A Venezia 2025 c’è Kathryn Bigelow con “A house of dynamite”: “Viviamo in una casa imbottita di dinamite” (News)


A Venezia 2025 è il giorno di Kathryn Bigelow. La regista, prima donna nella storia a vincere l’Oscar come migliore regista per “The Hurt Locker”, torna dopo otto anni di assenza per presentare “A house of dynamite”, thriller geopolitico in concorso nella settima giornata della 82esima Mostra del cinema che tratta un tema caldissimo: la minaccia delle armi nucleari. Cast stellare con Idris Elba, Rebecca Ferguson, Gabriel Basso, Jared Harris, Tracy Letts, Anthony Ramos, Moses Ingram, Jonah Hauer-King, Greta Lee, Jason Clarke per un film che potrebbe far molto discutere: “E’ una questione globale la situazione in cui siamo con le armi nucleari, un giorno forse riusciremo a ridurle, ma in questo momento stiamo veramente vivendo in una casa imbottita di dinamite”, ha detto l’artista in conferenza stampa.

La trama.  Quando un missile di provenienza ignota viene lanciato contro gli Stati Uniti, inizia una corsa contro il tempo per stabilire chi ne sia responsabile e come reagire. Nel film si vedono tre episodi che rappresentano tre angolazioni in cui la vicenda si sviluppa rispetto al possesso di arsenali nucleari e al rischio di un attacco missilistico.  

Nella stanza dei bottoni. L’obiettivo del film era quello di portare le persone nelle stanze dei bottoni nell’ipotesi ci fosse stato un attacco nucleare. “Volevo essere onesta e raccontare la verità, volevo capire a che punto siamo con le riserve nucleari e chi se ne prende cura. Mi sembra siamo a buon punto”, ha aggiunto. “La sceneggiatura è il risultato di conversazioni con persone che siedono in quelle stanze. Per noi era molto importante l’ambiguità, un invito a decidere cosa fare in una situazione simile con un arsenale a disposizione. E’ stato molto importante questa ambiguità. Avendo fatto questo film vorrei che sparissero tutte le armi nucleari”, ha detto Bigelow. Ancora sui messaggi del film, che mostra un’America isolata nella sua situation room, in una condizione attuale di estrema fragilità. “Dobbiamo essere molto più informati, avviare discussioni sulla non proliferazione delle armi nucleari se vogliamo sopravvivere”, ha detto. 
Bigelaw mette insieme tutte le paure che, purtroppo, affliggono questo particolare periodo storico del nostro tempo. Sette anni senza un lavoro della regista e un argomento così cruciale. (dal tgcom24)

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