO, recensione del film di Genc Permeti


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Abbandonando il Paradiso | Recensione del Film a cura di Rita RicucciAbbandonando il paradiso è l’esordio di Genc Permeti sul grande schermo: un film post-apocalittico dal forte sapore fiabesco. Degna di nota è la rete di coproduzioni che ha sostenuto il progetto, coinvolgendo Kosovo, Polonia, Albania e Italia. Durante una vacanza a Paradise Beach, mentre il piccolo Leksi si dimena tra le onde osservando la madre sulla riva, una violenta esplosione nucleare cancella in un istante le orme sulla spiaggia e, con esse, coloro che le hanno impresse.

Abbandonando il paradiso | Recensione | Poster

Abbandonando il paradiso | Recensione | Poster

«Il futuro viene incontro a noi. Dimenticheremo… Nessuno ricorderà… Saremo troppo impegnati a vivere.»

Così esordisce la voce fuori campo di Niko, Nikoll Prendi, un bambino rimasto orfano, che sopravvive insieme a Leksi, Kristaq Pilo, invecchiato come un nonno.

La luce polverosa scandisce il trascorrere delle giornate mentre Leksi e Niko si procurano il cibo, senza mai oltrepassare il confine segnato da uno steccato. “Dall’altra parte” vivono Fiqo, Ksawery Szlenkier, una ragazzina, e il suo cane.

Ultimi residui di un’umanità ormai scomparsa, Leksi e Fiqo si accusano reciprocamente della morte dei genitori di Niko: il loro odio appare più devastante della bomba che ha annientato il mondo.

Con una fotografia essenziale, firmata da Tomasz Wierzbicki, e costruita attraverso luci penetranti ed evocative, Permeti conduce lo spettatore tra le rovine di una civiltà evoluta. I resti dei grattacieli, ridotti a scheletri di cemento e ferraglia, sembrano artigli pronti a ferire, trasformando il paesaggio in una presenza ostile e insieme profondamente simbolica.

Ogni elemento del film possiede infatti una forte valenza allegorica. Il tono fiabesco emerge soprattutto nella relazione tra Niko e Leksi, che richiama quella di Pinocchio e Geppetto in una versione post-apocalittica del racconto collodiano.

Questa volta, però, Niko non sa nemmeno cosa significhi essere un bambino: non può permettersi l’infanzia, perché è già costretto a vivere come un adulto. Ciò che lo anima è il desiderio di raggiungere un giorno il grande specchio d’acqua e conoscere finalmente la verità sui propri genitori.

Non mancano nemmeno il Gatto e la Volpe, figure emblematiche del romanzo di Collodi, tradizionalmente simbolo dell’inganno e delle tentazioni del mondo adulto. Permeti ne rovescia il significato trasformandoli in personaggi quasi regali, simili a vecchi e logori Magi che, anziché offrire illusioni, portano con sé la verità e la speranza.

Sul loro carrozzone, infatti, una giovane donna è sul punto di dare alla luce un bambino, immagine che restituisce alla vita la possibilità di ricominciare.

Permeti dimostra così una notevole capacità di costruire una narrazione che dialoga contemporaneamente con la letteratura, il cinema e la pittura. Emblematica è la scena del dialogo tra il vecchio della carovana e Leksi, ambientata attorno a un tavolo e composta come una taverna caravaggesca, dove la luce scolpisce i volti dei due interlocutori trasformando il confronto in un momento di intensa riflessione morale.

Abbandonando il paradiso è un film delicato e al tempo stesso intenso, capace di affrontare con straordinaria misura il tema della memoria. L’opera non invita soltanto a non dimenticare l’orrore del nucleare, ma ricorda come l’essenza dell’essere umano sopravviva soprattutto nell’empatia, nella solidarietà e nella forza dell’amicizia.

È proprio nel legame tra il piccolo Niko ed Eva, la ragazzina al fianco di Fiqo, che il film lascia intravedere la possibilità di un nuovo inizio, affidando alla nascita e all’incontro la speranza di ricostruire un’umanità capace di imparare dal proprio passato. (Abbandonando il Paradiso | Recensione del film a cura di Rita Ricucci)

Trama: Abbandonando il Paradiso, il film diretto da Genc Permeti, è ambientato sessant’anni dopo una catastrofe nucleare, in un mondo ridotto a rovine dove pochi superstiti cercano di resistere in una desolata area industriale. Tra loro c’è Niko (Nikoll Prendi), un bambino di dieci anni nato e cresciuto in quel luogo, che vive con il nonno Lexi (Kristaq Pilo). L’uomo gli ha insegnato a considerare quel territorio un paradiso da difendere a ogni costo, alimentando in lui un profondo odio verso chi vive oltre i binari della ferrovia. Quando un violento incontro con una bambina selvaggia (Sirea Bombaj) dell’altra fazione innesca una spirale di scontri, il fragile equilibrio tra i gruppi crolla e i bambini vengono trascinati nelle lotte di potere degli adulti. La violenza si intensifica fino a trasformarsi in un conflitto brutale, mentre Niko, sempre più turbato, inizia a mettere in discussione le certezze del nonno e a intravedere la verità dietro quel presunto idillio…

Curiosità: Abbandonando il paradiso (conosciuto a livello internazionale come Leaving Eden) è il primo lungometraggio da regista del produttore e sceneggiatore albanese Genc Përmeti, uscito nei cinema italiani l’1 luglio 2026. Il film è una favola post-apocalittica e politica coprodotta da Albania, Italia, Polonia e Kosovo.

Genc Përmeti è una figura molto importante nel cinema balcanico. Questo film rappresenta il suo debutto come regista di un lungometraggio, dopo una lunga carriera passata a produrre e scrivere cortometraggi.

Prima di arrivare nelle sale, Abbandonando il paradiso è stato presentato in anteprima mondiale a marzo al BIF&ST 2026 (Bari International Film Festival). Nonostante sia un film indipendente, Abbandonando il paradiso vanta la presenza di importanti attori europei, tra cui il celebre attore polacco Daniel Olbrychski (noto per Il tamburo di latta) e l’attrice Agata Buzek.

Critica: La critica ha apprezzato come Abbandonando il paradiso usi il genere del disaster movie per esplorare in modo intimo e personale la storia dei Balcani. Le barriere e l’odio indottrinato tra fazioni diverse diventano una metafora politica dei conflitti reali e dei confini che si trasformano in prigioni mentali.

Una scena del film Abbandonando il Paradiso | Recensione e Analisi critica di Rita Ricucci

LA SCHEDA DEL FILM ABBANDONANDO IL PARADISO (t.or. Leaving Eden)

Regista: Genc Permeti – Cast: Sirea Bombaj, Agata Buzek, Elisabeth Duda, Gerti Ferra, Ina Majko, Daniel Olbrychski, Kristaq Pilo, Ksawery Szlenkier, Nikoll Prendi – Genere: Fantascienza – Anno: 2026 – Paese: Albania, Italia – Sceneggiatura: Genc Permeti, Thomas Logoreci – Fotografia: Tomasz Wierzbicki – Durata: 1 h 29 min. – Distribuzione: Enjoy Movies – Data di uscita: 1 Luglio 2026 – La scheda del film Abbandonando il paradiso di Genc Permeti su Filmitalia

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Abbandonando il Paradiso – Trailer

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