Dopo il grande successo di pubblico e di critica ricevuto alla 17ª edizione del Bif&st – Bari International Film&Tv Festival, approda nelle sale di tutta Italia, A WAR ON WOMEN, il film diretto da Raha Shirazi e scritto da Samira Mohyeddin e Raha Shirazi. Storico, personale e politico, oggi più urgente che mai, A WAR ON WOMEN non è soltanto il racconto di un’oppressione, ma la testimonianza della forza e del coraggio delle donne iraniane che, attraverso la loro indomita ribellione, continuano a ridefinire il presente, chiedendo al mondo di non voltarsi dall’altra parte.
A WAR ON WOMEN raccoglie le testimonianze di alcune tra le più autorevoli voci femminili dell’attivismo iraniano: Mahnaz Afkhami, Asieh Amini, Masih Alinejad, Golshifteh Farhani, Azam Jangravi, Shaparak Shajarizadeh, Elahe Tavakolian.
Il film ha ricevuto il patrocinio da parte di Amnesty International Italia per la seguente motivazione:
“Da quasi mezzo secolo le attiviste iraniane per i diritti delle donne lottano contro una violenta discriminazione di genere, sistematica perché ‘di sistema’, fatta di leggi, prassi e punizioni applicate contro le bambine, le donne e le ragazze. È un costante rammarico vedere come la loro determinazione sia ignorata, se non spesso infantilizzata e strumentalizzata. Ma è motivo di orgoglio per tutti i movimenti per i diritti umani, compresa Amnesty International, essere accanto a loro”.
A WAR ON WOMEN è prodotto da Rosamont, Doppio Nodo Double Bind, Eolo Film Productions, Minerva Pictures, Luce Cinecittà con Rai Cinema e verrà distribuito dal 28 maggio nelle sale italiane da Filmclub Distribuzione.
SINOSSI:
A War on Women racconta cinquant’anni di resistenza femminile attraverso filmati privati, testimonianze e immagini girate clandestinamente in Iran.
Quattro generazioni di donne che hanno sfidato il regime degli Ayatollah e il controllo imposto sui loro corpi e sulle loro vite, trasformando l’oppressione in un movimento capace di attraversare rivoluzione, repressione ed esilio.
Attiviste, madri, attrici, prigioniere ed esiliate compongono una catena ininterrotta di resistenza. Uno sguardo intimo e diretto su un Paese spesso frainteso, che mette al centro le voci di chi ha scelto di non tacere.
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